Politica
Regionali. Graziella Ciriaci annuncia la sua candidatura per Forza Italia con una lettera al territorio. "Troppo facile fare solo opposizione, ci vuole concretezza".

“Non è che non osiamo perché le cose sono difficili. E’ perché non osiamo che le cose sono difficili” Questa frase di Lucio Anneo Seneca è diventata per me una specie di motto personale che da sempre caratterizza la mia vita e che sicuramente ha rappresentato il mio comportamento nella società e nella politica. Per me fare politica significa intestarmi la volontà di risolvere i problemi delle persone. Non solo quelle che mi sono accanto ma anche tutte quelle che insieme costituiscono la bellissima comunità marchigiana. La gente non vuole soltanto la denuncia di quello che non va, e stare all’opposizione come ho fatto io in questi anni sarebbe stato facile farlo, le persone vogliono concretezza, programmi che possano rendere migliore la loro vita di ogni giorno, azioni che ripaghino il loro impegno civile di essere cittadini onesti, che pagano le tasse, che creano reddito con il proprio lavoro.

Regionali. Graziella Ciriaci annuncia la sua candidatura per Forza Italia con una lettera al territorio.

Ecco proprio per rispondere a questi obiettivi che ho deciso di ricandidarmi. Sono state moltissime le persone che me l’hanno chiesto e ritengo lo abbiano fatto perché hanno visto concretamente il mio impegno di consigliere regionale. Hanno visto come non abbia mai rinunciato a un confronto serio anche in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo che ha raddoppiato la disoccupazione giovanile, che vede il governo tagliare sempre di più i fondi per la regione e i comuni, che mette in difficoltà la formazione dei nostri ragazzi e gli aiuti alle nostre imprese.
Ecco penso che essere consigliere regionale significa ascoltare le istanze delle persone e tradurle in atti concreti.
In questa legislatura, oramai arrivata alla conclusione, ho presentato ben 40 proposte di legge, 53 mozioni, 55 atti tra interrogazioni e interpellanze, 12 risoluzioni e 8 ordini del giorno.
Forse per molti questi numeri significano poco ma per me e per lo staff che collabora con me hanno significato un grandissimo lavoro perché dietro ad ogni numero vi è stata una attenta valutazione di ascolto, di condivisione con i diretti interessati, di costruzione dell’atto e infine di soluzione del problema.
Questo per me è fare politica e questo per me significa fare il proprio dovere di amministratore. Gli argomenti che ho seguito sono stati moltissimi e hanno visto in prima linea i giovani, la famiglia, la sanità, l’agricoltura, le infrastrutture, il sociale, l’ambiente, le imprese e il territorio del fermano.
In questa legislatura ho ricoperto il ruolo di Vice Presidente della Commissione regionale Attività produttive. Un impegno che ha significato per me un grande lavoro ma che mi ha portato anche grandi soddisfazioni nella realizzazione di norme legate alle imprese, all’agricoltura, all’industria, al commercio e all’artigianato. Un lavoro di studio e approfondimento che si è tramutato nei tanti atti che ho sopra evidenziato.
Tre delle proposte di legge che ho presentato sono divenute leggi: “Interventi per combattere la povertà e il disagio sociale attraverso la redistribuzione delle eccedenze alimentari”; “Norme per il sostegno dei genitori separati e in divorziati in situazione di difficoltà”; “Disposizioni per il miglioramento della sicurezza stradale nella regione Marche”. Far approvare una proposta di legge presentata da un consigliere regionale di opposizione rappresenta una vera e propria impresa perché la maggioranza fa di tutto, ovviamente, per non farla approvare. Se questo è avvenuto è perché le proposte erano talmente giuste e condivisibili che la Giunta regionale le ha fatte proprie.
Con le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni ho posto i problemi più impellenti all’esame del Consiglio. Ho portato ad affrontare temi che avevano urgente bisogno di soluzione soprattutto quelli legati al territorio cui appartengo, il fermano, ma che a cascata ovviamente riguardano tutte le Marche. Come la situazione difficile legata al trasporto su rotaia che ogni giorno interessa migliaia di cittadini pendolari e che hanno visto la Regione intervenire poi con le Ferrovie dello Stato per trovare soluzioni adeguate, la chiusura degli uffici postali nei piccoli paesi, gli interventi per le imprese con i lavoratori messi in cassa integrazione, gli interventi a sostegno dell’agricoltura e la tutela del made in Italy, la questione del personale e delle funzioni delle Province che ho seguito in prima persona, le malattie come la celiachia, il diabete o la fibromialgia, l’ospedale di Campiglione di Fermo, il trasporto sanitario e gli ospedali delle zone montane, l’alluvione e le mareggiate che distruggono la nostra costa, la situazione di difficoltà dei pensionati, l’eradicazione del cancro del Kiwi, la lotta al punteruolo rosso, lo stoccaggio del gas naturale, i danni causati dalla fauna selvatica, il controllo del lupo, il fotovoltaico nelle zone rurali, la riconversione della Sadam, la specializzazione in Agraria per il Montani di Fermo, l’inagibilità delle strutture scolastiche e tanto altro ancora.
