Politica
Fermo e la donazione delle opere di Sandro Trotti. Sembra che ci si senta spaventati di fronte alla parola città-museo

Sandro Trotti verrà premiato domani a Fabriano, riconoscimento importante per il Maestro visto che nel corso di quasi un ventennio il Premio nazionale “Gentile da Fabriano”è stato conferito, impossibile citarle tutte, a figure rappresentative del mondo dell’arte, della cultura, della ricerca, dell’imprenditoria. Stiamo parlando di quel Maestro Trotti che avrebbe donato alla città di Fermo più di cento sue opere, città, ricordiamolo bene, che può vantarsi della sua storia, della sua bellezza e di quel suo patrimonio culturale che attrae tanti turisti. Può sfuggire tutto ciò a qualcuno, più in sintonia con la sagre e la vita agreste, ma sappiamo bene che il patrimonio così attrattivo della nostra città è anche quello che la comunità ha ricevuto in dono e non solo confiscato.

Fermo e la donazione delle opere di Sandro Trotti. Sembra che ci si senta spaventati di fronte alla parola città-museo

Ed è grazie a queste donazioni, per esempio, che oggi tanti visitatori italiani e stranieri possono accedere al grande fondo librario della nostra biblioteca. E’ chiaro che il suo potenziamento non può che arricchire l’offerta culturale destinata non solo ai turisti. Vogliamo pensare ai giovani? Agli studenti? La questione, a questo punto, è dunque solo politica.
L’amministrazione Brambatti ha ritenuto prioritario il recupero di quegli edifici storici, come la Chiesa di S.Filippo e il Fontevecchia in totale degrado, recuperando ed impiegando anche fondi dimenticati, non solo per destinare quegli spazi ad una ricollocazione del patrimonio, come quello archeologico, ma intuendone la vocazione come spazi vitali integrati e contestualmente ha avviato un percorso di potenziamento e arricchimento, come per la donazione Trotti, quella del maestro Del Zozzo, ed un’altra importante che era in trattativa.
Non è chiaro oggi il percorso che intende compiere il Sindaco, con o senza la sua giunta. Sembra, a leggere alcune sue dichiarazioni, che ci si senta spaventati di fronte alla parola città-museo. Pensa forse che quel binomio sia statico ed opprimente? Mi auguro di no, però si comincia ad averne consapevolezza nel momento in cui si allontanano o si cancellano proposte di alto profilo.
Vogliamo chiederci perché si sceglie da tempo di tenere convegni importanti a Fermo, nel centro storico? Perché siamo al massimo dell’accessibilità e degli ausili tecnologici di supporto? O perché le sale sono belle e poi c’è anche il resto da vedere? I fermani sono abituati ai rifiuti culturali, rifiuti nel senso di dinieghi. Non hanno detto no al festival dei due Mondi che emigrò in quel di Spoleto? Basta saperlo.
Certamente ben vengano le manifestazioni sportive e gli appuntamenti del buon bere e del buon mangiare. Bisogna fare attenzione però perché se, come scriveva Adolfo Leoni in un suo articolo due giorni fa, secondo i Sumeri “la scimmia Enduki divenne persona mangiando pane e bevendo birra” potrebbe accaderci il contrario, se ci accontentiamo di solo cibo e di sole bevande.

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Data pubblicazione : 09/10/2015 16:14
Scritto da : Sonia Marrozzini, Consigliere Comunale PD Fermo
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Matteo Silenzi

    10-10-2015 01:14 - #2
    Brava Marrozzini, giusto che si sappia e se ne discuta. La donazione avrebbe dotato la città di decine e decine di opere di un artista famoso e apprezzato a livello internazionale, un’attrattiva turistica e un capitale artistico unici. La donazione era subordinata all’individuazione di uno spazio espositivo, perché non avrebbe senso una donazione se poi le opere fossero depositate in qualche scantinato. La collocazione individuata era la sede dell’ex facoltà di Beni Culturali. Che è successo a quell’immobile comunale? Che dell’allestimento della donazione Trotti l’attuale amministrazione non ha mai fatto cenno, che appena è uscito il bando dell’Agenzia delle Entrate l’amministrazione ha pensato bene di offrirlo per quell’uso. Ma ancora, appena il Conservatorio ha chiesto degli spazi l’amministrazione ha pensato bene di trovarli in quell’immobile. Ed infine che appena c’è stata la possibilità di portare a Fermo le iniziative di Ottobre all’Abazia, l’amministrazione che cosa ha offerto? Ovviamente gli spazi dell’ex Beni Culturali. Le domande nascono spontanee: a quale logica e utilità risponde subordinare la donazione Trotti agli altri usi già ipotizzati o in essere? Chi alla fine vincerà la lotteria della sede accanto al Carmine? Che senso ha fare clamore sui media per la proposta all’Agenzia delle Entrate se poi questa ipotesi non può essere realizzata “in condominio” con altri usi? Ma soprattutto, che idea ha l’amministrazione dell’immobile in questione e in generale della valorizzazione degli spazi pubblici nel centro storico, che non sia tirare il cappello sulla prima chiacchiera che si sente in giro o su una qualsiasi (comunque rispettabilissima e validissima) attività proposta?
  • Carlo

    09-10-2015 20:12 - #1
    Nell'epopea di Gilgamesh sapevo che Enkidu era un uomo selvaggio, primitivo, ma non una scimmia, al quale viene servita della pane, birra e vieni rivestito dalla la prostituta sacra Shamkat che introduce Enkidu, il rozzo uomo, alla civiltà. Quello della scimmia forse è variante moderna. PS non c'entra nulla con il post, che si può riassumere con meno sagre e più cultura... cero però decidere cosa è cultura e cosa no è difficile, un museo archeologico sere, ma prima bisognerebbe fare anche una catalogazione scientifica di tutti i reperti, un museo di arte contemporanea, c'è il terminal, ma ci fanno solo convegni. Il progetto del museo di arte contemporanea era di legarlo alle opere di artisti del territorio: Trotti Del Zozzo Fornarola Pende ecc che aveva avuto rapporti con l'istituto d'arte non era da scartare... poi ci sono i depositi della Pinacoteca, c'è tanto da fare... si farà? Vedremo
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