Istruzione
L'Università Politecnica delle Marche promuove la Quinta Edizione della manifestazione YourFutureFestival dal 14 al 19 maggio. Venerdì 18 a Fermo

L'edizione 2018 sarà caratterizzata da tre temi centrali: Unicità, Diversità e Parità.

L'Università Politecnica delle Marche promuove la Quinta Edizione della manifestazione YourFutureFestival dal 14 al 19 maggio. Venerdì 18 a Fermo

Le università sono luoghi e risorse primari indispensabili per rilanciare sviluppo, confronto e competitività nel rispetto della libertà di ognuno, della propria diversità e della propria unicità. Un Paese capace di valorizzare la conoscenza, con tanti giovani che investono nello studio, saprà offrire opportunità di crescita sociale ed economica.

Anche quest'anno il nostro YFF sarà un incredibile punto di aggregazione e confronto per discutere di queste prospettive attraverso workshop, discussioni, relazioni, momenti di riflessione e intrattenimento, per creare positive contaminazioni fra tutti i soggetti e i luoghi con cui l'Università Politecnica delle Marche interagisce.

ll Festival farà tappa a Fermo venerdì 18 maggio alle ore 16.45 con un evento dal titolo "Correre oltre Noi". Alla presentazione del libro "Correre oltre me" di e a cura dell'autrice Samuela Baiocco, seguirà l'intervento del Prof. Graziano Cerri (Univpm) e del campione paralimpico Andrea Cionna che insieme presenteranno un brevetto per l'ausilio alla corsa autonoma su strada di non vedenti. La Dottssa. Maria Menichetti dell'Unità Operativa Semplice di Riabilitazione, Asur Marche 4 parlerà di "Evidenze e aspetti normativi sulla disabilità". Il Prof. Andrea Monteriù (UNIVPM) interverrà presentando la "Sfida inclusiva delle tecnologie assistive" ed infine la dott.ssa  Meri Marziali, Presidente Commissione Regionale Pari Opportunità illustrerà  "Politiche e  progetti sulle pari opportunità e disabilità".

 

Nella convinzione che vivere superando limiti e difficoltà è ciò che rende pari gli uomini e le donne, gli esseri umani in generale con la propria unicità e diversità, in questo convegno le storie di vita si intrecceranno alla ricerca scientifica, allo sviluppo della tecnologia ed agli aspetti normativi e progettuali rivolti a migliorare gli ambienti di vita e di lavoro di chi vive la disabilità.

 

La giornata si concluderà alle ore 19.15 presso il giardino della sede con il concerto di un Ensemble di Sassofoni del Conservatorio G. B. Pergolesi diretti dal Maestro Massimo Mazzoni.

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Data pubblicazione : 13/05/2018 11:31
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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