Lavoro
Otto marchigiani nel nuovo Comitato Direttivo di Cgil

Ci sono molti marchigiani ai vertici dell'organizzazione nazionale della Cgil, eletti insieme al segretario generale Maurizio Landini, che prende il posto di Susanna Camusso.

Otto marchigiani nel nuovo Comitato Direttivo di Cgil

Sono otto i marchigiani nel nuovo Comitato Direttivo: Daniela Barbaresi, attuale segretaria Cgil Marche, Elisabetta Ballini, delegata di Nidil (lavoratori atipici), Elio Cerri, segretario dei pensionati marchigiani, Rachele Romagnoli, delegata della Filt (Trasporti) e Daniel Taddei, segretario Cgil Macerata. Fanno parte del Direttivo anche le figure che da tempo ricoprono prestigiosi incarichi nazionali: Roberto Ghiselli, riconfermato nella segreteria nazionale della Cgil, Maria Grazia Gabrielli, attuale segretaria nazionale della Filcams e Gianni Venturi, componente della segreteria nazionale della Fiom. Sono ben 13 i marchigiani eletti nell'Assemblea Generale, l'organismo composto per oltre la metà da delegati di luogo di lavoro: Piero Arduini, Pierluigi Berionni, Caterina Campolucci, Teresa Cirillo, Gabriella Pilesi.
   

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Data pubblicazione : 26/01/2019 18:52
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • ERNESTO CHE

    27-01-2019 17:10 - #1
    Allora siamo in una botte di ferro. Lavoro,lavoro,lavoro e tutele a josa per i pochi lavoratori rimasti. Ha ragione Landini che fino a jeri parlava di redditto per i lavoratori che non hanno più lavoro ed oggi dice che il reddito di cittadinanza è una vergogna. Sosteneva che la legge Fornero era da abolire perché eravamo il paese con la più alta età pensionabile, una vergogna ed una ingiustizia, ed oggi dice che la riforma della Fornero è una stronzata. Con tutto il rispetto di Landini e sindacato connesso, quando si rappresenta i lavoratori e si parla occorre mettere in sintonia il cervello con la bocca altrimenti si fanno solo grandissimi danni. La gente è disorientata, perde quel poco di fiducia che aveva nel sindacato e considera questo atteggiamento ostile frutto solo di aver mal digerito (sindacati compresi) un cambio di governo,inaspettato. Seguire da parte del sindacato l'autolesionismo del PD che non vuole capire che con gli avversari politici si dialoga e non si insultano un giorno si e l'altro pure quanto fanno è finire ad essere insignificanti ed una testimonianza. Avrei gradito che Landini, con forza, avanzasse una idea per un sindacato diverso, con un ruolo diverso e non le solite litaniee contro chi governa che è bene ricordarlo rappresentano (bene o male) chi li ha votati e non nominati. Caro compagno Landini se la sinistra ed il sindacato non cambiano il loro atteggiamento (purtroppo) dovremmo tenerci Salvini e Di Maio a vita. Molti speravano che dopo la insignificante Camusso ci fosse un cambio in meglio, l’inizio non è dei più incoraggianti…!!!!! Speriamo in tempi migliori…..!!!
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