Cronaca
Finisce in manette l'autore della rapina di Natale. Aveva derubato anche l'"eroica" volontaria della Comunità di Don Vinicio

Era la sera della Vigilia di Natale quando una Volante della Questura interveniva presso il “Bar Coco” di Porto Sant’Elpidio dove un giovane, a volto scoperto, era entrato con la scusa di cambiare una banconota da 20 euro in due da 10.

Finisce in manette l'autore della rapina di Natale. Aveva derubato anche l'

La barista stava consegnandogli il denaro, ma improvvisamente il giovane si era portato sul retro del bancone e, avvicinandosi alla cassa, stava forzando il cassetto per aprirlo. La giovane aveva cercato di di impedirglielo, ma lui l'aveva malmenava, sopraffacendola e riuscendo a rubare l’incasso.
La donna aveva cercato di fermarlo trattenendolo per il giubbino, ma lui, per darsi alla fuga, aveva continuato a percuoterla guadagnando l’uscita e fuggendo col bottino di circa 200 euro in banconote di vario taglio.
Le immediate indagini della Questura non hanno trascurato la descrizione somatica del rapinatore, riuscendo così ad incastrarlo e a riconoscerlo anche dalla visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza cittadina che lo avevano ripreso anche a bordo della sua auto.

Particolare scalpore, poi, aveva destato la rapina subita il 25 gennaio da una volontaria della comunità “Papa Giovanni XXIII” che Don Vinicio gestisce a Capodarco.
Un giovane era entrato nei locali della segreteria chiedendo del parroco, ma saputo che quest’ultimo non era in sede, aveva domandato alle persone presenti se potevano donargli una piccola somma di denaro.
Al loro diniego ed all’invito di tornare nel momento in cui fosse stato presente il parroco, l’ignoto giovane, con una mossa repentina, aveva afferrato la borsa della volontaria, appoggiata sopra la scrivania, guadagnando la via di fuga.
La donna, presa dal panico, aveva tentato di impedire il furto afferrando la sua borsa, ma, considerato che lo sconosciuto era più forte di lei, era stata trascinata per alcuni metri insieme a tutta la scrivania, cadendo a terra, fino a quando aveva dovuto lasciare la presa, mentre il malvivente fuggiva verso l’uscita.
La donna non si era persa d’animo e aveva rincorso il malvivente nel corridoio ed accortasi che la porta di ingresso automatizzata ancora non si era aperta, impavida era riusciva ad afferrarlo, ma questi l'aveva strattonata di nuovo e aveva guadagnato l’uscita inciampando.

Coraggiosamente, la volontaria lo aveva afferrato per l’ennesima volta per una gamba senza però riuscire a fermarlo, perdendolo di vista nell’oscurità della zona circostante con tutta la refurtiva, ossia di oltre 300 euro e il valore della borsa.
Anche in questo caso, le immediate indagini della Questura non hanno trascurato la descrizione somatica del rapinatore, incastrandolo e riconoscendolo anche dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che lo vedevano a bordo della sua auto.
L’uomo è stato rintracciato la mattina dopo nella zona e indossava ancora gli stessi indumenti utilizzati durante il furto.
Dinanzi all’evidenza dei fatti, ha ammesso sin da subito le proprie responsabilità, accompagnando i poliziotti nel luogo dove aveva gettato la borsa, restituita poi alla vittima, dopo aver invece impiegato il denaro negli ambienti dello stupefacente.

La Procura della Repubblica ha accolto le risultanze investigative della Questura nei due episodi citati, ed il Giudice delle Indagini Preliminari ha emesso nei confronti del rapinatore la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari.
Il giovane, tossicodipendente, era già stato in precedenza individuato quale autore di un simile grave reato commesso a Porto Sant’Elpidio il 20 dicembre e, sussistendo il vincolo della continuazione, era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari anche per i citati eventi svelati dalla Questura di Fermo. 

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Data pubblicazione : 21/02/2019 16:39
Scritto da : Redazione
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