Economia
Powercrop: venuta meno la sostenibilità economica della centrale. Ma Perugini avverte: infondata la richiesta danni, rimaniamo vigili

La ditta, che non ritira il progetto, annuncia azioni legali per diversi milioni di euro. La Provincia convoca per il 22 luglio una nuova Conferenza dei Servizi

Powercrop: venuta meno la sostenibilità economica della centrale. Ma Perugini avverte: infondata la richiesta danni, rimaniamo vigili

Un colpo di scena. Anzi, no. Perchè qualche amministratore e soprattutto il Citasfe, già nelle settimane precedenti, avevano ipotizzato quanto la Powercrop (società del gruppo Industriale Maccaferri di Bologna) ha annunciato nel corso della Conferenza dei Servizi, tenutasi nella mattinata in Provincia: il progetto di una centrale a biomasse nell'ex Sadam di Campiglione non ha più una sostenibilità economica, in conseguenza del Decreto Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) non fotovoltaiche dello scorso 23 giugno, che sembrerebbe modificare le modalità di concessione degli specifici incentivi.

 

Secondo l'Eridania Sadam (società del comparto agro-industriale dello stesso Gruppo Maccaferri), il decreto emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero delle Politiche Agricole e dal Ministero dell’Ambiente “prevede l’accesso alle tariffe incentivanti soltanto per gli impianti già autorizzati e nel limite complessivo di 83 MW elettrici”, e perciò l'opposizione al progetto di realizzazione di un polo per le energie rinnovabili, soprattutto da parte della Provincia di Fermo, ha fatto venire meno la possibilità di ottenere i sopra citati incentivi.

 

Un progetto che avrebbe generato oltre 400 posti di lavoro, compreso l'indotto, secondo le stime della Eridania Sadam, la quale, ritenendosi “vittima del comportamento illegittimo della Provincia di Fermo, non rinuncerà a tutelare le proprie ragioni, anche risarcitorie, dinanzi ai giudici competenti”. La stessa società del Gruppo Maccaferri ha anche confermato le intese sindacali del 22 giugno 2015 “anche in ordine al riconoscimento ai lavoratori di quota parte di quanto eventualmente ottenuto, a titolo di risarcimento dei danni subiti”.

 

Provincia di Fermo che ora si vedrà recapitare una richiesta danni piuttosto consistente, al momento quantificabile in oltre 10 milioni di euro. Ma la risposta del Presidente Aronne Perugini fa capire come siano ancora molti i nodi da sciogliere e come il procedimento - in virtù del fatto che la Powercrop non ha ritirato il proprio progetto - non subirà alcuna frenata: per venerdì 22 luglio, infatti, è stata già convocata una nuova Conferenza dei Servizi ed entro il 7 agosto la stessa Provincia dovrà esprimere il proprio parere in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale.

“Secondo noi la richiesta danni è infondata - rimarca il Presidente - e il decreto al quale si fa riferimento non è così chiaro. La situazione è un po' più complessa di quella che è stata dipinta. Il fatto di presentare questa richiesta prima di una risposta affermativa o negativa in merito alla VIA è molto strano e dobbiamo rimanere tutti vigili”.

 

Dall'incontro di oggi sono emersi anche altri elementi di interesse, come la conferma della contrarietà da parte dei Comuni interessati (Fermo, Grottazzolina, Monte Urano e Ponzano di Fermo, anche se mancavano Torre San Patrizio e Rapagnano), scontata ma che andava comunque ribadita con motivazioni tecniche inconfutabili, oltre a due assenze:

- quella dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche, che però ha inviato le proprie osservazioni dalle quali risultano impatti negativi conseguenti alla realizzazione della centrale;

- del parere dell'Asur che, comunque, tramite i propri rappresentanti Ciarrocchi e Belfiglio del Servizio Prevenzione ha comunicato che inoltrerà la documentazione anche con riferimento al parere della stessa Arpam.

 

Dal Presidente Perugini è stata evidenziata anche la richiesta deliberata dall'Assemblea dei Sindaci lo scorso 6 luglio, con la quale, in considerazione della costruzione del nuovo ospedale e del nuovo centro di riabilitazione Montessori, si invita l'Asur ad una “massima attenzione nella valutazione dei rischi sanitari indotti dalla realizzazione del polo energie rinnovabili, valutando il preminente interesse pubblico alla salute”.

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Data pubblicazione : 15/07/2016 18:19
Scritto da : Andrea Braconi
Commenti dei lettori
9 commenti presenti
  • Edo

    16-07-2016 21:52 - #9
    Giusto! Il risarcimento è sacrosanto. Però io li farei caccià a Di Ruscio, Brambatti, Cesetti, a tutti li sindaci e a tutti li comitati ovviamente di tasca vostra! Vergognatevi!
  • Francesco

