Politica
Il Gruppo Consiliare Montegiorgio in Movimento sulla “riforma” delle province

Il nostro gruppo consiliare si è sempre adoperato per un’azione politica fuori dalle logiche dei grandi partiti, che hanno sfornato la tanto decantata “riforma” delle province (L. Renzi/Delrio n. 56/14). I militanti del partito unico dalle due coalizioni (PD, Forza Italia e formazioni satellite) si sbracciano per dimostrarne la portata rivoluzionaria, ma riteniamo sia nostro dovere informare i cittadini sui reali contenuti. In pratica cosa cambia dopo questa “riforma”?

Il Gruppo Consiliare Montegiorgio in Movimento sulla “riforma” delle province

Quando monta la rabbia popolare, la classe dirigente, che controlla tutti i mezzi di informazione, dirotta tale rabbia verso piste marginali o addirittura che le portano ancora più potere!
E’ quanto è capitato per le elezioni delle province: togliamo gli elettori, i manifesti, le liste dei candidati affisse pubblicamente… cosa resta? I partiti! Presidenti e consiglieri provinciali non saranno più votati dal popolo ma da sindaci e consiglieri comunali, e oltre a loro possono essere eletti gli amministratori provinciali uscenti. In questo modo le segreterie del partito unico dalle due coalizioni riescono a far occupare tutte le poltrone a chi è a loro gradito, sulla base di accordi fra partiti o fra correnti dello stesso partito il cui contenuto sfugge ai cittadini! Se non riuscivano infatti a controllare interamente il voto del popolo, riescono a controllare con facilità il voto dei sindaci e consiglieri eletti nelle loro file, che per colpa della retorica del voto utile sono la quasi totalità! Figuriamoci ad esempio se un consigliere comunale del PD non voti secondo le indicazioni della segreteria PD!
Se votasse il popolo potrebbe essere eletto un candidato che non gode particolarmente dell’appoggio del suo partito, ma che controllerebbe la gestione della cosa pubblica divulgando ai cittadini ogni informazione, anche la più scomoda per la classe dirigente! Oppure un esponente di un partito piccolo non appartenente ad una delle due coalizioni, che racconterebbe ai cittadini una versione dei fatti diversa dalla loro! Ma adesso le segreterie di partito non corrono più rischi e il loro potere cresce!
Tutto è stato fatto con l’approvazione della gente, la cui rabbia è stata dirottata contro i politici eletti dal popolo, che ha quindi accettato supinamente, quando il 25 maggio è stata chiamata a votare per le europee, di non votare anche per le province. Complice anche la presa in giro dell’abolizione! Con quanta insistenza i mezzi di comunicazione hanno detto e ridetto: “province abolite”, con tanto di stime di risparmi alle casse statali! Ma se le province fossero state davvero abolite (o almeno svuotate di funzioni) perché mai tra il 28 Settembre e il 12 Ottobre, si vota per i presidenti, da rinnovare ogni 4 anni, e per i consiglieri, da rinnovare ogni 2 anni, delle 64 Province italiane? E perché mai i tre organi delle province, che sono, oltre al Presidente e al Consiglio, anche l’Assemblea dei sindaci (in Provincia di Fermo il Consiglio sarà di dieci e l’Assemblea dei sindaci di quaranta membri) usufruiranno del pagamento di tutti gli oneri connessi al loro status di amministratori compresi permessi retribuiti e ricchi rimborsi?
I cittadini che ancora credono all’abolizione potrebbero farsi una passeggiata intorno agli stabili che ospitano gli uffici provinciali, o visitare i relativi siti internet, per rendersi conto che l’unica cosa abolita è il loro voto.
Possibile che le province non sono state svuotate dello loro funzioni? Ma non è che le funzioni sono invece aumentate?
Le “riforma” prevede esercitino “funzioni di area vasta” (pianificazione di trasporti, ambiente, rete ed edilizia scolastica, ecc.), “funzioni diverse” attribuite da Stato e Regioni, ed eventualmente “funzioni di stazione appaltante”!
Inizialmente tutti i mezzi di comunicazione, con tanto di stime di risparmi, sostenevano che sarebbero restate solo le “funzioni di area vasta”! Ma le “funzioni diverse”, dopo una miriade di incontri e documenti, ad oggi sono le stesse in passato già esercitate, quindi tutto resta così com’è! Nei prossimi mesi qualcosa potrebbe cambiare? Forse, ma non quanto la gente si aspetta! Ad esempio la competenza dei Centri per l’impiego potrebbe tornare alla Regione come in passato! In ogni caso vi faremo sapere, ma intanto sappiate che l’enorme possibilità di esercitare “funzioni di stazione appaltante” è stata di recente incentivata da modifiche al Codice dei contratti. E’ così che nella Provincia di Fermo (come in molti altri casi in Italia) i Comuni, eccetto il capoluogo, non espleteranno più autonomamente nessuna gara, né per appaltare una grande opera né per comperare una sedia, perché se ne occuperà la Provincia!
Le funzioni, al momento, sono quindi aumentate e non diminuite! Ci fa gridare allo scandalo il fatto che la gestione delle gare sia stata spostata da un ente controllato direttamente dai cittadini a un ente non che non lo è! Anche se l’unica funzione delle province dovesse essere quella di gestire le gare dell’intero territorio rivendichiamo il diritto dei cittadini, e non delle sole segreterie di partito, di scegliere gli amministratori che controllino nella loro interezza i procedimenti di gara. La “riforma” della pubblica amministrazione (L. Renzi/Madia n. 114/14) riguarda anche le province?
Si, perché offre loro diverse possibilità, fra cui quella di assumere il 30% dei Dirigenti fuori dal ruolo e quella di costituire uffici di staff con retribuzioni sganciate dal titolo di studio, quindi un non laureato potrebbe essere pagato da dirigente, su incarico politico. Queste nuove possibilità, che non ci troverebbero d’accordo neanche se fossero a costo zero, comporteranno spese di cui nessuno ha informato i cittadini, che non potranno più neanche controllare questi nuovi incarichi! Sono infatti venute meno, ancor prima della Riforma del Titolo V Cost. che si preannuncia comunque improponibile, quelle regole di trasparenza e di dialettica maggioranza/opposizione che garantivano il passaggio di informazioni da dentro a fuori il palazzo!
La verità è che in Italia è in atto un grande attacco alla democrazia e la “riforma” delle provincie, così com’è, è parte di questo attacco!

