Cronaca
Emmanuel e Chimiary vittime due volte. Una regione si stringe intorno a loro

Ancora attestati di solidarietà per la coppia nigeriana, questa volta da parte della Cgil, dell'Anpi e della Federazione del Partito Comunista

Emmanuel e Chimiary vittime due volte. Una regione si stringe intorno a loro

Sono tante le dichiarazioni sull'aggressione a Emmanuel e alla sua compagna Chimiary che stanno pervenendo in queste ore.

 

Partiamo dalla Cgil Marche che, oltre ad esprimere solidarietà alla compagna del giovane nigeriano, fa presente come quello di Fermo sia un episodio che si somma a quello avvenuto a San Benedetto del Tronto, dove alcuni ambulanti di origine bengalesi sono stati aggrediti perchè, stando alle testimonianze, non conoscevano il Vangelo. “Tutto questo desta sgomento e invita a riflettere sul clima xenofobo e di paura diffuso, alimentato da più parti, talora anche a livello istituzionale. Una deriva cui è necessario porre un freno attraverso il riconoscimento dei diritti sociali, civili e politici degli immigrati, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Tutto ciò si può realizzare eliminando i molti ostacoli culturali e istituzionali che impediscono di accogliere i migranti anche nella nostra regione”.

 

Anche la Cgil di Fermo fa sentire la propria voce, attraverso il suo Segretario Maurizio Di Cosmo. “Non c’è certamente nessuna giustificazione, nessuna comprensione per questo efferato crimine. Un uomo è in coma irreversibile, un altro uomo gli ha rubato la vita, il futuro, tutto quello che aveva. La sua compagna rimane sola ed a Lei va tutto il nostro affetto. Il terribile fatto di cronaca è figlio di questi nostri tempi pieni di barbarie e di incomprensioni che sta coinvolgendo anche la nostra civilissima comunità fermana. E’ figlio di un mondo sbagliato che si nutre di tante sciagure e sofferenze”.

 

Di Cosmo si interroga anche sulla situazione complessiva che sta vivendo il Fermano. “L’aggressione ad Emmanuel segue una serie di fatti, dalle bombe contro le chiese agli incendi di barche, chalet o altri esercizi commerciali, che stanno suscitando molte preoccupazioni ma nessuna appropriata reazione delle istituzioni e della comunità. Dobbiamo dire basta a questo clima di violenza e di intimidazione; lo dobbiamo dire a gran voce mobilitandoci ad iniziare da un’immediata manifestazione in piazza contro l’odio, il razzismo e la violenza e, per riaffermare i valori costituendi la nostra società: la solidarietà, l’accoglienza, la legalità democratica, il rispetto per ogni uomo, per ogni donna. In tal senso, stiamo in queste ore contattando tutte le associazioni, le forze politiche e le istituzioni”.

 

L'Anpi di Fermo, sempre attiva nella diffusione di una cultura della legalità e dell'integrazione, ha Emmanuel e Chimiary siano stati vittime sia delle persecuzioni e delle guerre civili nel loro paese, che della violenza fascista e razzista in Italia. “Sono stati oltraggiati e pestati da due stupidi pericolosi sicari generati da un clima di intolleranza, di paura e d’odio innescato volutamente da quanti pensano di far leva sulle angosce e i timori della gente in difficoltà per avvantaggiarsene politicamente ed economicamente. Fermo è stata ed è una città civile, aperta al confronto col mondo, luogo di incontri e di cultura. I cittadini fermani devono scuotersi dalla tentazione di sottovalutare i rischi che forme sempre più subdole e diffuse di razzismo comportano per la tenuta della convivenza civile”.

 

Sul fronte politico, parole di solidarietà arrivano anche da Patrizia Serafini e Giorgio Raccichini della Federazione di Fermo del Partito Comunista. “Individuare nel migrante il nemico numero uno non solo è sbagliato, ma è da stupidi ed ignoranti. E sottolineiamo le parole "stupidi" ed "ignoranti", perché evidentemente non sono i migranti che bruciano milioni e milioni di euro in spese militari anziché nei servizi utili ai cittadini; non sono stati i migranti ad aver delocalizzato imprese e attività economiche dopo aver ricevuto lauti incentivi dallo Stato italiano; non sono i migranti i grandi evasori e corruttori; non sono stati i migranti ad aver reso estremamente precario il lavoro rendendo il lavoratore più debole nei rapporti con il datore di lavoro. Non sono i migranti, cioè, ad essere i responsabili della crisi in cui siamo ancora immersi. Per il lavoratore il migrante non è un nemico, ma è un alleato nella lotta contro chi sfrutta i lavoratori e affama i popoli, nella lotta per costruire una società giusta ed equa, realmente democratica”.

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Data pubblicazione : 06/07/2016 17:04
Scritto da : Redazione
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