Istruzione
Sant'Elpidio a Mare. Gli alunni della scuola primaria di Piane di Tenna impegnati con il progetto di educazione alimentare

Gli alunni e le alunne della scuola primaria di Piane Tenna sono i protagonisti di un progetto di educazione alimentare che si è concretizzato con alcune lezioni con la dott.ssa Erika Rutkowski, laureata in scienze e tecnologie agrarie nonché con il naturalista Nazzareno Polini per poi arrivare al momento pratico: la realizzazione di un orto, nello spazio adiacente alla scuola, con l’aiuto di nonni, nonne e di alcuni genitori. Oltre a discutere di educazione alimentare con gli esperti, ad imparare l’importanza del mangiar sano, la stagionalità dei prodotti agroalimentari, le proprietà delle verdure e le giuste quantità da mangiare, hanno piantumato alcune piantine per l’utilizzo di prodotti a km.0.

Sant'Elpidio a Mare. Gli alunni della scuola primaria di Piane di Tenna impegnati con il progetto di educazione alimentare
Il progetto, finanziato alla scuola dall’Amministrazione Comunale nell’ambito dei POF per l’anno scolastico 2017/2018, ha visto stamattina tutti sul posto: gli alunni con le loro insegnanti, gli agronomia, nonni, nonne e qualche papà che hanno fatto la loro parte nella preparazione del terreno e per la piantumazione assieme ai più piccoli. Presenti anche il Sindaco, Alessio Terrenzi e l’Assessore alla Cultura Gioia Corvaro in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale.
“Fa piacere vedere questi bambini impegnati a piantumare ma anche a conoscere da vicino l’attività collegata con la cura dell’orto – ha detto il Sindaco, Alessio Terrenzi – così come fa piacere vedere gli adulti mettere a disposizione la loro conoscenza, la loro attività per i più piccoli. Come Amministrazione Comunale abbiamo sostenuto con convinzione il progetto, anche sulla scia del successo avuto da un progetto analogo proposto anni fa, ed abbiamo anche messo la scuola in condizione di poter comodamente innaffiare l’orto, fondamentale per rendere la coltivazione rigogliosa”.
Questa mattina a fare da cornice alla piantumazione c’è stata anche una leggera pioggerellina accolta dai piccoli alunni come un segno della natura a voler contribuire, fin da subito, alla buona riuscita del loro progetto.
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Data pubblicazione : 15/05/2018 15:47
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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