Istruzione
Fermo. Scuola ancora aperta alla Luigi Salvadori grazie al progetto di inclusione sociale

Da lunedì 11 giugno, per tre settimane, dal lunedì al venerdì mattina, presso la Scuola Primaria Luigi Salvadori dell'ISC Fracassetti Capodarco, sono iniziate le attività per l'attuazione del Progetto 10.1.1A-FSEPON-MA-2017-12 INCLUSIONE SOCIALE – LIDO S. TOMMASO.

Fermo. Scuola ancora aperta alla Luigi Salvadori grazie al progetto di inclusione sociale

Si tratta di moduli per attività sportive (rugby), per il potenziamento delle competenze di base nella lingua italiana L2 e nell'area linguistico-espressiva e musicale con l'obiettivo di ridurre la dispersione scolastica mediante il rafforzamento delle competenze di base attraverso l'attivazione di laboratori linguistici ed il miglioramento del benessere psico-fisico e delle capacità relazionali attraverso la promozione della pratica sportiva e musicale. L'avviamento alla pratica sportiva del rugby, rivolto sia ad alunni di scuola primaria che della scuola secondaria, consente di promuovere comportamenti socialmente corretti e di sviluppare il senso di responsabilità attraverso i valori insiti nella natura del gioco del Rugby, il rispetto delle regole e degli altri, il piacere di impegnarsi per ottenere i risultati, il dedicare l'iniziativa individuale ad una causa comune.

 

Il progetto è rivolto in particolare agli alunni del plesso Luigi Salvadori, situato nel quartiere di Lido Tre Archi e per favorire l'integrazione è esteso anche agli alunni del plesso San Michele Lido.

Gli alunni, circa settanta di scuola primaria e venti di scuola secondaria di primo grado, partecipano a corsi di potenziamento delle competenze linguistiche, a laboratori musicali e a corsi di avviamento alla pratica sportiva del rugby.

 

Alla realizzazione del progetto hanno contribuito altre istituzioni scolastiche, Il Liceo Artistico "Preziotti" di Fermo e l'IPSIA "U. Ricci" di Fermo, il comune di Fermo, la Fermo Rugby ASD e la parrocchia di San Tommaso di Canterbury che ha messo a disposizione degli spazi per l' attività motoria e sportiva.

 

Ancora una volta, le scuole dell'ISC Fracassetti, si pongono come luogo di accoglienza, confronto, conoscenza, esperienza, dialogo, integrazione, valorizzazione delle diverse culture, adeguando i propri interventi educativi e formativi, sollecitando l'alunno ad una sempre più complessa riflessione sulla realtà stessa, su di sé e sui valori irrinunciabili che devono guidare ogni scelta di sviluppo e di progresso. Tutto ciò per dare sostanza ai valori di riferimento condivisi dagli insegnanti dell'Istituto ed esplicitati nel Piano dell'Offerta Formativa: la Persona al centro dell'operato della Scuola, l'Integrazione intesa come positività e ricchezza della diversità, la Creatività intesa come curiosità di scoprire ed entusiasmo nello sperimentare nuove strade, la Legalità, la Condivisione, la Bellezza nell'arte e nella scienza.

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Data pubblicazione : 12/06/2018 11:02
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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