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Tomassetti e Donzelli: “Ripartire dalle basi per la rinascita del PD di Fermo”. Quote rosa in giunta. Niente allineamento con Zacheo: “Nessun ricorso da parte del PD alle aule dei tribunali"

Punto e a capo: è tempo di ripartire per il Partito Democratico di Fermo. Conferenza stampa, questa mattina, presso la sede del Pd di Piazzale Azzolino, per presentare la tabella di marcia, le linee guida e prossimi obiettivi del partito fermano dopo la sconfitta alle ultime elezioni amministrative e le successive dimissioni del segretario, Manolo Bagalini. Un terremoto dopo il quale l’unione comunale dei vari circoli Pd di Fermo ha deciso di affidare a Ezio Donzelli e Mauro Tomassetti, in qualità di coordinatori, la gestione della segreteria in questo periodo post elezioni, fino a quando non verrà eletto un nuovo Segretario.

Tomassetti e Donzelli: “Ripartire dalle basi per la rinascita del PD di Fermo”. Quote rosa in giunta. Niente allineamento con Zacheo: “Nessun ricorso da parte del PD alle aule dei tribunali

IL DOPO ELEZIONI

 Alla domanda su come mai siano stati scelti proprio lor, per un incarico sicuramente di responsabilità, Tomassetti risponde così: “Dopo le elezioni abbiamo visto un Partito Democratico in difficoltà e, quando siamo stati chiamati per prenderne le redini, dopo le dimissioni di Bagalini, ci è sembrato poco elegante rifiutare. La gestione del partito va garantita, e sebbene non abbiamo nessuna bacchetta magica per risolvere tutti i problemi, la nostra funzione sarà quella di far riprendere il dialogo fra il partito e la città e riaffermarne il suo ruolo.”

A conferma delle parole di Tomassetti, ci sono anche quelle dell’altro coordinatore, Ezio Donzelli, : “Il Pd sta vivendo un periodo difficile dopo il fallimento delle amministrative di fine maggio. Quindi ci siamo sentiti in obbligo di accettare questo incarico con molta umiltà. Il nostro dovere è quello di gestire questa situazione di transizione, ma c’è anche molto entusiasmo, perché siamo convinti di poter rilanciare il Pd. Il Partito Democratico è presente tutt’ora sul territorio. E’ un partito vivo. Organizzato. Siamo unici a livello locale e nazionale e siamo collegati con i cittadini attraverso i vari circoli. A Fermo possiamo dire di essere l’unico partito che ancora funziona.”

Quali sono gli obiettivi del Partito Democratico, in quella che dovrebbe essere la rinascita? Tomassetti risponde: “Innanzitutto speriamo che questo sia un periodo breve e che con il prossimo Congresso del Pd si possa eleggere un nuovo segretario. Nel mentre, il nostro obiettivo è quello di riorganizzare il partito, coinvolgere i vari circoli zonali. Insomma: ripartire dalle basi. Inoltre continueremo con tutte le varie attività tradizionali come le feste dell’Unità e cercheremo di essere un’opposizione non morbida, ma costruttiva, alla giunta Calcinaro. Saremo un’opposizione seria e la nostra volontà è quella di affrontare le problematiche della città e di portare avanti quei progetti che già erano stati messi in campo dalla giunta precedente”.

 

IL RAPPORTO CON PASQULE ZACHEO

Per quanto riguarda il rapporto con Pasquale Zacheo, risponde Donzelli: “Zacheo è e sarà il primo interlocutore con il Pd, in quanto suo candidato sindaco presentato alle scorse elezioni. Per quanto riguarda la questione delle quote rosa e la possibile incostituzionalità della Giunta Calcinaro, in virtù della Legge Del Rio, la nostra posizione è chiara: il regolamento comunale è precedente a questa legge, quindi occorre un atto per adeguarlo. C’è un evidente conflitto fra la legge comunale e quella nazionale. La nostra proposta sarà quella di un adeguamento e modifica dello statuto per superare questo impasse. Ovviamente speriamo che Calcinano possa rivedere le sue posizioni. Ma l’idea di ricorrere al Tar non è nella nostra linea, penso crei dei problemi, degli attriti. E potrebbe essere un gesto che i cittadini potrebbero mal interpretare. Ovviamente, insisteremo su questo problema, ma non siamo dell’idea di ricorrere alle aule di tribunale. Per lo meno, non noi del Pd”.