    16-07-2016 14:25 - #8
    Concordo con Paolo limitatamente alla sua considerazione che qui siamo in Italia. Ritengo invece che le biomasse allo stato attuale siano tecnologie superate, c'è una bassa resa di ciò che viene bruciato tant'è che senza certificati verdi cioè contributi economici, il costo di produzione di ogni singolo kwatt e' maggiore di quanto l'enel lo paghi. Quindi parliamo di attività economicamente non convenienti di per se! Il futuro prossimo credo sarà ancora di egemonia del petrolio e derivati...... Se non sbaglio nel Decreto M. Del 23.6.16 e' previsto altresì un incremento dei certificati verdi al fotovoltaico.....ammetto che questo aspetto non l ho approfondito, però qualora sia come ho sentito da alcuni media, perché non pensare ad un bel parco fotovoltaico nell'area ex Sadam? Considerando l estenzione dell'area si potrebbe costruire un parco anche di 9 o 10 Megaw. Chi si opporrebbe ad una soluzione del genere? Parco creato in una zona industriale e non agricola, produzione di energia verde al 100% sfruttando il più bel dono che la natura ci ha dato, il sole cioe'.....la società farebbe un ottimo profitto....una certa occupazione di lavoratori ci sarà perché un impianto di quelle dimensioni ha bisogno di costante manutenzione e sorveglianza. Chi si opporrebbe? A chi non piace esteticamente? Se dunque i nuovi incentivi sono buoni, perché no???
  • Gabriele monaldi

    16-07-2016 13:03 - #7
    Il discorso centrale è chiuso. esito via in provincia irrilevante. il tempo si è fermato con il decreto ministeriale. per il risarcimento milionario decideranno i giudici. ora quali soluzioni alternative? lavorare tutti insieme in questa direzione.
  • paolo c.

    16-07-2016 11:35 - #6
    Un piccolo contributo: La tecnolgia a Biomasse sarà il futuro energetico di Germania-Inghilterra-Austria-Danimarca-Francia e paesi scandinavi. A Vienna ,in città ,ne hanno costruita una da anni e non c'é traccia di inquinamento e lamentele da parte dei cittadini;anzi la Direzione invita autorità e addetti ai lavori,da tutta Europa, per una visita ,a dimostrazione della sicurezza e corretta manutenzione dell'impianto. Potrebbe essere un punto di partenza per ragionare su temi certi e consolidati. L'ASUR e l'ARPAM non hanno compiti di monitoraggio dell'inquinamento dell'aria,dell'acqua,delle emissioni elettromagnetiche ecc. quando sul territorio esistono gia realtà ,come per l'appunto la centrale a biomasse ,e non a priori? Forse mi sbaglio. Da quello che leggo ,sino ad oggi si è ragionato per ideologia e non a livello scientifico. Stiamo parlando di circa 400 posti di lavoro e della possibilità di effettuare manutenzione ordinaria e non straordinaria dei nostri boschi,fiumi,torrenti residui agricoli ecc. Sicuramente diffiderei anch'io per la gestione e la corretta manutenzione,visti i precedenti sul tema in Italia;però creando un team con adeguate competenze e poteri decisionali saremmo tutti più tranquilli.. E' necessario argomentare bene e la Politica dovrebbe prendere atto che i cittadini hanno la sensazione che ci sia uno scaricabarile tra enti ecc.
  • Francesco

    16-07-2016 11:06 - #5
    Letto e riletto il parere dell'Arpam non vedo come si possa dire che non sia negativo! Di tutti i punti lasciati aperti dopo molteplici sentenze, mi sembra che ci sia una evidente e netta negatività al progetto! L impatto secondo l Arpam e' chiaro e sotto molteplici aspetti!! Per quanto concerne l'Asur vedremo il 22 c.m. Comunque non credo sia possibile che l'Asur non tenga conto del nuovo Ospedale e del suo impatto, sia diretto (se non ricordo male alimentato con caldaie/ centrali di circa 3 Mw elettici) nonché l impatto indiretto causato da tutto il traffico indotto dallo stesso Ospedale ( operatori che si recano al lavoro, ambulanze, visitatori degli ammalati etc...) il tutto in una zona già bella carica di polveri e altro a causa della presenza di numerose attività industriali, commerciali etc.....
  • Gabriele monaldi

    16-07-2016 07:01 - #4
    Il decreto è chiarissimo. ci sono stati molti incontri negli ultimi giorni con i ministeri interessati per chiarire questo aspetto. nessun dubbio.
  • Walter

    15-07-2016 20:01 - #3
    Nel caso in cui l'ASUR, in realtà l'ARPAM il suo parere lo ha depositato durante l'odierna conferenza dei servizi, non dovesse esprimere un nuovo parere, la stessa non potrà essere accusata di omissione di atti d'ufficio ma, molto più semplicemente ai sensi della L. 241/90 e della giurisprundenza in essere, la mancanza di espressione di un ente è da intendersi come parere favorevole.
  • Non finisce qui

    15-07-2016 19:11 - #2
    L'ARPAM ma in particolare l'ASUR non esprimendo un parere netto negativo saranno sicuramente accusati di omissioni di atti d'ufficio ??? Lo pensano in molti in quanto l'ASUR gestore del nuovo Ospedale deve con forza esprimere un parere negativo , non può essere altrimenti , è nella logica dei fatti e gli elementi per affermarlo non gli mancano... Buon proseguimento a tutti
  • Walter

    15-07-2016 18:55 - #1
    Concordo con il Presidente della Provincia nel sostenere che il decreto Ministeriale non sia sufficientemente chiaro da poter dire che l'impianto di Campiglione non abbia più diritto ad ottenere gli incentivi così come modulati dal D.M. del 18/12/2008. E' sì vero che il nuovo D.M. del 23/6/2016 garantisce un incentivo alto fino al 2018 per gli impianti già autorizzati ponendo un limite di potenza pari ad 83 MWe, però è altrettanto vero che con il rimando alla delibera del Comitato Interministeriale del 05/02/2015 resta comunque aperta una finestra per tutti gli impianti non ancora autorizzati.
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