Cronaca
Crollo del tetto dell’ITI: chiuso il triennio. La Provincia fa il punto della situazione: "Sgombriamo il campo dalla negligenza"

In seguito alla riunione che si è tenuta in Prefettura alle 19:00, questa sera la provincia di Fermo ha fatto il punto della situazione dopo il crollo del tetto che si è verificato questa mattina al triennio dell’ITI Montani di Fermo.

Crollo del tetto dell’ITI: chiuso il triennio. La Provincia fa il punto della situazione:

“Una giornata lunga e pesante che non è ancora finita – ha esordito una visibilmente provata Moira Canigola. Seppur terribile da un certo punto di vista, dobbiamo dire che per fortuna non ha provocato feriti. La notizia “positiva” della giornata è forse questa.”

Cosa è successo quindi? “Una capriata del tetto – ha spiegato la Canigola - che si trovava sopra una delle aule del triennio Montani è venuta giù per il cedimento di una trave. Venendo giù la capriata ha portato con sé tutte le varie strutture, dai coppi alle pianelle. Resta da determinare, e in questo i tecnici nei giorni successivi lo vedranno in maniera più dettagliata, cosa ha causato il cedimento di questa trave.”

“Un aspetto che ci ha reso particolarmente inquieti – continua la Presidente - è che questo cedimento non ha dato alcun preavviso, non ci sono stati segnali di alcun tipo che potessero far pensare a un ammaloramento della struttura. Il controsoffito di camorcanna dovrebbe mostrare se ci sono delle problematiche a quel livello.”

 

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“La struttura – ha precisato la Canigola – era stata sottoposta, dopo la crisi sismica, a numerosi controlli e sopralluoghi da parte dei nostri tecnici e da quelli del Dicomat, che hanno ispezionato l’edificio e redatto le schede AEDES. Non si sono mai evidenziati segnali di fragilità in quell’aula. Come Provincia abbiamo messo in atto e realizzato tutte le prescrizioni ma non si era intervenuti in questa parte in quanto non era stata evidenziata.”

“Da domani vi sarà la chiusura di tutto l’edificio del triennio – spiega la Canigola – per portare avanti lavori di messa in sicurezza e di studio della situazione. Già da domani mattina infatti avvieremo dei lavori ancora più stringenti sulla struttura: controllare queste travi vuol dire entrare nei cunicoli e da lì fare i controlli sulle capriate e sulla parte superiore del tetto, un controllo dettagliato, complicato e delicato. La prima cosa da fare sarà mettere una protezione all’aula, soprattutto viste le condizioni metereologiche, in quanto si verificherebbe un ulteriore danneggiamento.”

“Qualora si rientri in una situazione di normalità e vengano ritenute agibili tutte le strutture, verranno fatti rientrare i ragazzi (circa 400 per 22 classi) nelle loro sedi abituali. Il mio vuole essere un messaggio di tranquillità: questo è ovviamente un episodio assolutamente grave ma è chiaramente un ulteriore campanello d’allarme per fare ulteriori accertamenti e capire se ci sono altre difficoltà che in qualche modo possono non aver dato visibilità” ha continuato la Canigola.

 

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È poi l’Ingegner Ivano Pignoloni a spiegare tecnicamente che “non sono state evidenziate macchie di umidità, il muro in pietra a vista era chiaro e quindi sembra si possano escludere motivi di infiltrazione. Ugualmente la parete opposta a quella su cui poggiava la trave caduta era stata interessata da interventi di messa in sicurezza per la Chiesa di Sant’Agostino con dei tiranti. Secondo noi dunque le cause sono purtroppo imprevedibili. Si è trattato di un cedimento netto senza che la fibra legnosa venisse intaccata. A nostro avviso sembrerebbero secondarie eventuali concause dal sisma o da infiltrazioni d’acqua. Abbiamo già incaricato una ditta che toglierà i detriti e farà una copertura in plexiglas o in lamiera.