 

DUE E' MEGLIO DI UNO: L'UNIONE FA LA FORZA

Resta da capire come mai sia stato deciso di affidare il coordinamento del Pd a due figure, anziché a una sola, ma la risposta di Tomassetti non lascia alcun dubbio: “ Siamo in due perché l’unione fa la forza e in questa fase era opportuno magari non delegare una persona sola. Non sarebbe stato sufficiente. Ci conosciamo da anni, abbiamo lavorato insieme, e in maniera congiunta potremo cooperare in modo nuovo, ma cercando di tornare anche alle origini. Come ci siamo presentati alle ultime elezioni amministrative non è piaciuto, e il risultato è stato evidente, quindi non possiamo che ricominciare.”

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Data pubblicazione : 20/07/2015 12:57
Scritto da : Iacopo Luzi
Commenti dei lettori
4 commenti presenti
  • GIULIA M

    22-07-2015 15:53 - #4
    stavolta parlo da ex tesserata PD: non si può ripartire da nulla se non facendo un vero me culpa per tutto ciò che è successo a Fermo dalla scelta di andare dal notaio a far cadere la giunta brambatti sino alla debacle delle elezioni con Zacheo. Ora non possono bastare le dimissioni di Bagalini da segretario, serve chiarire a tutti gli iscritti le motivazioni che portarono a quella scelta così scellerata. Serve dire chi ha voluto ciò e anche il perchè, senza mai adoperare la parola politica, perchè troppo alta per stare sulla bocca di tutti e perchè proprio per il suo significato profondo avrebbe dovuto portare a sostenere quella giunta sino a fine mandato. Nicolai non può chiamarsi fuori dopo che è stato attore protagostina di quella fase, non può dirsi vincitore perchè ha fatto eleggere Cesetti (che sarebbe stato eletto anche se si fosse candidato da solo) e Giacinti (che ha raccolto l'appoggio di Petrini) in regione.(.) Iniziate veramente a fare assemblee pubbliche e a richiamare nel partito tutti quelli che Bagalini e Nicolai hanno cacciato a forza di voti a maggioranza, togliete dalle segreterie tutti quelli che alzano la mano e votano senza saper neanche parlare. Ricominciate a paralre con chi ha il coraggio di sostenere le proprie idee e conosce il senso della parola partito. Sino a quel momento fateci il piacere rimanete a Piazzale Azzolino e non convocate più conferenze stampa. Grazie.
  • Massimo Ciccola

    20-07-2015 23:07 - #3
    Quindi, in sostanza, vengono disconosciute le affermazioni pubbliche dell'ex candidato sindaco, dell'ex segretario cittadino tuttora capogruppo, della nuova consigliera. Non c è male. Ottimo inizio. Vi rifaccio ancora i migliori auguri, perché davvero ne avrete tanto bisogno.
  • Catarino Cesà

    20-07-2015 15:59 - #2
    Un Partito che ha da poco sposato la teoria della rottamazione preventiva, di fronte allo sfacelo di una gestione cittadina a dir poco disastrosa, che fa? chiama due rottamandi e li prega di rimettere in piedi la baracca e di farlo per carità cristiana, e costoro come prima cosa prendono le distanza dal candidato militare e parlano di feste con salsicce e orchestrine, come si faceva ai bei tempi del PCI.....Non siamo più al dramma ma al Nichilismo di Turgenev, ossia la lotta infinita fra padri e figli, e stavolta sono i padri che devono salvare la baracca a causa di figli incapaci ed impreparati, anche se questo significa ammettere la sconfitta ed il ritorno, o la restaurazione di una gestione che punterebbe solo al mantenere i voti degli scalpi bianchi, gli anziani, riconoscendo che ormai il PD verso i giovani ha attrattiva zero. A sto punto non sarebbe meglio chiudere baracca e burattini e aspettare che la proletaria provvidenza porti personaggi meno datati e più motivati per tentare la sorte di elezioni piene di liste macedonia?
  • susanna

    20-07-2015 14:09 - #1
    Queste dichiarazioni confermano ciò che sappiamo e cioè che al PD non gli interessa minimamente la questione della rappresentanza, per loro questo non è problema degno almeno di una forte presa di posizione. Del resto Zacheo, strumentalizzazione a parte, credo sia sulla stessa linea e non credo avrebbe fatto di meglio. Calcinareo non capisce nemmeno la natura del problema...gli sfugge il senso...poveri e povere noi quanta strada ancora da fare prima di vedere una testa pensante al governo della Città
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