Istruzione
Fermo. Taglio del nastro per il nuovo asilo nido nel quartiere Sant’Andrea, “luogo di crescita dei fermani di domani”

Il nuovo asilo nido nel quartiere Sant’Andrea ha iniziato la sua attività didattico-educativa lo scorso 8 gennaio, questo pomeriggio il taglio del nastro alla presenza del Vescovo Mons. Rocco Pennacchio, del Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, dell’Assessore al Bilancio della Regione Marche Fabrizio Cesetti e del Capo di Gabinetto il Dottor Francesco Martino.

Fermo. Taglio del nastro per il nuovo asilo nido nel quartiere Sant’Andrea, “luogo di crescita dei fermani di domani”

Presenti anche il Dirigente Servizi Sociali Gianni Della Casa, la Presidente del Consiglio Comunale di Fermo Lorena Massucci, gli Assessori Ingrid Luciani e Mirco Giampiero e i consiglieri Cristian Falzolgher, Massimo Monteleone, Rita Sacripanti, Silvia De Santis, Giulio Pascali, Manuela Luciani, Massimo Donzelli e della minoranza Sonia Marrozzini.

La scuola si sviluppa su 350 metri quadrati di struttura in legno lamellare e pavimento in linoleum e può ospitare fino a un massimo di 54 bambini; ad oggi sono 33 quelli che frequentano l’Istituto e nel mese di febbraio se ne aggiungeranno altri 10. La struttura è dotata di aule spaziose, confortevoli e colorate, di un giardino interno, di un parco-area verde all’esterno e di un impianto fotovoltaico sopra ai tetti, oltre a tutti i servizi di cucina, mensa, dispensa, magazzini, refettorio, lavanderia, spogliatoi.

Mons. Pennacchio ha benedetto i locali del nuovo asilo nido ricordando il passo della Bibbia della metafora del sale della terra e della luce del mondo: “Una metafora per gli educatori e le educatrici che avranno questo ruolo, trasmettere il senso e l’essenzialità della vita stessa. Il sale – ha continuato Mons. Pennacchio – fa comprendere ciò che conta nella vita mentre la luce ci illumina su quali sono le vere dimensioni del mondo. Lealtà e rispetto per i bambini, a prescindere dalla fede cristiana, sono il compito al quale tutti siamo chiamati”.

La parola poi al Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro che ha ricordato come questa opera abbia attraversato tre amministrazioni: “è un’opera di coofinanziamento con la Regione Marche e ci tengo a ringraziare il grande lavoro di tutti per la realizzazione di questo edificio moderno ed efficiente. In particolare gli Assessorati ai Lavori Pubblici e ai Servizi Sociali, oltre alla Ditta Gaspari che ha realizzato la struttura. Un ringraziamento particolare alle educatrici, allo SPRAR e all’Agenzia Res che gratuitamente si sono offerti per il trasloco e ai genitori, sempre vicini con una grandissima discrezione per la realizzazione dell’opera. Sono molto contento di questo momento che raccoglie tutta la Città”.

Francesco Martino ha portato i saluti del Prefetto, la Dottoressa Maria Luisa D’Alessandro, “a tutte le famiglie che trascorreranno qui i loro giorni”, ricordando l’importanza della vicinanza delle istituzioni alla crescita delle persone. “Questo edificio ospiterà i fermani di domani – ha proseguito Martino – e rinnovo il caloroso abbraccio dell’Istituzione che rappresento a tutti i genitori degli infanti.”

Fabrizio Cesetti si è congratulato con il Comune di Fermo e con il Dirigente Gianni Della Casa: “La Regione Marche è felice di aver contributo alla realizzazione di questa opera, per noi è una grande soddisfazione. Qui cresceranno gli uomini e le donne che saluteranno il prossimo secolo ed è dunque compito delle istituzioni essere presenti nei luoghi che rappresentano la crescita, la formazione e il germoglio della vita. I miei complimento al Comune di Fermo e a tutta la Città per questo edificio.”

Dopo la benedizione e i saluti istituzionali si è proseguito con il taglio del nastro e con la visita all’interno del nuovo asilo nido di Sant’Andrea.

 

 

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Data pubblicazione : 13/01/2018 17:47
Scritto da : Alessandra Bastarè
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3 commenti presenti
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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