Cronaca
Amandola, il giorno dopo: la situazione delle strade e le responsabilità dell'uomo

Al lavoro da stamattina uomini del Comune e ditte private per ripristinare le strade colpite a ridosso del Tenna

Amandola, il giorno dopo: la situazione delle strade e le responsabilità dell'uomo

Non una bomba d'acqua ma un vero e proprio cataclisma, con 54 millimetri caduti in un'ora e mezza. Il giorno dopo per Adolfo Marinangeli, Sindaco di Amandola, non è migliore di un lunedì a dir poco nero.

 

“Oggi il tempo è buono e da stamattina alle 7 gli operai sono in giro con i mezzi. In più abbiamo dovuto prendere delle imprese esterne per poter mettere a posto le strade. Di giorno si sono visti i danni reali, che sono più gravi di quelli percepiti la scorsa notte. Parlavo anche con i referenti della Protezione Civile regionale, non sappiamo più cosa fare...”

 

È riferito all'impegno dei Comuni che, nonostante gli interventi di manutenzione, si ritrovano ciclicamente a fare i conti con fenomeni del genere?

“Non solo questo: interventi fatti, strade mantenute bene, scoli sistemati, ma poi arrivano i privati che distruggono tutto, arano i campi senza un minimo di senso logico, vengono a coltivare fin dentro la strada.”

 

E poi ci si mette anche un acquazzone come quello di ieri.

“Mi hanno riferito che sono caduti 54 millimetri d'acqua in un'ora e mezza. Non una bomba, ma un cataclisma, Cinquantaquattro millimetri in un'ora e mezza raccolti in pochi chilometri quadrati: quindi, cosa vogliamo fare? Non hai una progettazione che ti possa garantire un'eccezionalità del genere.”

 

Ma sicuramente l'incuranza degli agricoltori aumenta il rischio e i danni conseguenti.

“Voglio essere sferzante: nei danni di ieri il 60% è responsabilità degli uomini e del loro comportamento incivile. E parlo di chi lavora i campi fino all'ultimo millimetro, di chi attappa i tombini. Abbiamo rilevato anche sfoghi verso i fossi chiusi, ma la cosa più drammatica è che hanno aperto i fronti delle scarpate per entrare dentro con i loro mezzi e proprio lì dove nei giorni scorsi era entrata una mietitrebbia per andare a tagliare il grano non c'era più la strada.”

 

Cosa fare di fronte a tutto questo?

“Se noi non riusciamo a fare un patto insieme alle associazioni di categoria, non ce la facciamo più. I Comuni piccoli non possono reggere ancora a lungo, non possono sopportare questo. Poi l'eccezionalità ci sta tutto, per carità. Pensa che è caduta più acqua rispetto all'alluvione che ha colpito Servigliano nei mesi scorsi. E soprattutto, ripeto, in uno spazio di pochi chilometri quadrati. Se poi l'uomo fa opere al contrario rispetto a quanto dovrebbe fare...”

 

Facciamo il punto sulle strade.

“Abbiamo riaperto da stamattina le due strade chiuse ieri: quella di Friano è rimasta a senso unico alternato perchè il Tenna ne ha portata via mezza, mentre quella di Vesciano l'abbiamo riaperta ed è percorribile. Abbiamo dovuto incaricare ditte esterne perché abbiamo 120 chilometri di strade su 69 chilometri quadrati. Siamo stati fortunati che l'evento ha preso solo la parte a valle e quindi per assurdo in tutta la parte più alta non è piovuto quasi per niente.”

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Data pubblicazione : 02/08/2016 15:55
Scritto da : Andrea Braconi
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