Istruzione
Porto Sant'Elpidio. Sabato la giornata finale del progetto L2: spettacolo al Teatro delle Api e consegna degli attestati di lingua a 60 studenti stranieri del territorio

Una festa teatrale al Teatro delle Api di Sant'Elpidio a Mare per 60 studenti stranieri che frequentano gli Istituti di istruzione del territorio: sabato 19 maggio alle ore 17 riceveranno gli attestati che ne certificano la conoscenza della lingua italiana al termine di un progetto formativo promosso dalla Regione Marche e finanziato dal Fondo Sociale Europeo (P.O.R. MARCHE FSE 2014-2020, Asse 3 P.d.I. 10.4, R.A. 10.6) di cui l'Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata è capofila in partenariato con l'Istituto d'Istruzione Superiore "Carlo Urbani" di Porto Sant'Elpidio.

Porto Sant'Elpidio. Sabato la giornata finale del progetto L2: spettacolo al Teatro delle Api e consegna degli attestati di lingua a 60 studenti stranieri del territorio
Ph credit: Silvia Romitelli

Per la giornata finale del Progetto L2 l'Atgp, in collaborazione con l'associazione "Lagrù ragazzi", propone, insieme alla consegna degli attestati, anche lo spettacolo sul tema dell'immigrazione "Storia di Ena", tratto dal romanzo "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda, di e con Lucia Palozzi.

Si tratta della storia vera del viaggio di un ragazzo afghano di 10 anni partito dalla sua terra d'origine per sopravvivere alla persecuzione dei Talebani; lungo la strada, incontri, speranze, sofferenze e paure, come quelli di tanti migranti e richiedenti asilo che come Ena sono giunti nel nostro paese. Ena è Enaiatollah Akbari, afgano, 29enne laureato in Scienze Politiche a Torino; la storia del suo lungo viaggio per arrivare in Italia nel 2004 è stata scritta nel libro di Geda.
Dopo lo spettacolo e la consegna degli attestati, seguirà un buffet. Ingresso libero.

Il Progetto L2, ovvero "Percorsi formativi di lingua italiana L2 per alunni stranieri non nati in Italia Edizione A.S. 2016/2017", promuove il processo di integrazione degli studenti stranieri comunitari ed extracomunitari attraverso percorsi di apprendimento della lingua italiana con acquisizione della certificazione CILS L2; inoltre, il progetto stimola una partecipazione attiva da parte degli studenti stranieri attraverso l'attivazione di attività di teatro educazione.

Vi hanno partecipato 60 studenti stranieri (comunitari ed extracomunitari) frequentanti gli Istituti Comprensivi "Rodari-Marconi" e "Rita Levi Montalcini" di Porto Sant'Elpidio e gli studenti che frequentano il triennio presso l'Istituto d'Istruzione Superiore "Carlo Urbani", il Liceo Classico "G. Leopardi" e l'Istituto Tecnico Commerciale "Gentili" di Macerata. I corsi si sono svolti presso la sede dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Carlo Urbani" di Porto Sant'Elpidio e presso l'Istituto Tecnico Commerciale "Gentili" di Macerata.
Il percorso formativo, composto da un totale di 78 ore, si è svolto da novembre 2017 ad aprile 2018. 54 ore di formazione hanno riguardato il potenziamento linguistico degli studenti partecipanti in vista della loro partecipazione all'esame finale per il conseguimento della certificazione CILS L2. Le rimanenti 24 ore sono state dedicate a laboratori teatrali, laboratori di lettura e di supporto alla partecipazione degli studenti.
Durante la giornata finale di sabato 19 maggio verranno consegnati gli attestati di partecipazione agli studenti che hanno frequentato almeno il 75% del percorso formativo. La certificazione CILS L2 sarà rilasciata dall'Università degli Stranieri di Siena, previo superamento dell'esame finale.

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Data pubblicazione : 17/05/2018 13:05
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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