Cronaca
"Dalla parte giusta". Crollato il tetto della scuola: di chi la colpa? L'avv. Andrea Agostini interviene sul caso della settimana

Si chiude oggi una settimana marchiata a fuoco dal crollo di un pezzo del tetto della sede del triennio dell'Iti Montani. Una settimana in cui si sono susseguite reazioni di ogni tipo, da parte di esponenti del mondo politico, sindacale, associazionistico e infine sono stati gli stessi studenti a mobilitarsi con una manifestazione che si è svolta venerdì per le strade di Fermo e che si è conclusa con un incontro tra i vertici della Provincia di Fermo e una delegazione di rappresentanti di istituto delle scuole superiori del territorio.

Come normale che sia, ora tutti si chiedono di chi sia la “colpa”, a chi possono essere attribuite le responsabilità di quanto avvenuto. Un'operazione che nel cittadino comune può causare anche una certa confusione: non è infatti facile o scontato identificare i titolari delle singole competenze.

Per far chiarezza proprio su questi aspetti, noi di informazione.tv abbiamo deciso di chiedere un parere all'avvocato sangiorgese Andrea Agostini.

Fermo, Istituto Tecnico Montani. 

Pochi minuti prima dell'ingresso degli studenti, il crollo del soffitto.

 

Subito si apre la "danza delle responsabilità" e tutti si interrogano: la colpa di questa tragedia sfiorata, di chi è?

 

Alla magistratura inquirente spetta il compito di dare una prima risposta, che però arriverà solo all'esito di accertamenti tecnici assai complessi. Si dovrà quindi attendere il processo nei suoi vari gradi di giudizio per giungere alla verità.

 

Fintanto nessuno si assume la responsabilità di un fatto tremendo, che anzi tutti raccontano come assolutamente imprevedibile e quindi inevitabile.

 

Però come è possibile che il soffitto di una classe sia venuto giù come nulla fosse, specie in una scuola che da poco era stata oggetto di verifica post terremoto?

Facile scoprire chi sono i responsabili della sicurezza strutturale degli edifici, basta porsi 4 domande elementari:

1) chi è il proprietario dello stabile;

2) dove si trova l’immobile;

3) quale attività viene svolta nei locali;

4) qual’è l’autorità preposta nell’emergenza a garantire l’incolumità pubblica?

 

Abbiamo così che:

1) Trattandosi di un istituto di istruzione secondaria di II grado, la proprietà è della Provincia di Fermo e su questa grava quindi l’obbligo di interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dello stabile;

2) L’immobile insiste nella Regione Marche, cui compete il finanziamento e la programmazione dei lavori pubblici di edilizia scolastica necessari all’adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità e sicurezza;

3) L’insegnamento scolastico è attività lavorativa e pertanto compete al datore di lavoro, il dirigente scolastico, la messa in sicurezza dei lavoratori: questi deve valutare e monitorare i rischi dei luoghi di lavoro avvalendosi anche di un consulente responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP);

4) Il Sindaco quale ufficiale di Governo deve prevenire ed eliminare i pericoli gravi che minacciano l'incolumità pubblica, quindi, previa comunicazione al Prefetto, può disporre con ordinanza contingibile e urgente la chiusura della scuola.

 

Ebbene nessuno di questi si è avveduto di nulla e il tetto dell’aula è crollato.

Fortunatamente insegnanti e personale non docente e alunni sono tutti illesi, ma quando in gioco c’è la vita umana le misure di cautela devono essere massime e pertanto se non si era in grado di garantire un adeguato livello di sicurezza, l’attività scolastica andava interrotta.

Accade così che ora ognuno di essi, nei limiti di competenza, potrà essere chiamato a rispondere del pericolo, che invece egli avrebbe dovuto percepire e potuto evitare.

 

Gli sviluppi della vicenda sono prevedibili.

 

Il politico dirà che le responsabilità sono del dirigente tecnico dell’edilizia scolastica, cui compete la gestione amministrativa e sul quale egli ha fatto affidamento.

Il dirigente dell’ente locale sosterrà le responsabilità del politico, colpevole di non avergli conferito effettivi poteri decisionali e di spesa da poter affrontare e risolvere il problema.

