Istruzione
"I nostri studenti i primi al mondo a usare questo strumento in età così giovane": l'orgoglio del Montani per il suo spettrometro di massa, ecco i risultati dei primi mesi di utilizzo

Con l'anno scolastico ormai agli sgoccioli, all'Iti Montani di Fermo è arrivato il momento di tirare le somme sull'utilizzo dello spettrometro di massa, il nuovo strumento acquisito con il decisivo e sostanzioso contributo della Fondazione Carifermo e inaugurato, a due settimane dalle ultime elezioni politiche, alla presenza dell'allora Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni.

“L'inaugurazione fu un evento principalmente mediatico – ricorda la Dirigente del Montani Margherita Bonanni – ma non riuscimmo a spiegare bene il funzionamento e le potenzialità di questo strumento, importante non solo per la scuola ma anche per tutta la comunità”.

Un ruolo fondamentale per l'acquisizione del macchinario da parte dell'Iti Montani lo ha recitato anche il dottor Giovanni Bellagamba, ex direttore del dipartimento della malattie cardiovascolari dell'INRCA di Fermo, che ha svolto sostanzialmente il ruolo di mediatore tra la Presidente Bonanni e la Professoressa di chimica Teresa Cecchi da una parte e l'avvocato Alberto Palma e la Fondazione Carifermo dall'altra: “Una strumentazione del genere esiste in pochissimi posti, il che rappresenta un orgoglio ma al tempo stesso anche un'importante responsabilità – spiega Bellagamba -. La grande novità è che riesce a mettere in evidenza dei markers non visibili, permettendo di intervenire in una serie di campi molto diversi, dalle malattie cardiovascolari e oncologiche fino al deterioramento cerebrale, senza dimenticare anche le sue possibili applicazioni in campo alimentare e nell'attività forense”.

 

E' direttamente la professoressa Cecchi a spiegare in parole semplici il principio dietro al funzionamento dello strumento: “Per riconoscere delle sostanze queste devono avere delle caratteristiche misurabili. Per identificare le molecole dapprima le devo separare e far “correre” su una piccola “strada”, che nel nostro caso è di circa 10 cm (una distanza che per le dimensioni molecolari è ovviamente immensa, ndr). Quando arrivano al fotofinish vanno frammentate, ionizzate, sostanzialmente “strapazzate” fino a quando loro non rispondono, però è importante che gli venga fornito uno stimolo”.

L'Orbitrap, lo strumento delle dimensioni di una moneta da un euro contenuto dentro lo spettrometro, è un analizzatore di massa non distruttivo che permette lo screening, l'analisi qualitativa e quantitativa di composti mirati e non mirati, con una sensibilità, selettività e flessibilità impareggiabili. Lo spettrometro di massa, interfacciato con una catena di cromatografi sofisticatissimi già in uso nel laboratorio di Analisi chimica strumentale, è stato usato principalmente in due campi: nell'analisi delle acque delle Fonti Storiche di Fermo, alla ricerca di più di 1700 inquinanti ambientali, e in quella di integratori per lo sport (pre-workout) acquistati da internet, alla ricerca di adulteranti pericolosi per la salute umana.

Il primo progetto, partito lo scorso anno con gli strumenti già in dotazione al laboratorio, è stato portato avanti dal quinto di quest'anno e, attraverso un'analisi su tre livelli (etichetta nutrizionale dell'acqua, analisi chimica classica e analisi con Orbitrap), ha permesso di verificare l'assenza in tutte le acque delle varie fonti storiche di inquinanti prioritari: nessuna traccia, quindi, di pesticidi, droghe, farmaci veterinari o inquinanti ambientali.

Il secondo progetto è stato invece portato avanti sostanzialmente in collaborazione con il Dipartimento di Chimica del Politecnico di Torino: merito di un ex allievo del Montani, Matteo Aloisi, che, lavorando alla sua tesi magistrale, ha utilizzato lo spettrometro dell'Iti proprio per verificare la presenza o meno negli integratori di sostanze adulteranti, confrontandole poi anche con l'elenco delle sostanze dopanti diffuso dalla Wada.

“Abbiamo constatato che determinate sostanze effettivamente ci sono – spiega lo stesso Aloisi – ma adesso occorrerà fare delle prove quantitative per verificare che la presenza di queste molecole non sia il risultato di una contaminazione dall'esterno”.

“E' la prima volta al mondo che una tecnologia del genere viene messa nelle mani di ragazzi così giovani, che vivono un'età particolarmente creativa, nella quale è facile catalizzare l'interesse ma anche la passione – rivendica con orgoglio la professoressa Cecchi -. Penso che questo strumento rappresenti una ricchezza per tutto il territorio: è auspicabile incontrarsi a settembre con una serie di categorie per studiare possibile nuove applicazioni per il prossimo anno scolastico”.

 

Spettrometro_2

 

Spettrometro_3

 

Spettrometro_4

Letture:1340
Data pubblicazione : 04/06/2018 13:19
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications