Economia
Russia-Fermano, un piccolo grande amore da far crescere
Russia-Fermano, un piccolo grande amore da far crescere

Resoconto ottimistico alla Camera di Commercio di Fermo della missione di istituzioni pubbliche e private del Fermano in Ciuvascia, regione russa che si affaccia sul Volga, molto attratta dal nostro territorio

Russia-Fermano, un piccolo grande amore da far crescere

Russia mon amour, ma anche il contrario, a quanto racconta la delegazione fermano-marchigiana nel resoconto alla stampa locale, organizzato stamattina alla Camera di Commercio di Fermo, del viaggio in Ciuvascia, al quale hanno preso parte istituzioni pubbliche e private e anche quattro imprenditori.

Il viaggio in terra russa è stato organizzato in occasione di un'importante fiera interregionale che si teneva nella capitale Ceboksary, città di cinquecentomila abitanti collocata sul fiume Volga.

All'interno della medesima era presente lo stand della nostra regione, allestito dalla Camera di Commercio di Fermo, che si è avvalsa anche della collaborazione della Regione, per le scritte in doppia lingua russo-italiano. Nell'immagine simbolo dello spazio, c'era al centro un ciabattino del Fermano.

A farlo notare, mentre scorreva la galleria fotografica riassuntiva dei momenti salienti del viaggio, è Alberto Monachesi di Tipicità, che ricorda come sia nata la missione dei giorni scorsi.

La genesi è avvenuta durante l'organizzazione dell'ultima edizione della fiera dell'enogastronomia di Fermo, alla quale ha preso parte una delegazione proveniente proprio dalla Ciuvascia.

Come proseguire nelle buone relazioni stabilite? Ricambiando la visita, naturalmente, per studiare da vicino sogni ed esigenze di questa fetta di popolo russo.

Il turismo, certo, ma anche il confronto sui rispettivi know-how utilizzati in settori come l'agroalimentare, la meccanica, il tessile e il calzaturiero, è stato il focus principale della missione.

Si è trattato solo di un "primo passo", secondo il sindaco Paolo Calcinaro, verso una maggiore collaborazione con un Paese alle prese con grandi problemi interni ed esteri. Paradossalmente, questi ultimi potrebbero favorire i viaggi verso il nostro Paese, osserva il primo cittadino, "visto che le rotte per la Turchia e l'Egitto ormai sono off limits". La Russia soffre, poi, anche di una svalutazione forte del rublo, un ulteriore elemento che potrebbe tradursi in un vantaggio per il nostro turismo, aggiunge ancora.

Decisamente spinto all'ottimismo dall'accoglienza "superlativa" ricevuta è Paolo Silenzi, il presidente della Cna di Fermo che nel viaggio in Russia ha fatto le veci della Camera di Commercio cittadina.

"Abbiamo potuto dialogare pure con le istituzioni e non solo con le aziende private ed è una cosa che non succede abitualmente", precisa Silenzi, che per la prima volta ha visto il russo sotto un'altra luce. "Non vuole solo importare i nostri prodotti, ma proprio collaborare con noi", osserva, "abbiamo quindi gettato un seme che vedremo di sviluppare in futuro".

L'interesse della Ciuvascia verso le Marche e il Fermano in particolare è testimoniato anche dagli imprenditori che hanno deciso autonomamente di unirsi alla missione.

"Ho ricevuto già due richieste di preventivi", svela Alessandro Santoni, imprenditore di Rapagnano, "i nostri prodotti piacciono e anche il nostro know-how".

Quest'ultimo è ambito, molto probabilmente, anche dal comparto agroalimentare, stando a quanto riferisce Antonio Raffaele, ex generale che ha creato una fabbrica di cioccolato d'alta qualità ad Atalia di Matelica, nel Maceratese, il quale ha visitato una fabbrica di dolciumi statale che impiega oltre 3 mila dipendenti: "Hanno macchinari stranieri, anche italiani, d'altissimo livello - descrive - ma è come avere una Ferrari usata come se fosse una Topolino".

Paolo Scendoni del Salumificio Ciriaci punta a sua volta l'accento sull'importanza di guardare una terra con altri occhi per conoscerla davvero, mentre Giuseppe Mannocchi, titolare dell'azienda Poderi dei Colli di Montalto Marche, è certo che solo questo genere di "sinergie vincenti" possano fare la differenza.

Oltretutto, per imporsi sulla scena internazionale, non bisogna per forza essere grandi: "Chi dice che il piccolo non serve più, è perché sta lontano", precisa in chiusura Graziano Di Battista, il presidente di UnionCamere Marche, che ricorda quanto siano splendide "le cose che facciamo" e quanto sia "imbarazzante a volte ascoltare tutti i complimenti che riceviamo all'estero".

Per rincarare la dose di entusiasmo per il successo della missione russa, Di Battista cita il caso del nostro vino: "Quindici anni fa, quando l'abbiamo portato al Micam, non lo conosceva nessuno, ma chi lo assaggiava ne rimaneva molto colpito".

Che i tempi stiano cambiando lo dimostrerebbe anche il recente viaggio a Fermo di una delegazione cinese, proveniente da "un Paese, pensate, che sta investendo due miliardi di euro per creare una cittadella italiana in Cina", riferisce. Oltre ai monumenti italiani, "vogliono  anche la nostra ristorazione", aggiunge.

Insomma, dicono tutti i presenti, il momento giusto per accelerare e farsi notare come piccoli di qualità è proprio questo. Di certo, non si lasceranno sfuggire l'occasione offerta giusto ieri sera dall'ambasciata russa in Italia, che li ha invitati a una presentazione ufficiale a Roma il prossimo 6 luglio, cui parteciperà il ministro dello Sviluppo economico italiano.

Perché per aggirare i problemi di sanzioni inflitte alla Russia, che potrebbero ostacolare il nascente amore per le Marche e per il Fermano, il giusto interlocutore con cui parlare è proprio dalle parti della capitale.

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Data pubblicazione : 29/06/2016 17:51
Scritto da : Alessandra Cicalini
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