Istruzione
Olimpiadi della lingua italiana a Riccia (CB). Brillante terzo posto per gli alunni della scuola primaria dell'ISC Da Vinci-Ungaretti

Podio per la squadra della Scuola Primaria dell’IC “L. da Vinci-Ungaretti”alla XI edizione delle Olimpiadi della Lingua Italiana a Riccia (CB),promosse dall’ Università degli Studi del Molise, dall’Istituto Omnicomprensivo di Riccia, dalla Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana, sotto il patrocinio della Fondazione “I Lincei per la Scuola”, della Regione Molise e del Comune di Riccia, le cui finali si sono svolte il 28 aprile scorso. 

Olimpiadi della lingua italiana a Riccia (CB). Brillante terzo posto per gli alunni della scuola primaria dell'ISC Da Vinci-Ungaretti

Tra le sue molteplici finalità, l’iniziativa intende sottolineare il valore della conoscenza metalinguistica, la possibilità di sviluppare e affinare la capacità di analisi e di risoluzione dei problemi in una dimensione di lavoro di gruppo.
L’intento è quello di coltivare il sapere linguistico, problematizzandolo e riferendolo ad un contesto reale.
Dopo l’oro dello scorso anno, vinto dalla squadra della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto, quest’anno è la scuola primaria a registrare un buon risultato, aggiudicandosi la medaglia di bronzo in una competizione nazionale che ha visto coinvolte 45 scuole primarie, provenienti da molte regioni.


La squadra, formata da Barbara Cocciaretto (cl.V S.Claudio), Kevin Di Clemente (cl.V Salvano),Lucrezia Malaspina (cl.V Monaldi), Elena Giancarlo (cl.V Molini), Giuliano Longo (cl.V Ponte Ete), sostenuta dalla Dirigente Scolastica, Dott.ssa Marinella Corallini, seguita ed incoraggiata dalle insegnanti di classe, supportata dalle famiglie e allenata dalla docente Antonella Nigrisoli, ha affrontato con impegno, tenacia e spirito di gruppo tutte le tappe selettive per arrivare a confrontarsi in diretta streaming con le altre due squadre finaliste.

Grande emozione e soddisfazione da parte di tutti, soprattutto da parte del corpo docente e della Dirigente, che credono nella valenza formativa di questo percorso di approfondimento sull’uso corretto della lingua italiana e di consolidamento delle altre competenze linguistiche, requisiti fondamentali per esercitare consapevolmente la cittadinanza attiva. Un percorso formativo che ha visto crescere negli alunni degli ultimi anni competenze linguistiche solide e capacità interpersonali e sociali importanti, tanto da confermarsi tra le buone e significative pratiche dell’Istituto.

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Data pubblicazione : 05/05/2018 10:41
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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