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Data pubblicazione : 11/10/2014 09:46
Scritto da : Giuliana Nerla Capogruppo Consiliare Montegiorgio in Movimento
Commenti dei lettori
12 commenti presenti
  • Funzioni svolte dalle province

    20-10-2014 14:18 - #12
    Per capire che la provincia fa le gare per i comuni basta andare sul sito: http://www.provincia.fermo.it/sua?sezione=archiviati&tipologia=Lavori&anno=2014. Il DL IRPEF è stato tirato fuori erroneamente da qualche renziano in male fede, ma a me non serve leggere leggi, basta seguire il consiglio di MontegiorgioInMovimento che ricopio: i cittadini che ancora credono all’abolizione potrebbero farsi una passeggiata intorno agli stabili che ospitano gli uffici provinciali, o visitare i relativi siti internet, per rendersi conto che l’unica cosa abolita è il loro voto!
  • Giuliana Nerla

    19-10-2014 10:20 - #11
    Come scritto nell’articolo le votazioni che si sono concluse il 12 ottobre hanno riguardato 64 province. A queste aggiungiamo 8 città metropolitane (10 delle 107 province italiane sono state trasformate in città metropolitane, organismi i cui territori coincidono con quelli delle province e che, di fatto, avranno le stesse funzioni). Alcune province e città metropolitane voteranno alla naturale scadenza (a Pavia e Mantova, ad esempio, cade nel 2016) e in Sicilia il governo Crocetta ha bocciato la proposta di recepimento del ddl Delrio.
  • Domanda a spending review

    18-10-2014 15:49 - #10
    Ma quali servizi sono stati presi in carico dai comuni scusa?
  • Domanda

    18-10-2014 11:14 - #9
    Ma queste strane elezioni si sono fatte in tutte le province italiane?
  • spending review

    18-10-2014 09:30 - #8
    Di fatto l'ultima Legge di stabilità rende impossibile un funzionamento delle province come le abbiamo conosciute finora. I tagli saranno insostenibili e i servizi verranno presi in carico dai Comuni, già abbastanza tartassati
  • Avvocatessa

    13-10-2014 09:32 - #7
    Confermo la precisione dell’articolo di Nerla perché il DL IRPEF, in sede di sua conversione, ha ridato alle Provincie la Stazione unica appaltante (Decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89): “I Comuni non capoluogo di provincia procedono all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delle unioni dei comuni di cui all'articolo 32 D.L.. 267/00, ove esistenti …ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province …” Nel Fermano come un po’ ovunque non si è scelta la strada delle Unioni o di altra forma di soggetto aggregatore ma quella di ricorrere, per le gare, alla Provincia.
  • Andrea1970

    12-10-2014 15:15 - #6
    Ieri sono andato nel mio comune di residenza per chiedere informazioni su una gara e mi hanno detto che se ne sta occupando la provincia in qualità di stazione unica appaltante! Quindi chi ha tirato fuori il DL IRPEF ha detto una bugia! Quello che io ho saputo per caso tutti possono vederlo sul sito internet della Provincia! E grazie a Montegiorgio in movimento per quest'articolo!
  • Nerla è informatissima sulle competenze provinciali

    12-10-2014 14:24 - #5
    Il DL IRPEF, per quanto riguarda la stazione appaltante unica, è stato già contraddetto da altre leggi quindi non si applica. Chi vuole screditare l'unico articolo veritiero che si è visto, come questo, lo fa gridando davvero ai 4 venti notizie infondate.
  • Antonio

    12-10-2014 12:41 - #4
    Nerla, giustamente, parla solo di leggi effettivamente applicate e non di quelle che rimangono sulla carta! Chi continua a citare leggi rimaste sulla carta sostiene ancora che le funzioni delle province sono diminuite per far credere alla gente che ci governa fa qualcosa, ma basta farsi una passeggiata intorno agli uffici provinciali per vedere che Nerla ha ragione!
  • Nerla sbaglia sulle competenze provinciali

    12-10-2014 09:09 - #3
    Il DL IRPEF ha tolto alle province la stazione appaltante unica, si informi meglio prima di gridare ai 4 venti notizie infondate
  • Alle province sono rimasti i servizi

    11-10-2014 14:34 - #2
    Nessuno vuol farsi carico delle funzioni svolte ora dalle province è per questo che rimangono quasi inalterate fino all'approvazione della riforma costituzionale. Uomini e mezzi costerebbero di più ad altri enti, gli immobili passerebbero al demanio fino alla decadenza totale.... se non vi siete accorti siamo in un paese disgraziato. Lunga vita alle Province!
  • Cittadino

    11-10-2014 11:42 - #1
    Ci voleva proprio qualcuno che informasse i cittadini! Stufo di sentirmi prendere in giro da chi mi dice che, siccome non c'è più niente da gestire, chi si impegna ad amministrare la provincia è un volontario da ringraziare!
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