Economia
Camerieri, commessi, addetti alle pulizie, cuochi, autotrasportatori e baristi: sono i mestieri più richiesti nelle marche nel 2015. Di Battista: “Ad assumere sarà il 16 per cento delle imprese"

Camerieri, commessi, addetti alle pulizie, cuochi, autotrasportatori e baristi. Ma anche operai calzaturieri e nell’abbigliamento, contabili, magazzinieri e facchini. Infine saldatori, pasticceri, elettricisti, ingegneri energetici e meccanici, idraulici. Sono questi i mestieri più richiesti dalle imprese marchigiane nel 2015. Entro la fine dell’anno i nuovi assunti saranno 22.150 di cui 17.180 dipendenti (4.350 part time), 3.620 con contratti in somministrazione e 1.350 collaboratori a progetto.

Camerieri, commessi, addetti alle pulizie, cuochi, autotrasportatori e baristi: sono i mestieri più richiesti nelle marche nel 2015. Di Battista: “Ad assumere sarà il 16 per cento delle imprese

Nuove assunzioni che non compenseranno, però, le uscite dal mondo produttivo, che riguarderanno 25.390 marchigiani, con un saldo negativo di 3.240 posti di lavoro. In Italia entro la fine dell’anno saranno assunte 721.730 persone contro 806.130 espulsioni dal mercato del lavoro (-84.400 occupati).
Lo ha comunicato il presidente Unioncamere Marche Graziano Di Battista, che ha presentato i dati marchigiani dell’indagine Excelsior sulla domanda di professioni delle imprese italiane, realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro.
“Ad assumere” ha affermato Di Battista “sarà il 16 per cento delle 173.572 imprese marchigiane, in crescita rispetto al 13,5 per cento del 2014. Nel 32,4 per cento dei casi lo faranno per sostituire dipendenti in uscita o in maternità mentre per il 28,7 per cento le nuove assunzioni risponderanno ad una domanda in ripresa e il 23,2 per cento per attività stagionali. Gli altri principali motivi di assunzione saranno la necessità di espandere le vendite (6,3 per cento), l’internalizzazione di lavoro esterno (3,8), lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi (5,1). Da sottolineare il fatto che rispetto allo scorso anno aumenteranno dal 17 al 28 per cento le assunzioni stabili per effetto delle nuove norme contenute nel Jobs act. A crescere dell’11 per cento sono infatti i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti.”
Tra i nuovi assunti, pur se in calo, il 62,4 per cento sarà ancora a tempo determinato mentre il 6,9 per cento avrà un contratto di apprendistato e l’1,7 per cento a chiamata.
Tra i contratti a tempo determinato, l’11,1 per cento sarà utilizzato dalle aziende in vista di una possibile assunzione, il 12,3 per cento per affrontare picchi di attività il 7,6 per cento per sostituzioni temporanee e il 31,4 per cento per attività stagionali.
Il maggior numero di assunzioni si avrà nelle imprese del turismo (4.800), del commercio (2.210) e dell’abbigliamento (1.210) ma i saldi occupazionali saranno positivi solo nella meccanica, nell’industria dei metalli e nell’informatica. I servizi assorbiranno 11.210 nuovi addetti mentre nell’industria troveranno un posto di lavoro in 5.970. Resta alta, anche quest’anno, la domanda di operai specializzati (29,1 per cento) mentre il 12,3 per cento delle assunzioni riguarderà dirigenti e tecnici e l’8,2 per cento il personale impiegatizio.
In testa alla graduatoria dei mestieri più richiesti i camerieri (2.470), con una forte componente di stagionalità. Seguono i commessi (1.480) e gli addetti ai servizi di pulizia (820). Molto richiesti anche i cuochi (790), gli autotrasportatori ( 440), i baristi (420) e gli operai calzaturieri. Seguono magazzinieri e facchini, saldatori, pasticceri, elettricisti, ingegneri energetici e meccanici, idraulici.
“Purtroppo” ha sottolineato Di Battista “da qui alla fine dell’anno non tutte le assunzioni potrebbero andare a buon fine, perché le imprese considerano che l’11,2 per cento dei posti disponibili sia di difficile reperimento, in crescita rispetto all’8,9 dello scorso anno. Inoltre nel 57 per cento dei casi viene richiesta una precedente esperienza lavorativa negli stessi settori, requisito non sempre facile da soddisfare. A questo proposito servirebbe un sempre maggior coordinamento tra il mondo produttivo e il sistema formativo marchigiano, per rispondere sempre meglio e con offerte di lavoro in linea con la domanda delle imprese. I dati delle assunzioni previste nel 2015 dimostrano come siano il turismo, l’agroalimentare ed i servizi a trainare la ripresa della nostra economia”.
Nel frattempo, la carenza di marchigiani con i curricula adeguati, viene affrontata dalle imprese con l’assunzione di personale immigrato (il 16,2 per cento rispetto al 13 per cento dell’anno scorso).
Per il 37,4 per cento dei nuovi posti di lavoro messi a disposizione dalle aziende è richiesto il diploma mentre per il 34,1 per cento non è richiesto alcun titolo di studio. La qualifica professionale serve per trovare un lavoro nel 20,6 per cento dei casi e la laurea nel 7,9 per cento. Per il 31,4 per cento delle assunzioni, le aziende cercano giovani con meno di 29 anni mentre gli over 45 sono richiesti solo nel 3,2 per cento dei casi.

