Istruzione
Gli alunni leggono la solidarietà: i ragazzi dell'IC Da Vinci - Ungaretti incontrano Antonio Ferrara

Calorosa accoglienza ieri mattina nella sala mensa dell’I.C. Da Vinci – Ungaretti per Antonio Ferrara, scrittore, illustratore e formatore. L'autore del libro “Casa Lampedusa” è arrivato a Fermo in qualità di testimonial del progetto “LiberaMente”, attuato nell’istituto già da diversi anni per far vivere la scuola come un’occasione continua di crescita.

Gli alunni leggono la solidarietà: i ragazzi dell'IC Da Vinci - Ungaretti incontrano Antonio Ferrara

Come nelle passate edizioni, protagonisti della mattinata sono stati infatti tutti i bambini delle classi quinte della scuola primaria e i ragazzi delle classi prime della scuola secondaria di primo grado che in questo primo quadrimestre sono stati impegnati nella lettura e nell’analisi del libro “Casa Lampedusa”.

La storia narrata da Ferrara si incentra sulla vita degli abitanti di questa isola italiana così vicina all’Africa che ogni giorno accoglie moltitudini di migranti in fuga dai loro paesi. Il progetto “LiberaMente” è inserito in quello più ampio di Continuità tra i due ordini di scuola e l’incontro con l’autore è un appuntamento strategico per proporre un’immagine viva e dinamica del libro, per avvicinare i ragazzi al mondo dell’editoria e per soddisfare le loro curiosità sull’elaborazione del racconto.

Molto gradite dallo scrittore le tantissime sollecitazioni e curiosità arrivate dagli alunni, con i quali ha interagito in modo molto coinvolgente. Alcuni di loro hanno chiesto da dove avesse tratto l’idea del libro e quali emozioni lo avessero accompagnato nella stesura dello stesso, altri hanno indagato più in profondità riflettendo insieme all’autore sulla differenza tra tolleranza e rispetto.

Antonio Ferrara ha risposto alla platea con parole semplici ma incisive, arrivando al cuore dei ragazzi anche nell’analisi di argomenti delicati come l’immigrazione, la solidarietà, e il rispetto per il diverso perché “il nuovo è bello più del vecchio e del nuovo non bisogna aver paura”.

L'incontro è stato dunque una preziosa occasione di riflessione, avvenuta proprio alle porte del Natale, sulla questione dell’accoglienza, valore fortemente sostenuto dai docenti di tutto l’istituto e dal dirigente scolastico, dott.ssa Marinella Corallini. Un ringraziamento speciale lo si deve ad Antonio Liturri, responsabile del punto Einaudi di S. Benedetto del Tronto che ha fatto da tramite tra la scuola e l’autore.

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Data pubblicazione : 23/12/2017 13:55
Scritto da : Redazione
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  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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