Istruzione
Progetto Erasmus +. Una delegazione internazionale ospite della Camera di Commercio di Fermo. "Insieme per nuove strategie di crescita"

Sviluppare le capacità e le opportunità che derivano dal lavoro di gruppo e capire come porre le basi per una crescente cooperazione tra camere di commercio, imprese, istituzioni e mondo della scuola. Un progetto finanziato con i fondi europei in cui la Camera di Commercio di Fermo ha creduto sin da subito contribuendo alla sua nascita e crescita. Un'opportunità nel panorama europeo che il Fermano non si è lasciata sfuggire. 

Progetto Erasmus +. Una delegazione internazionale ospite della Camera di Commercio di Fermo.

Questa mattina la sala conferenze della Camera di Commercio di Fermo ha ospitato il quarto appuntamento inserito nel progetto “Wobuvet Erasmus + Wobuvet”. Ospiti le delegazioni della  Camera di Commercio della Boemia Centrale, della Scuola di Formazione Emil Kolbhen di Rakovnik nella Repubblica Ceca e della Camera di Commercio di Prahova in Romania. Quello di oggi è stato un primo momento di confronto e benvenuto, per dare il via ad un percorso di approfondimento e conoscenza del territorio e del suo tessuto imprenditoriale, culturale e turistico che proseguirà nei prossimo giorni.

 

“Grazie per la vostra collaborazione - ha spiegato il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista dando il benvenuto ufficiale agli ospiti - l'amicizia che si è venuta a creare tra tutte le realtà che partecipano a questo progetto rappresenta un grande valore aggiunto. Un lavoro che viene portato avanti in stretta collaborazione con le scuole fermane. Il progetto Erasmus plus è particolarmente importante per i tempi che stiamo vivendo, in una società globalizzata sia dal punto di vista economico che sociale. Chi ha responsabilità formative o istituzionali deve preparare i giovani a saper cogliere le opportunità per poter conoscere il mondo, non solo con rapporti con il proprio territorio o regione, ma con l’intero tessuto economico e sociale internazionale”.

 

Un progetto che vede, come delegato per la Camera di Commercio di Fermo, il consigliere Giancarlo Fermani: “E’ un piacere rivedervi per la quarta volta, una nuova occasione di confronto che ci vede lavorare in uno spirito di squadra”. Un percorso di scambio fatto di conoscenza reciproca dei territori come spiegato dal dirigente della Camera di Commercio Domenico Tidei: “Uno scambio di esperienze per migliorare tutti insieme. Per questo ritengo sia importante, per la crescita del settore, un percorso come quello dell’alternanza scuola lavoro e voglio dunque presentarvi l’esperienza della visita al Micam di Milano da parte delle nostre scuole”

E proprio gli studenti e gli insegnati del Progetto MICAM sono stati tra i protagonisti della mattinata con la professoressa Maria Grazia Fabbioni e gli alunni Flavio Mazzocchetti e Ludovica Beltrami del Liceo Economico Sociale Annibal Caro che hanno presentato le loro idee per il distretto calzaturiero. A relazionare anche il presidente Massimo Rossi per l'Ipsia e la dirigente dell'ITET Carducci Galilei Cristina Corradini che ha raggiunto la delegazione nel corso della mattinata.

 

Un progetto coordinato da Vladislava Sizlingova della Camera di Commercio Centrale della Boemia: “Abbiamo deciso di portare  con noi questa volta anche alcuni imprenditori, come ad esempio il proprietario di una importante società di costruzioni e uno specialista del vino che vorrebbe provare e scoprire i vostri prodotti anche per avviare nuovi contatti. C'è davvero molto da vedere qui. Siamo quasi alla fine purtroppo di questo progetto che terminerà ad ottobre 2018, cercheremo delle soluzioni per continuare visto che tanto ancora si può fare”.

 

