Lavoro
Non è tutt'oro ciò che luccica. Cgil Marche risponde a Ceriscioli: "Disoccupazione in calo, ma peggiora la qualità del lavoro e i salari restano bassi"

"Il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha commentato i dati su occupati e disoccupati nel secondo trimestre del 2018 con toni particolarmente trionfalistici. L’ottimismo non fa certo male, ma occorrerebbe approfondire meglio l’argomento e fare un’analisi più approfondita della situazione del mercato del lavoro". Comincia così la replica della Cgil regionale a Ceriscioli che nei giorni scorsi si era mostrato entusiasta per la discesa del tasso di disoccupazione nella nostra regione al 7,7%, dato che posiziona le Marche sopra a Umbria, Lazio e persino Liguria e Piemonte e in generale a ridosso delle migliori regioni del Nord.

Non è tutt'oro ciò che luccica. Cgil Marche risponde a Ceriscioli:

"E’ indubbio che ci sia stato un aumento del numero delle assunzioni e dell’occupazione complessiva, come abbiamo più volte evidenziato, così come è innegabile il calo della disoccupazione - prosegue la nota -. Tuttavia è altrettanto evidente il peggioramento della qualità del lavoro, sempre più precario e di breve durata. Ciò trova conferma nell’analisi dei dati del rapporto Inps sulla precarietà, che evidenzia come le Marche siano la terza regione nella classifica della precarietà dei contratti attivati, come più volte abbiamo sottolineato".

 

"Esiste, poi, il problema dei bassi salari: anche in questo caso i dati Inps sulle retribuzioni dei dipendenti ci dicono che, nelle Marche, il salario medio annuale si attesta ai 19.422 euro, ben 2.000 euro sotto la media nazionale - prosegue la Cgil -. Dall’indagine sull’economia delle Marche presentata dalla Banca D’Italia emerge che le aziende esaminate sono tornate ad avere una redditività ai livelli pre-crisi, ma questa non si è trasformata nè in maggiore occupazione nè in maggiori salari e investimenti. In un quadro in cui la ricchezza prodotta non si trasforma in fattori di crescita e di sviluppo si pregiudica il futuro di questa regione".

 

“Attenzione, allora, ad esaltare il modello produttivo marchigiano che invece, proprio su questi aspetti, sconta ritardi e difficoltà - commenta Daniela Barbaresi, Segretaria generale di Cgil Marche -. Tutto ciò meriterebbe riflessioni approfondite e proposte coraggiose. Per la Cgil è necessario affrontare i numerosi problemi cercando innanzitutto di non negarli“.

"Va peraltro ricordato che, nel nuovo settennato di programmazione, l’Unione Europea ha declassato le Marche da regione sviluppata a regione in transizione - sottolinea Giuseppe Santarelli, segretario regionale dell Cgil -: anche questo non è certo un elemento trascurabile, che conferma il bisogno di aprire un’analisi profonda sullo stato economico e sociale della nostra regione”.

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Data pubblicazione : 11/10/2018 11:32
Scritto da : Redazione
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