Economia
Mancata approvazione del made in. Il presidente Di Battista: “L’Europa ci chiede sacrifici e poi continua a penalizzarci”

“L’Europa ci impegna tanto, finanche troppo, chiedendoci sacrifici che frenano la crescita delle nostre imprese, particolarmente quelle medio piccole, poi continua a penalizzarci come ha fatto con il rinvio sull’approvazione del Made in”. E’ il pensiero di Graziano Di Battista, presidente Unioncamere Marche, da oltre sei anni alla guida della Camera di Commercio di Fermo, cui fanno capo le aziende del distretto manifatturiero (calzature e cappelli) tra i più importanti al mondo.

Mancata approvazione del made in. Il presidente Di Battista: “L’Europa ci chiede sacrifici e poi continua a penalizzarci”

“Il rinvio al 2015 significa che l’approvazione, se ci sarà, arriverà oltre il semestre di presidenza italiana, rendendo tutto più difficile, oltre ad un altro smacco dall’Europa che, torno a ripetere, ci chiede tanto e ci ritorna poco. Basti pensare al fatto che i Paesi dove le nostre aziende esportano chiedono garanzie sulla qualità del prodotto, da noi arrivano senza certificazione d’origine. Con l’approvazione del Made in si sarebbe garantita equità di trattamento tra i vari Paesi e giustizia socio economico, oltre alla maggior tutela del consumatore”, ha aggiunto Di Battista. Il presidente Camerale insiste sulla penalizzazione provocata dal rinvio, quanto tutto lasciava pensare che il provvedimento fosse stato approvato. “Il Made in Italy è il secondo brand più conosciuto al mondo a significare la bontà dei nostri prodotti. Come appena accennato in Italia, arrivano prodotti privi del marchio d’origine, fatti passare per Made in Italy. E’ questo un altro freno verso la crescita del nostro manifatturiero: decisione che mi mareggia oltre ogni limite. L’approvazione del Made in da parte dell’Europa oltre a rendere giustizia alle aziende del distretto, avrebbe favorito anche il rilancio del mercato interno. Credo fermamente che i consumatori, a fronte di una spesa equa sceglierebbero sempre un paio di scarpe Made in Italy e non Made in Taiwan tutelando la propria salute ed esibendo un prodotto di sicura qualità”. Il presidente Di Battista accenna anche al grande lavoro delle Associazioni di categoria per centrare l’obiettivo: “Mai come in quest’occasione tutte hanno remato dalla stessa parte; hanno lavorato in maniera e la cosa che più dispiace è che a loro erano state date buone speranze di poter portare a casa il risultato che tutti auspicavamo. Così non è stato e il rinvio ha prodotto grandissima amarezza nel distretto. L’Ente Camerale continuerà a essere al fianco delle aziende che sostengono, giustamente, l’importanza della certificazione d’origine”.

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Data pubblicazione : 11/12/2014 12:09
Scritto da : Redazione
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