Cronaca
Italia, le Marche e Fermo uniti nell'accoglienza: le parole di Alfano
Italia, le Marche e Fermo uniti nell'accoglienza: le parole di Alfano

Dopo il Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico, il ministro dell'Interno incontra i giornalisti e dà due notizie: il fermo per l'italiano autore del pugno fatale e l'accoglimento della domanda di riconoscimento dello status di protezione umanitaria per Chimiary, "promessa sposa" di Emmanuel Chidi Namdi

"È giorno un giorno molto triste per la comunità di Fermo e noi  Governo della Repubblica vogliamo segnare un confine invalicabile tra coloro che mettono il razzismo e il contrasto al razzismo tra quei valori imprescindibili  per una comunità nazionale e gli altri".

Si apre con queste parole la conferenza stampa con Angelino Alfano, volato a Fermo, in Prefettura, per esprimere la vicinanza a don Vinicio Albanesi e alla vedova di Emmanuel Chidi Namdi.

"Una drammatica storia di libertà finita male", per Alfano, che meritava la presenza delle principali autorità dello Stato. Accanto al ministro, vi sono infatti, tra gli altri, il prefetto Mara Di Lullo e il Capo della Procura, Domenico Seccia. Da quest'ultimo arriva la notizia riportata dal ministro: Amedeo Mancini, l'autore del pugno fatale contro il trentaseienne nigeriano, è in stato di fermo con l'accusa di omicidio preterintezionale aggravato dalla finalità razzista. "Un capo d'imputazione - prosegue Alfano - che dà la misura di come tutte le nostre attività siano andate nella direzione giusta".

Poi il messaggio che spiega la sua presenza oggi a Fermo: "L'Italia, le Marche, Fermo non sono rappresentate da Amedeo Mancini, ma dalla commozione e dalle lacrime che il sindaco ha versato durante il comitato di sicurezza dicendo che questa non è Fermo".

Il grido di dolore del primo cittadino Paolo Calcinaro è stato anticipato da quello lanciato ieri sera durante la fiaccolata al Centro di accoglienza al seminario arcivescovile, continua il ministro, dalla quale è emerso solo questo: "L'Italia è campione dell'accoglienza". Lo dimostra la stessa storia di Emmanuel, cristiano, fuggito da una terra in cui professare la religione della maggioranza degli italiani è causa di persecuzioni, precisa sempre Alfano.

La seconda notizia data dal ministro è la seguente: "Il grande cuore dell'Italia" ha portato proprio oggi ad accogliere la domanda di riconoscimento dello "stato di protezione umanitaria" alla compagna di Emmanuel. Una domanda presentata lo scorso 30 maggio che ha avuto, forse, un sì tardivo, ma che comunque non cancella la "bella storia di libertà che don Vinicio mi ha raccontato", aggiunge ancora il rappresentante di Governo, "un uomo e una donna cristiani perseguitati", continua, "accolti da noi e arrivati da don Vinicio che li ha fatti sposare recuperando l'antico istituto giuridico della promessa di matrimonio: loro erano promessi sposi", dice proprio Alfano, protagonisti di "un sogno d'amore e libertà che la violenza di un cittadino italiano pregiudicato con numerosi precedenti e daspato" ha interrotto.

Sulle indagini, Alfano precisa che il tutto è nelle mani degli inquirenti, mentre a lui spetta il compito di essere qui a Fermo per "scongiurare ogni ipotesi di contagio: sappiamo da questo episodio che il germe del razzismo va stroncato prima che degeneri".

Seguono le domande, molte, sulla delittuosità nel Fermano, dal fenomeno della prostituzione al razzismo vero o presunto della curva degli ultrà. Su quest'ultima il rappresentante di Governo sottolinea: " Non si tratta di attribuire questo omicidio a un partito". Al contrario, "tutta la nostra politica di sicurezza negli stadi è stata irrobustita".

Rimanda più decisamente alle autorità locali la scelta di parlare delle indagini sulle bombe alle parrocchie, sui cui autori pare, comunque, che si seguano due piste, "una prevalente e una marginale".

Comunque vada a finire la parte giudiziaria di questa vicenda di inaudita gravità ("un episodio del genere non era mai successo prima", precisa Alfano), girando per l'Italia il ministro ha invece assistito a "molte scene di umanità e accoglienza".

Quest'ultima è tuttavia il vero nodo di tutta la questione: "Non possiamo accogliere tutti", afferma con decisione il ministro, che si rivolge espressamente all'Unione europea.

"Il tema è nell'agenda Juncker", continua, "chi non ottiene lo status di rifugiato, deve essere ricollocato attraverso piani europei e con accordi da prendere con i paesi d'origine e di transito".

Il tema del rimpatrio, insomma, deve essere europeo: "Due anni e mezzo fa già dicevamo di non poter accogliere tutti dalla rotta di Lampedusa. Poi è arrivata quella balcanica e noi l'avevamo previsto".

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Data pubblicazione : 07/07/2016 15:37
Scritto da : Alessandra Cicalini
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Fabrizio

    08-07-2016 08:33 - #2
    Alfano?!? Un altro dei suoi viaggi a vuoto........ La solidarietà non si porta: si dimostra!
  • paolo

    07-07-2016 16:26 - #1
    se siete di fermo come me conoscerete di sicuro l'individuo..come sono andate le cose presto si sapra'...ma una cosa mi sconcerta e vi dico a priori che un po razzista lo sono anche io....se fosse stato il contrario???? apriti cielo...noooo????
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