Istruzione
DSA. Provincia di Fermo: l'incontro tra le insegnanti sui casi a rischio di disturbo specifico di apprendimento

Le insegnanti di 61 classi prime della scuola primaria della Provincia si sono incontrate lo scorso 29 maggio presso la sala del Consiglio Provinciale di Fermo per discutere sui risultati dello screening per l’individuazione precoce dei casi a rischio di disturbo specifico di apprendimento (DSA), in applicazione dell’art. 7 comma 1 della Legge 8 ottobre 2010 n.170.

DSA. Provincia di Fermo: l'incontro tra le insegnanti sui casi a rischio di disturbo specifico di apprendimento

Il Progetto, promosso da diversi anni dall’Osservatorio Permanente sui DSA, si articola in diverse fasi: formazione, prove di screening (a gennaio e a maggio), percorso di potenziamento metafonologico e confronto sui risultati.

L’Osservatorio Permanente sui DSA, nato nel 2016, ha sede a Fermo presso il Servizio Pubblica Istruzione della Provincia di Fermo ed è costituito, oltre che dall’Ente provinciale, che lo coordina, dall’ASUR Marche – Area Vasta IV,  dall’Ufficio Scolastico regionale – Ufficio IV, dall’Ambito Sociale Territoriale XIX, dall’Ambito Sociale Territoriale XX , dall’Ambito Sociale Territoriale XXIV, dal Centro Territoriale per l’Integrazione Scolastica (CTI) attivo presso l’IPSIA “O. Ricci”, dal Centro Territoriale per l’Integrazione Scolastica (CTI) attivo presso l’ISC dei Sibillini e dall’Associazione Italiana Dislessia - Sez. di Fermo.

"Con lo screening precoce sui DSA - riferisce Stefano Pompozzi, Vicepresidente della Provincia di Fermo - sono stati raggiunti oltre 1000 bambini di 12 Istituti scolastici del territorio provinciale, in modo da poter disporre degli elementi di conoscenza della nostra realtà."

"Tengo a precisare - prosegue il Vice Presidente Stefano Pompozzi delegato all’Istruzione - che lo screening effettuato non ha lo scopo di rilasciare certificazioni bensì di conoscere soggetti potenzialmente a rischio."

La dott.ssa Simona Tosoni, logopedista dell’Asur Marche - Area Vasta n. 4, evidenzia che i risultati finali ottenuti allo screening sono in linea con i dati nazionali (3% degli studenti). Rileva, inoltre, che il 14 % dei bambini italiani e il 40 % dei bambini stranieri sono risultati a rischio nella prima prova somministrata a Gennaio e che dei primi il 74% e dei secondi il 57% non risultano più a rischio nella prova di re-test somministrata a fine Maggio.

La prof.ssa Lucia Iacopini, Presidente dell’AID sez. di Fermo, ha ringraziato i componenti dell’Osservatorio che da anni collaborano su obiettivi comuni volti alla tutela delle persone con DSA, bambini e famiglie, rimarcando come grandi obiettivi si raggiungono solo con la collaborazione e l’impegno comuni.

 

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Data pubblicazione : 01/06/2018 12:17
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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