Istruzione
Fermo. Il 9 e 10 maggio in scena al Teatro dell’Aquila il Convegno Nazionale sull’Istruzione Professionale

Presentato ieri mattina in conferenza stampa al Caffè Letterario in Piazza del Popolo a Fermo, il Convegno Nazionale sull’Istruzione Professionale in programma nella Città capoluogo il 9 e 10 maggio. Un momento importante per fare il punto della situazione sul panorama italiano e non solo, con un focus particolare sull’alternanza scuola lavoro.

Fermo. Il 9 e 10 maggio in scena al Teatro dell’Aquila il Convegno Nazionale sull’Istruzione Professionale

Il Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro ha ringraziato la Dirigente dell’IPSIA, la Dottoressa Stefania Scatasta, per “il grande entusiasmo che ha messo in un evento così particolare. Le nostre scuole superiori creano molto, anno dopo anno, e riescono a trovare un punto di sintesi con le realtà circostanti. Siamo di fronte a un aspetto nuovo e stimolante ed è ben visibile il frutto del lavoro fatto in primis dai docenti e in secondo luogo dalla vicinanza delle Istituzioni come la Camera di Commercio, che ha sempre sostenuto tutto ciò che gira intorno all’asse dell’istruzione, della professione e del lavoro. Tutto ciò rappresenta un grande orgoglio per il nostro territorio.”

 

La parola poi al vicesindaco di Fermo Francesco Trasatti, che ricordando anche la conferenza stampa di mercoledì sull’incontro di sabato 5 maggio al Teatro dell’Aquila sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, ha parlato del “piacere di vedere il Teatro diventare contenitore non solo di spettacoli ma anche di riflessioni. Il Teatro dell’Aquila diventa quindi casa di riflessione, di dibattito, di incontro e di ragionamento: come ente pubblico credo che dobbiamo essere in prima linea sulla formazione, sulla scuola e sul lavoro. Sono settori che necessitano un confronto, hanno bisogno di essere sviscerati e approfonditi. Ci giochiamo su questo il futuro del nostro Paese e dobbiamo approfondire questi dibattiti e questi tipi di confronto”.

 

Graziano Di Battista, Presidente della Camera di Commercio di Fermo, ha sottolineato la grande energia e il grande spirito di iniziativa della Dirigente Stefania Scatasta. “C’è sempre stata tra noi una grande sintonia personale e grandi momenti di condivisione e lo stesso avviene con l’Amministrazione Comunale. La formazione è uno dei temi principali delle nuove Camere di Commercio: il rapporto con le istituzioni scolastiche sta diventando una cosa primaria e si sta cercando di diminuire il divario ampio tra mondo del lavoro e mondo della scuola. È fondamentale guardare a queste esperienze nazionali e internazionali per cogliere iniziative che si sono dimostrate positive e importanti in altre realtà, coinvolgendo sempre in modo attivo ed emotivo in primis gli studenti. Dobbiamo diventare un polo di attrazione per le realtà italiane che vengono sempre di più nel nostro territorio.”

 

La Dirigente dell’IPSIA Stefania Scatasta, ha continuato: “Ci siamo chiesto in questi anni, come scuola, di cosa avevamo bisogno. Abbiamo bisogno di allargare i nostri confini oltre la Regione. Con il prof. Dario Nicoli, Docente di sociologia economica all’Università Cattolica, ci siamo quindi incontrati e confrontati sulle tematiche importanti come ad esempio l’alternanza scuola lavoro e abbiamo cercato un confronto che fosse inter istituzionale. Siamo quindi riusciti a fare ciò che la scuola è capace di fare: cioè mettersi intorno a un tavolo e ragionare sulle questioni. Mercoledì sarà una giornata di confronto proprio su questo tema, sulla scuola e sul lavoro. Ciò che vorremmo portare avanti è un manifesto da presentare al Ministero, che veda al centro lo studente, pensando un percorso formativo personalizzato per il singolo progetto di vita dei ragazzi. Fortunatamente la scuola in questo non si è mai sentita sola e se le aziende hanno riconosciuto il valore degli Istituti è proprio perché il lavoro sinergico tra le istituzioni ha funzionato.”

 

Il Professore Massimo Rossi, referente dell’alternanza scuola lavoro, ha osseravto quanto “Fermo si confermo ancora una capitale dell’istruzione finalizzata al lavoro. Perché l’alternanza sia ben inserita non deve risolversi in un adempimento di carte, altrimenti svilirebbe l’idea stessa del lavoro. Noi cerchiamo di inserire i nostri ragazzi nelle aziende, tenendo conto del percorso che hanno alle spalle e del profilo di uscita: questo è un valore assolutamente centrale.”

 

La Professoressa Rossella Di Simone ha infine parlato della diciassettesima edizione della sfilata dell’Istituto Fermano, evento corollario dei due giorni di incontri. “Abbiamo scelto il tema del contrasto nato sulla riflessione della contemporaneità. Abbiamo deciso di interpretare un tema diverso partendo dal principio degli opposti: proprio dall’equilibrio delle due parti si ottiene l’universo. Con le classi sartoriali del terzo e del quarto abbiamo sviluppato il contrasto dei colori, mentre con i quinti abbiamo approfondito il tema del pieno e del vuoto, il contrasto tra materia e antimateria. Ci sarà anche la partecipazione del Liceo Artistico con disegni sul tema della violenza di genere. Tutte le produzioni sono realizzazioni artigianali: sono le ragazze stesse che hanno creato gli abiti con il loro impegno, la creatività e il duro lavoro di un anno, che trova la sua soddisfazione maggiore durante la sfilata. Saranno presenti anche degli ex studenti che, usciti da circa due anni dall’Istituto, parleranno del loro percorso e del loro inserimento nel mondo del lavoro.”

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Data pubblicazione : 04/05/2018 10:17
Scritto da : Alessandra Bastarè
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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