Istruzione
Porto Sant'Elpidio. Teatro Delle Api sold out per “Biancaneve 2.0” con i ragazzi della “Rodari- Marconi”

Un tripudio di applausi e complimenti per i ragazzi dell’I.C. “Rodari - Marconi” di Porto Sant’Elpidio, che lo scorso venerdì sera hanno debuttato con lo spettacolo “Biancaneve 2.0 - Una favola molto social”.

 

Porto Sant'Elpidio. Teatro Delle Api sold out per “Biancaneve 2.0” con i ragazzi della “Rodari- Marconi”

Lo spettacolo è la conclusione dei cinque laboratori avviati nei mesi scorsi in contemporanea presso la scuola media: laboratorio di Teatrino dei Burattini con la Prof.ssa Rosalba Stortini; laboratorio di scenografia con la Prof.ssa Sara Trasatti; laboratorio di canto corale con la Prof.ssa Daniela Fiorani; laboratorio di danza con la coreografa e ballerina Marisa Di Cecca; teatro e recitazione con l’attore e regista Luca Vagnoni.

Di vitale importanza per la riuscita del progetto e dello spettacolo finale il prezioso apporto e contributo dato dalle Professoresse Claudia Antognozzi, Chiara Vitali, Angela Mundo, Patrizia Papili, Fabiola Tarantini e Paola Mattiozzi e dalle educatrici Jessica, Laura, Pamela e del personale Ata.

Inoltre un prezioso staff di collaboratori e tecnici esterni hanno dato valore aggiunto all’opera: i tecnici audio e luci Simone Agostini e Matteo Fadi; Manuel Coccia assistente tecnico di scena e regia; Clarita Baldoni per i costumi degli attori; Alessia Rivosecchi per i trucchi di scena e Simona Cellini per le acconciature.

La Dirigente scolastica Gentili, che ha creduto fortemente in questo progetto in continuità con la Preside D’Ercoli, ha avuto parole di apprezzamento ed elogio per tutti i ragazzi e le persone che hanno lavorato all’iniziativa. Un ringraziamento speciale va anche al Comune per aver messo a disposizione gratuitamente il teatro e a Massimo Stabile, custode del teatro.

La serata, aperta dai ragazzi del Teatro dei burattini che hanno raccontato in una versione davvero emozionante la storia originale di Biancaneve è proseguita con la storia animata dai giovani attori, ballerini e cantanti, basata sulla sceneggiatura originale di Luca Vagnoni, che ha curato anche la regia dello spettacolo, e che racconta di una Biancaneve e di una Strega molto social, che non si sopportano come nel classico, prese stavolta in una gara tra chi ha più followers e like su facebook e Instagram e da lì, si snoda tutta la vicenda tra principesse di nuova generazione, due principi azzurri di troppo, sette nani fuori dal comune e una matrigna ringiovanita arrabbiata con i buoni e un IPhone delle mie brame che pare aver rimpiazzato il classico specchio. Il tutto condito con le canzoni senza tempo degli Abba. Gli attori affiancati da uno strepitoso corpo di ballo ed un coro di tutto rispetto hanno dato vita a questo spettacolo che si è guadagnato applausi e risate a scena aperta. E dato il grande successo, si parla già di bis a settembre.

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Data pubblicazione : 09/06/2018 15:49
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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