Politica
“L’Euf ha fatto il massimo per trattenere Beni Culturali a Fermo?”. L’intervento del consigliere provinciale, ex sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio

Leggo sulla stampa locale della chiusura, già dal mese di luglio, dei corsi universitari di Beni Culturali: triennale, specialistica e scuola di specializzazione; un totale di circa 200 alunni che animano ed hanno animato la città di Fermo anche con loro iniziative. L’Università di Macerata aveva scelto di decentrare tutta l’offerta formativa di Beni Culturali su Fermo, addirittura creando con il Ministero dei Beni Culturali una scuola di specializzazione post-universitaria, la Facoltà ed il Dipartimento di Beni Culturali, grazie all’ex Rettore Sani ed al prof. Montella; quest’ultimo ha cresciuto a Fermo una squadra di giovani e capaci docenti e ricercatori.

“L’Euf ha fatto il massimo per trattenere Beni Culturali a Fermo?”. L’intervento del consigliere provinciale, ex sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio

Sono state create, inoltre, forti sinergie con tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali organizzando eventi che hanno valorizzato il patrimonio storico, artistico e culturale locale. Oggi è tempo di crisi economico-finanziaria si taglia sulla cultura. Probabilmente le nuove normative (criteri e parametri che impongono un numero minimo di docenti, di studenti e di professori associati e/o ordinari) ed i tagli di spesa pubblica hanno imposto una razionalizzazione ed a farne le spese è stata proprio Fermo con la chiusura di Beni Culturali. Mi domando, quanto spende la Regione Marche per sostenere la scuola di giornalismo? Quante volte lo Stato o la Regione Marche si sono ricomprati il villaggio degli studenti ad Urbino per ripianare i debiti? Si può continuare a lungo!

La domanda che molti si pongono è se l’EUF ha fatto il massimo per trattenere Beni Culturali a Fermo ! Se le istituzioni locali ci credono veramente o se ne infischiano.

Per far cessare queste deleterie dicerie bisognerebbe  (forse è stato già fatto, ma nessuno ne è a conoscenza) presentare una concreta proposta, partendo dall’analisi delle criticità.

Ma andiamo ad analizzarne una ad una:

1)   Numero studenti: il numero in assoluto sarebbe sufficiente, ma depurandolo da quelli “impuri”, così li definisce la legge, non lo è più. Si può superare il problema con l’interclasse insieme al turismo; in questo modo sarebbero sufficienti docenti e studenti.

2)   Numero docenti: con l’interclasse sarebbero sufficienti, ma quelli di turismo non vogliono venire a Fermo, che convenienza ne hanno? Poi, dicono i maceratesi, quando è stata proposta l’interclasse , l’EUF non l’ha accettata; ora cosa va cercando?

3)   Numero professori ordinari e/associati.

Tutta l’Università di Macerata ha risorse per promuovere solo 15 ricercatori. Per promuovere altri 6 ricercatori ad associati, o 6 associati ad ordinari, la spesa oscillerebbe tra le 120.000 e 140.000 euro. Se l’EUF dovesse proporre un rinnovo della convenzione  con un  compenso di 180-190.000 per ogni anno, potrebbe consentire la promozione di altri 6 docenti; sono convinto che avrebbero fatto carte false per venire a Fermo, anche quelli più ostici, perché avrebbero un avanzamento di carriera ” a vita natural durante”.

Quindi proponendo un rinnovo della convenzione che garantisca il pagamento del debito pregresso in un numero di anni congruo per entrambi, ed un compenso di 180-190 mila euro, forse Macerata avrebbe chiuso ugualmente i corsi a Fermo, ma qualche problema l’avremmo creato e nel senato accademico gli “amici” di Fermo si sarebbero battuti per evitare la chiusura. Al  senato accademico, invece, una proposta dell’EUF non è mai arrivata. Ma c’è una reale proposta da  parte dell’EUF? Se c’è, perché l’Università la tiene nascosta?

In molti si chiedono perché è stata fatta la battaglia per la Provincia di Fermo?

L’Università di Macerata ha preteso fortemente,  condizionandone la presenza a Fermo, aule, biblioteche, libri, sale multimediali, aula magna, mensa scolastica, casa dello studente, ecc., che hanno comportato spese rilevanti per la comunità locale.  L’amministrazione comunale sta pagando e pagherà ancora per parecchi anni i relativi mutui. Ora se ne possono andare così dolcemente? La convenzione è stata analizzata attentamente? Solo una proposta credibile potrà, se non altro, provare a far saltare la chiusura di Beni Culturali a Fermo.

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Data pubblicazione : 02/03/2014 10:30
Scritto da : Saturnino Di Ruscio, Consigliere Provincia di Fermo
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