Cronaca
Sequestro del Montani. La posizione degli Ex Allievi: “Pieno sostegno alla dirigente Bonanni e a tutto il personale dell’Istituto”

Dopo il sequestro preventivo del Triennio del’ITI Montani, avvenuto nella giornata di venerdì, a intervenire sul merito è oggi l’Associazione “Ex Allievi” dell’Istituto tecnico. Il 30 novembre infatti il Gip presso il Tribunale di Fermo ha disposto il sequestro prevenivo della sede del Triennio, quella dove il 14 maggio scorso si verificò il crollo di una parte del tetto a pochi minuti dall’inizio delle lezioni.

Sequestro del Montani. La posizione degli Ex Allievi: “Pieno sostegno alla dirigente Bonanni e a tutto il personale dell’Istituto”

“Non possiamo assolutamente entrare nella scelta della Magistratura di mettere sotto sequestro il Triennio in quanto la sicurezza dei nostri ragazzi, dei professori e di tutto il personale ha un valore assoluto e possiamo affermare che nel crollo del tetto siamo stati “miracolati” e spesso la fortuna, il fato positivo non sempre si ripete – si legge nella nota stampa diffusa dagli “Ex Allievi” -. L’augurio principale è che le perizie abbiano una corsia preferenziale e veloce per accertare i fatti e  far ripartire in maniera importante e completa i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che dovrebbero riguardare non solo il Triennio; lavori che verranno eseguiti per dare al Montani di nuovo quella luce, quella missione formativa di cui è garante da oltre 165 anni.”

 

“Da anni il nostro Istituto ha dato il proprio spazio ad altre scuole, a partire dall’edificio di chimica estirpato per concederlo all’attuale Ipsia – continuano -. Tutto il lavoro svolto dalla Dirigente Bonanni, dal corpo insegnante e dalla continua richiesta di tecnici ha notevolmente aumentato il numero degli studenti che hanno scelto il Montani per il loro percorso formativo. Ciò dimostra che l’impegno di tutti, e ci permettiamo di essere inclusi anche noi Ex Allievi in questo percorso, si può far bene, non solo per gli studenti, ma per l’industria italiana, ancora seconda potenza manifatturiera in Europa.”

 

“Vogliamo inoltre ricordare a tutti i fermani – prosegue la nota stampa -, che per tantissimi anni questo Istituto ha aiutato moltissime famiglie a sostenersi affittando camere e locali ai numerosi studenti che venivano da fuori. Fermo per anni è stato un punto di riferimento formativo per tutta la regione, per le regioni limitrofe e per anni, anche numerosi studente nigeriani e non solo, hanno solcato l’ingresso del nostro Istituto. Chiediamo come ex allievi ai Fermani di non sottovalutare i fatti odierni del nostro Istituto, chiediamo di essere attenti agli sviluppi, in quanto diamo sempre tutto per scontato.”

 

“Allora??? Tutto questo merita rispetto!!!!! Tutto ciò che è avvenuto oggi, parte da lontano, parte dalle scelte che non hanno salvaguardato la formazione tecnica, anzi per certi versi l’hanno penalizzata eliminando ore di laboratorio e gli spazi ad esso adibiti – osservano gli “Ex Allievi” -. Non vogliamo fare alcuna polemica, ma chiediamo di non essere sordi alle richieste del mercato del lavoro. Nei prossimi anni occorrono oltre 50.000 tecnici, tecnici di eccellenza!!! Occorre ripristinare una alta cultura, non solo tecnica molto più ampia, per competere con le imminenti e future sfide della globalizzazione.”

 

“Visti i grandi successi riportati da molti ragazzi del Montani, non solo in materie tecniche, grazie al loro impegno e a quello del corpo docente, la strada della qualità formativa è già tracciata da tempo, il modello Montani funziona – continuano -. Cosa occorre, cosa suggeriamo alla politica locale, provinciale, regionale e perché no a quella romana: nel piano della ristrutturazione-manutenzione degli opifici del Montani, di inserire la ristrutturazione delle vecchie officine, quelle di fianco al MITI, e di prendere in esame seriamente il nostro progetto “GI-LAB 1550mq di intelligenza” innovativo e sicuramente quello che serve al tessuto produttivo attuale nel portare l’Italia, il nostro paese ai massimi livelli di qualità produttiva.”

 

“Non dobbiamo mai dimenticare che tutto parte dalla formazione, da quando si incide nel percorso formativo nel dare ai ragazzi la curiosità, la voglia di fare e, per chi sceglie una scuola tecnica, gli spazi e i laboratori sono una parte della vera ricchezza formativa – prosegue la nota stampa -. Il Montani non ha bisogno di spazi lontani dal suo cuore, dal centro di Piazzetta, gli spazi ne ha sufficienza. Bisogna solamente ripristinarli. Ovviamente tutto ha un costo, costruire su nuovi opifici è molto più semplice, ma cosa resterà al centro storico di Fermo quando verranno giù i tetti delle vecchie officine in carenza di manutenzione??? Il costo dell’emergenza supererà di molto quello della ristrutturazione. Prevedere è meglio che curare.”

 

“Concludiamo dicendo che noi ex allievi siamo disponibili a spiegare meglio il nostro progetto che mira veramente a riportare il Modello Montani al percorso formativo di primo livello” hanno concluso gli Ex Allievi.