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Data pubblicazione : 18/09/2015 10:18
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
7 commenti presenti
  • domanda e offerta

    19-09-2015 13:55 - #7
    Condivido quanto scritto da Sfroos. Centro per l'Impiego (provinciale), a cui chi è disoccupato si rivolge per l'iscrizione alle liste e sperando che vi attingano le aziende. Allo stesso tempo sono attive una decina di agenzie per il lavoro e non solo per la cosiddetta "somministrazione". Come mai? Io il motivo me lo immagino... tuttavia questo fatto dovrebbe far riflettere sia la provincia guidata prima dall'avv. Cesetti e ora dall'avv. Perugini, sia le Camere di Commercio, Di Battista che ogni giorno esce con qualcosa sulla stampa e le altre associazioni imprenditoriali - se ovviamente hanno a cuore il problema dell'occupazione e del lavoro - e i sindacati che da anni sembrano in letargo. Se gli interessa altro, continuino pure come hanno fatto fino adesso, evidentemente non risentono della situazione come noi comuni mortali.
  • Sfroos

    19-09-2015 11:30 - #6
    @redazione: quando censurate fatelo bene, perchè avete lasciato "l'aumento lo offro io"...questo stravolge completamente il senso del commento e dimostra che non avete letto il testo, tagliado a casaccio, di solito la prima parte...voglio fare un esperimento, la prossima volta che posto qualcosa di molto lungo ci piazzo in mezzo una bestemmia, sono sicuro che non ve ne accorgerete...oltre al fatto che, nel mio commento completo, avevo esposto gli stessi pensieri di matteo, proprio subito dopo di me...tornando all'articolo...ho sempre creduto che queste associazioni siano delle "muratorie" utili soltanto a fare da intermendiario tra l'ambiente politico e quello imprenditoriale, basti vedere chi partecipa a cosa tra convegni, pranzi cene e chissà che altro. ma siccome questo di battista mi sembra particolarmente interessato, vorrei ancora capire una cosa...di numeri ne avete prodotti tanti, mentre io ne indico uno solo, 15...è il numero delle offerte di lavoro attualmente attive sul sito della provincia di fermo, è chiaro che qualcosa non torna. quindi, vista questa vostra smania filantropica, perché non vi occupate direttamente dell'incrocio tra domanda ed offerta? perchè non dimostrate un impegno reale e, magari, un utilizzo degli ingenti fondi di cui disponete per fare qualcosa di utile?
  • Domande al Dott. Di Battista

    18-09-2015 15:38 - #5
    Qualche settimana fa ci raccontavano che erano le esportazioni a "trainare la ripresa della nostra economia", ora invece sono il turismo e la ristorazioni - fortemente stagionali... sento puzza di presa per i fondelli. Quindi cosa attende le industrie del mobile e dell'elettrodomestico? Cosa attende la calzatura, il cappello e la meccatronica del nostro distretto? Cosa dobbiamo studiare, cosa dobbiamo fare per avere un lavoro? Che santo deve pregare il lavoratore in cassa integrazione o mobilità che domani finirà di ricevere il sussidio? I centri per l'impiego funzionano o stanno là a smistare le carte?
  • matteo

    18-09-2015 14:44 - #4
    Quanto guadagna questo personaggio all'anno? quanto ci costa questo carrozzone? ma sopratutto è un investimento o una perdita? in germania gli immigrati nelle aziende automobilistiche...da noi in bar e chalet...il problema è che già veniamo pagati 3 euro ora in nero....difficile che gli immigrati lavorino per una tale miseria....caso strano non ho mai udito multe o chiusure di locali per sfruttamento e pratica di schaivismo....italiani..sveglia!!!!
  • Sfroos applausi a scena aperta

    18-09-2015 13:46 - #3
    Caro Sfroos hai colto nel segno! Questi pensano a fare le scarpe con la jervicella poi ogni tanto snocciolano dati che dimostrano il fallimento di politiche industriali e dell'operato di una caterva di associazioni per promuovere questo e quello... Povere Marche, eccellenza nella produzione manifatturiera, nell'industria elettronica... e poveri marchigiani, finiti a fare i lavapiatti... Nessuna progettualità, nessuna riflessione sulle infrastrutture, nessuna proposta su come recuperare i mercati esteri. Ora si butteranno sui salamini, faranno assaggiare il ciauscolo alla Mogherini e la passerina (intendo il vino) a Renzi e tra un taglio di nastro e un buffet ci diranno che il PIL aumenta nel primo trimestre dello 0,0004 in netto aumento rispetto allo 0,0003 dell'anno precedente...
  • Sfroos

    18-09-2015 11:57 - #2
    (.) allora, se mi spiega questa parte "Nel frattempo, la carenza di marchigiani con i curricula adeguati, viene affrontata dalle imprese con l’assunzione di personale immigrato (il 16,2 per cento rispetto al 13 per cento dell’anno scorso)" l'aumento lo offro io...perché il problema sta tutto qui...quali sono le capacità che mancano ai marchigiani rispetto agli immigrati? la propensione a subire lo sfruttamento? perché non credo serva curriculum per fare le pulizie o scaricare un camion di frutta...per tutte le altre professioni, davvero c'è una così grande professionalità e competenza nel resto del mondo? un magrebino (per fare un esempio) è davvero più bravo di un marchigiano a trapuntà? gli specialisti nella pasticceria, invece, da dove bisognerebbe importarli?
  • fallimento su tutta la linea della "classe dirigente" marchigiana

    18-09-2015 11:24 - #1
    Questi dati certificano il totale fallimento delle politiche economiche e industriali delle Marche, senza salvare nessuno: politica, sindacati, associazioni varie. Di fatto le assunzioni riguardano impieghi stagionali, lavori non specializzati, niente che riguardi le professionalità in ambito industriale e manifatturiero, manager, esperti di internazionalizzazione. Fallimento su tutta la linea, cari signori.
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