Per quanto riguarda l’inchiesta a parlare è il consigliere provinciale Gionata Borraccini che spiega: “Non essendoci feriti non c’è un reato colposo e quindi non ci sono gli estremi di reato, come ugualmente del sequestro.”

Pignoloni ha continuato: “In prima analisi si sta completando uno studio di fattibilità dove non era previsto il tetto, ma ora saremo costretti a vedere meglio anche questa situazioni ed eventuali altri simili. Già stamattina sono stati fatti dei sopralluoghi sulla copertura del Montani. Una verifica veloce ha evidenziato che non sembrano esserci delle situazioni simili ma da domani mattina procederemo in modo ancora più approfondito.”

 

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All’unisono la Provincia ha commentato: “Sgombriamo il campo dalla negligenza e dall’imperizia. Mai sono stati fatti tutti questi sopralluoghi come in questo anno e mezzo dal sisma, sia dai tecnici della provincia sia da tecnici esterni.”

C’è una parte procedurale quindi per la messa in sicurezza degli edifici avviata ma dove si è fermi? “La parte del’ITI era già stata progettata – spiega Pignoloni - doveva partire nel 2017 e, nonostante il nostro progetto non abbia avuto ricorsi, è ancora fermo. Abbiamo inviato il progetto firmato dall’impresa a Rieti e stiamo ora aspettando la validazione finale.”

Su tutti i filoni di finanziamento – gli ha fatto eco Pompozzi - dati alla mani, siamo stati iper tempestivi per comprimere al massimo i tempi. Basti pensare alla questione del Classico: siamo alla fase ultima dell’individuazione del progettista. La progettazione dell’ITI è sostanzialmente già pronta. Una tempestività visibile in tutto ma in maniera particolare in questo caso perché parliamo di scuole.

Le procedure che sottendono a questi finanziamenti sono complesse – ha concluso la Canigola - sia per le cifre notevoli sia per ciò che è accaduto a L’Aquila. Per fare un esempio: da quando è stata emessa l’ordinanza per il finanziamento del Liceo (luglio 2017), a quando siamo riusciti a presentare il progetto, sono passati otto mesi per interpretarla. Eppure siamo apripista nel territorio. Una procedura eseguita e pubblicata ma ora bisogna andare, in seguito la progettazione verrà sottoposta a validazioni e poi a gara per la costruzione.”

 

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Letture:3770
Data pubblicazione : 14/05/2018 22:46
Scritto da : Alessandra Bastarè
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Bisogna fare chiarezza e rifiuto l'imprevedibilità, non esiste

    15-05-2018 08:42 - #2
    Adesso ci vogliono fare credere che il crollo di un tetto è imprevedibile, il tetto di una scuola oggetto di controlli mirati anche dopo il terremoto di 2 anni fa, non esiste, non lo accetto. Se i vigili hanno detto che la parte di tetto non crollato presenta visibili avvallamenti, che poteva cadere anche quello dell'aula vicina, non posso e non voglio credere all'imprevedibile. Se passa questa tesi, tutte le scuole nel centro storico dovrebbero essere chiuse, e come si può mandare i figli a scuola se la loro sicurezza è imprevedibile. Mi aspetto che la magistratura accerti eventuali responsabilità, perché non è accettabile non garantire la sicurezza ai nostri figli nelle scuole.
  • chi la fa l'aspetti

    14-05-2018 23:57 - #1
    Buttate soldi per rifare una scuola sicurissima e bellissima e comodissima e cuore della città di Fermo- città di cui non vi importa un fico secco- come il liceo classico ( a proposito, quanti mesi, mesi e mesi ci vogliono per fare uscire questo benedetto indice di sismicità, che pare sia molto elevato e per questo non venga reso noto ), volendo costruire una scuola bruttissima e isolata e fatta malissimo e che spezza in due studenti e insegnanti , non si sa nemmeno se più sicura di quella sicura che già c'è, e vi casca addosso un soffitto di una scuola meno solida, che avete abbandonato per progetti futili e inutili e che pensavate più produttivi elettoralmente. Chi la fa, l'aspetti, per fortuna non ci sono stati feriti o peggio.
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