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Data pubblicazione : 14/06/2018 17:12
Scritto da : Redazione
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  • l'osservatore fermano 05/08/2018 09:43 - #4
    Perchè questa situazione non è stata affrontata in modo "classico" (il riferimento non é casuale) chiedendo aiuto ad un sommo filosofo vissuto circa 2500 anni or sono ad Atene ? "I problemi hanno sempre tre soluzioni: la mia (desidero restare dove sono adesso)-la tua ( è necessario spostare la sede del liceo) - la terza è quella giusta (restaurare e rendere sicure le nostre scuole)". E' dimostrato che la sede del classico è sicura;l'unico rischio proveniva dal campanile a vela della chiesa adiacente che è stato messo in sicurezza; anche l'ITIS è sicuro ad eccezione delle due aule parte integrante della adiacente chiesa di S.Agostino e solo lei, a suo tempo, è stata messa in sicurezza. Mi sono diplomato all'ITIS Montani nel '64 e ricordo ancora le mattinate passate al Girfalco (in cinque minuti eravamo lì) con le ragazze e i ragazzi del classico e si socializzava chiacchierando. Non era ozio ma dolce fare niente "costruttivo". I ragazzi, soprattutto oggi, hanno bisogno di luoghi belli dove passare le ore che rimarranno per sempre impresse nella loro memoria ; allora possiamo ammettere che scuole come il classico o l'ITIS non avrebbero senso se allocate nell'estrema periferia, nel nulla? Vengono in mente i palazzoni delle periferie industriali da dove si va e si viene solo con mezzi pubblici e ci si vive solo per il necessario. Mancano le vie di uscita per l'emergenza? Realizziamole così come qualsiasi altra necessità relativa alla sicurezza; i soldi da quel che si legge non sono un problema e le tecnologie attuali permettono di realizzare qualsiasi cosa , basta volerlo! E siamo ancora in tempo. Le scuole sono il cuore pulsante di ogni comunità e devono esserne parte integrante. Mi viene anche in mente la Ugo Betti dove tante generazioni di fermane/i , adolescenti, hanno frequentato le medie : una bella e fornita palestra,la scalinata in marmo veramente imponente e il lungo e largo corridoio da dove si entrava nelle aule e nel bel mezzo l'ufficio del Preside,dove spesso e volentieri qualche alunno era in attesa di essere ricevuto(erano dolori), in compagnia di un "bidello" che lo confortava , senza dimenticare il custode all'ingresso della scuola che vigilava su tutto e tutti. In due anni quante cose si sarebbero potute realizzare e caso unico con il consenso di quasi tutti i cittadini fermani!
  • roba da matti 16/07/2018 21:01 - #3
    Il classico non è vecchio, è antico ! Il classico è antico come Fermo, come i palazzi più belli che ci sono in Italia ! Ed è situato in un palazzo bellissimo, nobile, solido, con un significato, sia come costruzione, sia come posizione, al centro della vita cittadina. Ci sono molte aule luminose , molte a misura di una classe con numeri umani, ma sempre, sempre, sempre migliori di quelli di qualsiasi nuova scuola, che in pochi anni si degrada, vedi ragioneria e scientifico, edifici di una bruttezza e trascuratezza uniche. Per non parlare della bellissima biblioteca, con volumi rari e antichissimi, degli spazi comuni a misura d'uomo, in cui ci si incontra, non ci isola in anonimi corridoi. Bisognerà fare un corso a certi genitori, che capiscano a che tipo di scuola iscrivono i loro figli ! Anche Fermo è antica, la vogliamo abbattere o tenerla come museo ? Aspirazione di gente incolta e con scarsa sensibilità etica, estetica e sociale, in genere gente molto egoista. Certo, dal sindaco tutti si aspettavano di rimettere presto e bene in piedi l'edificio storico dell' Ugo Betti, impareggiabile e unica scuola media, che sarà rimpianta per generazioni, come è già rimpianta da alunni e insegnanti, e che difendesse a spada tratta il liceo classico nel cuore di Fermo: così non è stato, la storia darà il suo giudizio sui piccoli personaggi che, purtroppo, hanno avuto in mano il futuro di Fermo e il futuro dei nostri giovani.
  • franco 05/07/2018 20:11 - #2
    ILOCALI DEL CLASSICO NON SONO IDONEI DA TEMPO PER UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA, NON TAPPIAMOCI GLI OCCHI.AULE SEMI INTERRATE, FORTE UMIDITA', MANCANZA LABORATORI E PALESTRA IDONEI. ORAMAI E' UN FABBRICATO VECCHIO DA DISMETTERE. INUTILE INSISTERE
  • un fermano 28/05/2018 22:13 - #1
    Non riesco a capire quei genitori che , pur credendo che i loro figli siano in pericolo di vita andando al liceo classico di Fermo, hanno continuato a mandarli l'anno scorso e quest'anno, in massa, persino i più scalmanati e terrorizzati: nessuno si è ritirato, nessuno. Si vede che poi, alla fine, tutta questa paura è solo strumentale, a che cosa , si vedrà, forse mania di protagonismo, delirio di onnipotenza, disagi psicologici. Non è gente che ama Fermo, di sicuro.
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