Economia
Si può (e si deve) bere responsabilmente: come cambia il consumo di vino dei marchigiani

Gli appassionati sono 760.000, di cui 325.000 i consumatori quotidiani. Ma la stragrande maggioranza non va al di là dei tradizionali 1 o 2 bicchieri a pasto

Si può (e si deve) bere responsabilmente: come cambia il consumo di vino dei marchigiani

Grazie anche all’educazione al consumo di vino, in 10 anni i marchigiani che bevono in maniera smodata o si ubriacano con cocktail e superalcolici si sono ridotti del 35 per cento. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Istat, diffusa in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly. Secondo i dati, nel 2005 i cittadini sopra i 14 anni con abitudini di consumo giudicate a rischio, dal bere troppo al cosiddetto “binge drinking”, erano ben 309mila, il 23,6 per cento del totale. Nel giro di un decennio sono diventati 200mila, il 14,7 per cento.

Una tendenza che conferma la necessità di investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino con il suo legame con il territorio e la cultura, a partire dalle giovani generazioni. Se si considera il consumo generale, nella nostra regione il “nettare di bacco” appassiona circa 760mila marchigiani, di cui 325mila lo beve tutti i giorni, nella stragrande maggioranza dei casi non andando comunque al di là dei tradizionali uno o due bicchieri a pasto.

“Occorre continuare nel lavoro di promozione di modelli di consumo responsabili e l’esempio può essere sicuramente quanto accaduto nel settore del vino, divenuto oggi l'espressione di uno stile di vita "lento", attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol – sottolinea il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -. Un’opera che le aziende vitivinicole marchigiane stanno portando avanti ormai da anni attraverso degustazioni e momenti di sensibilizzazione dei consumatori”.  

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Data pubblicazione : 10/04/2016 11:46
Scritto da : Redazione
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