Politico e dirigente sosterranno di non avere ricevuto richieste di intervento dalla scuola dove nel frattempo il dirigente scolastico avrà puntato l’indice sull’inerzia del responsabile della sicurezza, il quale si difenderà definendosi un semplice consulente, cui il datore di lavoro non ha delegato alcun potere di intervento in favore della sicurezza dell’istituto.

Tutti insieme infine cercheranno nel terremoto quell’evento di danno in atto il cui aggravamento è arrivato a causare il crollo del tetto, circostanza conseguente imprevedibile alla luce delle verifiche strutturali e delle certificazioni di agibilità rilasciate post sisma da professionisti esperti, sotto il controllo della direzione di comando della Protezione civile nazionale.

Occhi puntati allora sui tecnici rilevatori, i quali si difenderanno rappresentando di avere svolto correttamente il lavoro, senza omissione alcuna da ricondursi a colpa grave perché il sopralluogo doveva limitarsi ad un’analisi a vista del quadro di danneggiamento in relazione alle caratteristiche costruttive di un immobile costruito secoli addietro.

Bella matassa da sbrogliare dunque prima di riuscire a individuare le eventuali responsabilità di qualcheduno.

 

Così se la magistratura non verrà a capo di nulla? Se nessuno verrà ritenuto colpevole? Se nessuno pagherà per l'accaduto?

 

Semplicemente vorrà dire che avrà avuto ragione Petrax, vignettista dalla satira pungente: "La culpa? Tutta de li murato' dell'Ottocento!"

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Data pubblicazione : 20/05/2018 11:59
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Flora

    20-05-2018 18:09 - #2
    Aooo'... finalmente un analisi dettagliata...se leggete i miei commenti anche se la redazione non li pubblica l ho detto una settimana fa... invece il nostro sindaco si fa fotografie alle sagre...nessun commento..tutti amici a fermo...e i tetti crollano...
  • l'osservatore fermano

    20-05-2018 14:57 - #1
    L'aula dove è avvenuto il pauroso crollo e quella adiacente,da quel che si legge, sono parte integrante della chiesa di S.Agostino; onestamente non ho letto da nessuna parte di chi abbia avuto il compito per questi controlli e se abbia seguito l'iter utilizzato per la Chiesa . Quest'ultima è stata messa in sicurezza a differenza, sempre da quel che si legge, delle due aule che hanno subito controlli e verifiche. Dalle foto pubblicate sembra quasi che le travi portanti del tetto e della capriata si siano sfilate dagli alloggi,infatti non abbiamo letto da nessuna parte che si siano rotte o spezzate. Due - tre settimane or sono abbiamo sentito una scossa di terremoto tra i 2 e i 3 gradi, forse ha contribuito all'accaduto. Stesso discorso per il liceo classico dove l'unico muro lesionato era in comune con la adiacente chiesa di San Martino, è quello che abbiamo letto, e l'unico rischio proveniva dal campanile a vela che é stato comunque messo in sicurezza . Il vero messaggio forte che ho letto sulla stampa locale è quello di sostituire i soffitti in camorcanna di TUTTE le scuole, utilizzando materiali e tecnologie moderne. Un illustre scienziato enunciava che " è nella crisi che nascono l'inventiva,le scoperte e le grandi strategie.Senza crisi non ci sono sfide,e senza sfide la vita è una routine,una lenta agonia." L'agonia di una città che qualcuno vorrebbe privare del suo cuore pulsante: le scuole SICURE. Per terminare, direi che solo per un caso fortuito non abbiamo subito, tutti noi,una tragedia immane; dovremmo interpretarlo come uno stimolo per fare in modo che TUTTE le scuole abbiano la priorità per i controlli, verifiche e modifiche strutturali,con o senza soldi; un buon padre di famiglia accenderebbe un mutuo pur di far vivere i suoi cari in un ambiente sicuro. Un saluto e un caloroso augurio a tutti gli studenti e ai loro insegnanti per riuscire pian piano a superare questa prova e ai ragazzi:controllate-controllate-controllate!.
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