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Data pubblicazione : 03/12/2018 11:13
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • NON COMMENTO

    04-12-2018 16:35 - #5
    Preferisco non commentare la decisione della Magistratura di sequestrare adesso la sede del"Montani" invece di farlo il giorno dopo il crollo. Non commento perchè la Redazione non pubblicherebbe mai la nota e se lo facesse io e la redazione ci beccheremo una dozzina di procedimenti penali per oltraggi vari.... la decisione si commenta da sola, per la sua tempestività ed opportunità. Vale quanto il sequestro dell' immobile di via Respighi, lasciato crescere e completare quando lo si sarebbe potuto fermare dopo due mesi. A quando il prossimo incontro conferenza con gli studenti, per spiegare il valore delle modalità di azione incessanti veloci e tempestive della Autorità Giudiziaria?
  • Claudio

    04-12-2018 09:47 - #4
    Qui si confonde quello che è l'Istituto Montani per la città di Fermo e per gli ex allievi e quello che oggi è la sicurezza dei fabbricati dell'Istituto Montani, su cui aleggia da Maggio il crollo di un tetto del Triennio. La gestione di tutte le strutture del Montani sono state fatte nel modo migliore? Gli attuali studenti sono al sicuro quando si recano nelle strutture? Quanto è costato e quanto costerà garantire la sicurezza? Sono queste le domande da porsi e le risposte le devono dare chi è preposto a darle, le altre sono solo chiacchiere.
  • Giancarlo(ex allievo)

    04-12-2018 09:04 - #3
    Il sequestro attuale mentre si stanno ultimando i lavori di messa in sicurezza dei tetti, sembra proprio un azione fatta per paura da parte della magistratura, per paura di fare scelte sbagliate rispetto l'occhio sempre vigile del nuovo governo, fatto di NO. Ma se sono state fatte delle perizie anche da parte dei vigili del fuoco, è stato dato l'ok a procedere dei lavori di messa in sicurezza, che serviva dopo 4 mesi di lavori sequestrare il tutto? Caro Franco l'articolo dell'associazione ex allievi è fatta con la testa non solo con il cuore.
  • Franca

    03-12-2018 23:46 - #2
    Se il liceo scientifico è così sicuro, come mai ha ricevuto un finanziamento di un milione e passa euro per essere aggiustato dopo il terremoto ? E parliamo di un edificio di qualche decina d'anni, antiestetico e offeso dal tempo quanto pochi ! E basta con questa storia dei poli scolastici, oltre che bruttissimi, isolano i ragazzi dalla città, cementificano, producono inquinamento, distruggono storie centenarie, impoveriscono studenti, famiglie e città. Il liceo classico, per esempio, è sicuro, sicurissimo, strasicurissimissimo: c'è un indice di vulnerabilità sismica che la maggior parte delle scuole attuali si sognano, non si tratta di opinioni, si tratta di numeri. Se la politica ha bisogno di raccattare denaro per sopravvivere a se stessa, usi quel denaro, invece che per inutili scatoloni di cemento, per rendere ancora più sicure e fruibili le nostre scuole, le nostre città, il cuore delle nostre città. Altro che smantellare la storia pezzo pezzo, altro che smantellare Fermo pezzo pezzo. A danno, prima di tutto, degli studenti futuri e delle loro famiglie, quindi di tutti noi.
  • Franco

    03-12-2018 16:37 - #1
    L’articolo degli ex allievi è fatto con il cuore e non con il raziocinio o la lucidità che l’oggi richiede. Della nota condivisibile in parte mi salta all’occhio la frase “……….. per tantissimi anni questo Istituto ha aiutato moltissime famiglie a sostenersi affittando camere e locali ai numerosi studenti che venivano da fuori. Fermo per anni è stato un punto di riferimento formativo per tutta la regione, per le regioni limitrofe e per anni, anche numerosi studente nigeriani e non solo, hanno solcato l’ingresso del nostro Istituto” …”“Allora??? Tutto questo merita rispetto!!!!!...” Perbacco, tutto vero, però cari ex allievi siamo nel 2018 e occorre una seria riflessione. Molte città hanno il loro Istituto Tecnico le iscrizioni sono scese, per anni l’Istituto Montani è stato gestito, solo per usare un eufemismo, da apprendisti stregoni con interessi rivolti a qualche misero interesse personale, (in proposito che fine hanno fatto i vecchi torni e il moltissimo materiale didattico di inizio secolo utilizzato da intere generazioni di meccanici di alto profilo?). La Bonanni ha dato una svolta è brava e professionale, ma ha un piccolo difetto fa politica e quando la politica si fa nel luogo in cui si lavora c’è il rischio di una commistione di ruoli che non sempre giova. (parere personale) Nel nostro Istituto nel corso degli anni sono stati spesi miliardi di lire per ammodernarlo e renderlo idoneo. Come sono stati spesi ? Che cosa hanno riguardato ? Perché in quegli interventi non si è approfondito lo stato di quello che oggi viene messo sotto sequestro ? Oggi è facile prendersela con la povera Canigola, che per carità ci mette del suo politicamente, ma serietà vuole che negli anni passati tutti hanno fatto finta di non vedere e di non capire o peggio di non sentire. Che facciamo ? Ora la situazione scolastica di Fermo non è certo delle migliori. L’Ugo Betti non c’è più, il Liceo Classico non c’è più, ora sembra che secondo alcuni le scuole del Centro storico sono le più sicure ma non è così. A guardar bene le scuole che ancora non hanno problemi sono la ragioneria, il Liceo Scientifico e Geometri, guarda caso tutte fuori dal Centro storico in edifici nuovi (se volete pure brutti) ma sicuri. Quindi bando alla ipocrisia occorre ripensare come si fece negli anni ottanta a Poli scolastici che possono dare sicurezza, garanzia di una funzionalità migliore, un risparmio in termini di costi di gestione e se possibile accompagnati da una buona architettura. Tutte le altre sono piccole o grandi “masturbazioni”. (PS. Ricordo agli ex allievi che anche Roma è stata la capitale del mondo…. Qualche secolo fa…..oggi, invece è in mano ai Casamonica e non mi pare che sia la stessa cosa o sbaglio )
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