Lavoro
Fermo. Alternanza scuola-lavoro: l'esperienza vincente che traghetta le imprese verso il futuro

Da un lato del tavolo cinque Dirigenti scolastici di Fermo, dall’altro Imprenditori associati a Confindustria Fermo. Due tavoli distinti che in realtà, parola dopo parola, si sono amalgamati. E non poteva essere diversamente, perché il convegno organizzato dal Comitato Piccola Industria, presieduto da Fabrizio Luciani, aveva come titolo: "Alternanza scuola lavoro, una didattica per lo sviluppo del Paese".

Fermo. Alternanza scuola-lavoro: l'esperienza vincente che traghetta le imprese verso il futuro

Due mondi che Confindustria ha riunito per un confronto. Esperienze, problemi, potenzialità, ogni aspetto è stato affrontato, grazie anche al contributo degli studenti che hanno già passato ore all’interno delle imprese dopo essere usciti dalle aule.
“In giornate come questa costruiamo itinerari che forniscono ai ragazzi opportunità occupazionali. A voi mi rivolgo – ha sottolineato Giampietro Melchiorri, presidente di Confindustria Fermo – per spingervi ad essere coraggiosi e a seguire le parole di Papa Francesco: memoria, per imparare dal passato, coraggio, per affrontare il presente, e speranza, per guardare al futuro”.
Il presidente della PI Fabrizio Luciani ha ribadito: “Tutti vogliamo una scuola di qualità. Ma ognuno deve fare la sua parte. La scuola vi prepara, ma voi ragazzi dovete poi aiutare la scuola con quello che apprendete in azienda. Lo scambio di conoscenze tra i nostri due mondi, sempre più vicini, deve essere costante”.
Diego Mingarelli, Presidente regionale della Piccola Industria vuole raggiungere un traguardo: “Fino ad oggi le migliori esperienze a livello nazionale di alternanza scuola lavoro hanno visti primeggiare le grandi aziende, i gruppi con migliaia di dipendenti. Noi dobbiamo essere bravi a diventare un modello. Con l’impegno dei ragazzi, con la loro creatività e curiosità ci riusciremo”. Mai giovani non devono avere timore di mettersi in mostra, di farsi valere: “Dovete contaminare il nostro mondo” ribadisce Graziano Di Battista, Presidente Unioncamere Marche.
Le due relazioni dei responsabili nazionali del progetto di formazione ed education, Bruno Scuotto, Vicepresidente nazionale PI Confindustria, e Carmela Mazza, Area lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, sono servite per inquadrare la realtà. Che cresce con numeri importanti, ancora di più dopo la decisione del Governo che ha inserito l’alternanza tra i pilastri della Buona Scuola, con tanto di incentivi per le imprese che assumono. “Passeremo da 270mila a oltre un milione di alunni coinvolti che passeranno tra 200 e 400 ore nelle nostre imprese”. Un tempo lungo, che va gestito al meglio: “Noi vi stiamo dando una speranza, non dimenticatelo. L’alternanza è il miglior modo per dare un contributo al territorio, per legare la conoscenza alla produttività” ribadisce Scuotto. La Dottoressa Mazza ha puntato il focus sull’uso di ‘co’ da abbinare a progettazione, valutazione, gestione: “Dobbiamo lavorare insieme con sempre maggiore sinergia tra impresa e scuola. Quando i ragazzi tornano in classe dopo il periodo in azienda hanno ampliato il proprio pensiero. Vanno oltre la quantità e passano alla qualità dello studiato, perché ne vedono subito la messa in pratica”.
Non facile raggiungere questo equilibrio, lo riconoscono, stimolate dal moderatore, il giornalista Raffaele Vitali, le Dirigenti Margherita Bonanni, Iti Montani, Stefania Scatasta, Ipsia Ricci e Liceo Artistico Statale Preziotti-Licini, Cristina Corradini, Itcgt Carducci-Galilei, Marzia Ripari Liceo Scientifico T.C. Onesti, e il Dirigente Piero Ferracuti del Liceo Classico Annibal Caro. Loro spendono risorse e tempo sulla progettazione, assieme ai docenti tutor, per preparare al meglio i ragazzi.
Le esperienze raccontate dagli alunni che i dirigenti hanno scelto per spiegare quello che fanno durante le ore di alternanza fanno ben sperare: “Ho subito capito che lo studio dell’economia aziendale all’Itcgt mi avrebbe permesso di capire le dinamiche di un’azienda importante come Guardiani che mi ha ospitato”. Ma esperienza vincente anche per chi come Arben Ismani ha affrontato due esperienze diverse in aziende iper tecnologiche “capendo che la vera difficoltà poi è tornare a scuola dopo aver visto mezzi così complessi”. Due esempi di alternanza che funziona, quella che vogliono gli imprenditori.
Alvaro Cesaroni, Sigma Spa, nella sua azienda in cui la tecnologia è come l’aria che si respira, negli ultimi anni ha dato spazio a 25 alunni. Alcuni hanno trovato posto nella azienda: “Questo progetto è costruito sulla persona, ma va coordinato al meglio legando tutor aziendali e docenti senza passaggi intermedi che fanno perdere tempo tolgono chiarezza”. Da Cesaroni anche una sollecitazione: “Non concentriamo le ore tra Gennaio e Marzo, spalmiamole, si darà modo ad alunni e imprenditori di relazionarsi meglio”. Gianni Giannini, Doucal’s Srl, è un imprenditore calzaturiero della fascia lusso, che coniuga tradizione e artigianalità: “Vi invito ad anticipare le vostre scelte, a capire prima possibile quale strada intraprendere. Ma questo è un lavoro che va fatto anche con le famiglie, che devono comprendere come l’impresa locale possa essere un obiettivo per il proprio figlio. E non perché si deve accontentare, ma perché qui trova potenzialità enormi”. Anche nel settore agroalimentare, come spiega Graziella Ciriaci, dell’omonimo salumificio, c’è spazio per chi porta idee nuove: “Da noi lavorano generazioni di dipendenti perché hanno trovato una impresa sana, ma anche un luogo dove si fa formazione e ricerca. Lo facciamo sui nostri prodotti, lo facciamo con l’Università, lo facciamo con voi ragazzi”.
La chiusura del convegno, in cui i dirigenti scolastici hanno messo in mostra le proprie eccellenze, è stata affidata alle referenti dell’ufficio scolastico. Al Dottoressa Carla Sagretti ha aperto alla richiesta degli imprenditori: “Pensiamo a un progetto che coinvolga i docenti tutor in azienda. Le due realtà così si capiranno meglio e i ragazzi ne guadagneranno. Lavoriamoci, a Pesaro l’hanno fatto, ora Confindustria Fermo può essere il collettore”. Mentre la Dottoressa Giovanna Pinto, in rappresentanza del provveditore Marco Ugo Filisetti ha ribadito l’importanza del ‘co’: “Coprogettazione, cogestione, covalutazione, tre parole che ridurranno la dispersione scolastica e che faranno delle Marche un modello vincente”.

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Data pubblicazione : 19/10/2016 10:22
Scritto da : Redazione
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