Molto ho fatto ma molto vi è ancora da fare. Ecco perché mi ripresento. Perché desidero proseguire il mio impegno insieme ai cittadini che rappresento e costruire con loro una Regione migliore.
Per questo ho presentato al mio partito, Forza Italia, una serie di punti programmatici che ritengo sia fondamentale concretizzare. Un progetto politico che assomigli al cittadino, che sia costruito sulle sue esigenze comuni e non realizzato nelle stanze della politica.
Serve un nuovo modello di sviluppo che veda al centro l’industria cogliendo tutte le proposte che arrivano dall’impresa, creare fiducia negli investimenti con misure anticongiunturali, riduzione del carico fiscale sulle imprese e sul lavoro, agevolare la politica delle esportazioni puntando all’aumento del grado di internazionalizzazione del sistema produttivo. Per i trasporti e i collegamenti serve potenziare i collegamenti ferroviari tra le città marchigiane, l’aeroporto di Falconara, snodo centrale anche per le relazioni con i paesi dell’est, il Porto di Ancona e gli approdi turistici di Porto san Giorgio, Numana e Pesaro e quelli pescherecci di Porto San Giorgio, San Benedetto del Tronto, Ancona e Pesaro.
Attivare un canale diretto con l’Europa per un Fondo europeo per lo sviluppo regionale che rispecchi le esigenze delle imprese, agevolare il credito alle aziende per farle crescere, investire nell’innovazione e nella ricerca; creare una autonomia energetica per le Marche che renda la nostra regione meno dipendente dall’esterno e le nostre imprese più autonome. Investire nella green economy anche come futuro lavorativo per i giovani. Creare una regione trasparente con meno burocrazia e più efficienza. Aiutare le imprese artigianali di piccole e medie dimensioni in sinergia con le associazioni di categoria. Continuare la battaglia per estendere stabilmente l’esenzione Imu ai terreni agricoli per i piccoli proprietari, molti dei quali sono pensionati e anziani. Favorire il percorso educativo alla cultura della campagna e del mondo agricolo con progetti che vedano la collaborazione delle associazioni e delle scuole.
Incentivare il lavoro e il ruolo del ‘tavolo verde’ fortemente voluto da Coldiretti marche. Aumentare la competitività ambientale per promuovere il territorio, l’ambiente come pilastro di tante economie come quella turistica e ricettiva.
Promuovere i farner market e la diffusione di prodotti agricoli a chilometro zero. Incentivare l’ospitalità e la trasformazione delle realtà agricole con progetti che agevolino la nascita di agriturismi. Agevolare il passaggio generazionale nelle imprese agricole per contrastare l’invecchiamento dell’età media degli agricoltori marchigiani.
Creare associazioni di categoria e servizi per gli agricoltori in una fase di ridefinizione e cambiamento del settore agricolo. Un concreto e corretto utilizzo di uno strumento essenziale come il PSR Marche 2014 – 2020.
Investire nella cultura e nelle tradizioni per intercettare i percorsi di sviluppo che sono nella regione. Europa per le piccole e medie imprese ipotecando ogni programma possibile e con velocità. Investire sui giovani e sulle loro creatività e potenzialità per vincere una sfida e scontarsi con i limiti e le competenze del mondo intero.
Voglio molto bene al fermano, alla Marche e alle persone che vivono questa terra.  Dobbiamo avere la speranza di migliorare e di miglioraci.

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Data pubblicazione : 29/04/2015 09:01
Scritto da : Graziella Ciriaci, consigliere regionale uscente
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Ste

    29-04-2015 17:49 - #3
    Trovato..3° mandato per la Signora Ciriaci. Proprio senza vergogna !!!!!!
  • Ste

    29-04-2015 13:07 - #2
    Vorrei chiedere se la redazione conosce se questo è il secondo o terzo mandato della signora Ciriaci. Grazie.
  • sempre i soliti ...

    29-04-2015 12:26 - #1
    Tanto di cappello. Altri 5 anni di chiacchiere (lotta fratricida con la Marcozzi permettendo) con Forza Italia, attualmente il partito peggiore d'Italia. A pari merito col PD ovviamente.
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