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Quale futuro per Rocca Montevarmine? La segreteria ed il gruppo consiliare PD di Fermo:“Salvaguardia e valorizzazione uno dei compiti del Comune”. I dubbi sulla proposta dell'amministrazione

"Il complesso di Rocca Montevarmine, con i terreni e le case coloniche che la circondano, rappresentano una grande risorsa per il Comune di Fermo e per il territorio. La loro salvaguardia valorizzazione è uno dei compiti del Comune". Così il Partito Democratico fermano riaccende l'attenzione sul futuro dell'area di proprietà del Comune di Fermo. PD che, tramite la sua segreteria comunale ed il gruppo consiliare, illustra una serie di priorità.

Quale futuro per Rocca Montevarmine? La segreteria ed il gruppo consiliare PD di Fermo:“Salvaguardia e valorizzazione uno dei compiti del Comune”. I dubbi sulla proposta dell'amministrazione

Il Partito Democratico di Fermo illustra una serie di principi prioritari, partendo dalla : “Cessione/gestione in qualsiasi forma dei beni del Comune non può costituire un costo per il cittadino ma piuttosto deve avere un riscontro in termini di risorse economiche e servizi che ritornano al Comune stesso”.
PD che mette in evidenza anche : “La destinazione sociale dei proventi di beni deve rispettare le finalità sociali stabiliti dal lascito testamentario originario”.
Tra gli altri obiettivi: “Favorire l’imprenditorialità giovanile in agricoltura o forme di agricoltura sociale, passando anche attraverso l'agricoltura biologica legata al turismo e al paesaggio”.
C’è poi il riferimento al progetto dell’attuale amministrazione: “
La proposta che la giunta Calcinaro presenta in Consiglio Comunale, pur enunciando alcuni di questi principi, appare frettolosa, generica e soprattutto arriva senza aver attivato una condivisione e un dibattito che vada oltre il semplice rispetto formale dei regolamenti.
Il PD esprime fortissime perplessità in merito a questi aspetti della delibera proposta: 
delega totale alla giunta del percorso di gestione dell’intera operazione senza l’enunciazione di percorsi precisi da seguire. 
La fretta di deliberare queste linee guida in mancanza di un progetto preciso che impegni e condizioni la gestione delle proprietà nei prossimi anni” .
PD che infine denuncia: “Mancanza di criteri attraverso i quali il Comune dovrebbe procedere alla concessione delle proprietà ai soggetti interessati. 
Mancanza di indicazioni riguardanti i riferimenti di mercato a cui i canoni di affitto dovrebbero attenersi, alle garanzie professionali, patrimoniali e/o fideiussorie che dovrebbero essere fornite”. 
Partito Democratico che esprime dubbi anche in merito: “Alla durata, prevista fino a 30 anni, dei contratti e alla determinazione del canone in base alla redditività dei terreni; questo porterebbe a una indeterminazione e aleatorietà dei proventi per il Comune, difficilmente controllabili. 
Genericità nella indicazione dello scomputo del costo dei canoni di affitto in cambio di beni e/o servizi offerti al Comune. 
Nessuna indicazione sulla destinazione e manutenzione delle numerose case coloniche presenti nell’area. 
Il PD, proprio perché crede nelle opportunità offerte da una seria riconversione del sito, ritiene che l’operazione vada svolta nella massima trasparenza, senza arrecare danni patrimoniali al Comune e ai cittadini fermani, con il coinvolgimento non solo del consiglio comunale ma, attraverso un opportuno tavolo, di tutte le forze politiche della città, parti sociali ed esperti competenti”.
Segreteria e gruppo consiliare che conclude “
Un progetto solido dovrebbe contenere elementi come: la disponibilità e la specialità delle colture nelle diverse zone dell'intera area da riconvertire. 
Che tipo di agricoltura biologica attivare in funzione delle caratteristiche dei terreni. 
L’individuazione di spazi per l'allevamento all'aperto di capi di qualità. 
Le modalità di inserimento nel contesto dell'agricoltura sociale e di eventuali attività turistiche e culturali. 
Come tutelare i diritti delle aziende e delle famiglie che già operano a Rocca Montevarmine. 
Il PD è disponibile a partecipare, dentro e fuori degli organi istituzionali, a un percorso che porti in tempi ragionevoli, ad un progetto chiaro e comprensibile”. 


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Data pubblicazione : 22/11/2015 15:47
Scritto da : Paolo Paoletti
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Fabio Petrini

    23-11-2015 16:39 - #3
    Il PD ha amministrato Fermo negli ultimi anni con il Sindaco Brambatti ed è naturale chiedere che cosa abbia fatto per valorizzare Rocca Montevarmine. Niente. Ora, sullo stesso tema, il PD critica l'amministrazione Calcinaro che sta iniziando a fare concretamente qualcosa per valorire la Rocca. Le critiche del PD sono inefficaci.
  • Carlo

    22-11-2015 18:07 - #2
    Ricordo un tempo, quando c'era un buco su una porta laterale e si poteva andare in cima... non che io l'abbia fatto: è illegale, non che amassi andarci e restare in quella stupenda solitudine: NO IO NON L'HO FATTO (giuro). Comunque, valorizzare... ma che volete valorizzare senza prima un restauro scientifico dell'intero bene (e servono soldi). I beni culturali non servono per farci le feste, cazzarola... la frase "I beni culturali sono il nostro petrolio" è una scemenza. Curiosità mia: il "lascito testamentario originario" di cui si parla è quello medievale del giurista fermano Matteo di Matteo che lasciò il castello di Montevarmine all'Ospedale di Santa Maria della Carità (quest'ultimo, per intenderci dove dopo venne messo il Monte di Pietà, vicino alla Cassa di Risparmio)?
  • Cartesio

    22-11-2015 16:51 - #1
    Di Rocca Montevarmine si parla da tempo e da tempo tutto rimane immutato. Il bene, per la sua particolare bellezza e ampiezza necessità di attenzione, studio di fattibilità, valutazione dei costi e benefici per la società Fermana. In passato si era cercato di trovare il grimaldello della tutela del bene attraverso una colata di cemento (allora accordo comune/provincia), poi, per fortuna, tutto svanito nel nulla. Ora si legge di questa nuova proposta avanzata dalla Giunta Calcinaro su cui il PD nutre dubbi. Bene fa. Sull’utilizzo serio della Rocca Montevarmine, lascito all’Opera Pia Brefotrofio di Fermo, poi passato all’ASUR e successivamente rimasto al Comune di Fermo, in tanti anni non si è avuta una proposta seria segno della pochezza politica. Nessuno ha mai voluto prendere atto della bellezza e unicità del bene e affrontare seriamente il problema con il senso giusto di chi ha un patrimonio e lo vuole valorizzare. Rendere produttivo, anche economicamente, un bene unico. E' fin troppo evidente che ogni ipotesi non può essere affrontata da un qualsiasi Azzeccagarbugli tuttologo o peggio da falsi profeti portatori delle così dette “buone politiche”. Il tema è serio e come tale va affrontato. Ogni ipotesi deve essere posta prioritariamente all’attenzione dei cittadini, delle associazioni di categoria, e perché no anche delle istituzioni economiche del territorio che potrebbero essere interessate alla struttura (banche, Camera di Commercio, magari Fondi Europei, ecc.) e non vagliato solo nelle segrete stanze comunali, magari tra "vecchi attori" di ipotesi devastanti. Calcinaro è avvertito, altrimenti Piazza Pulita salta. Nell'opposizione, purtroppo, sembrano troppi i silenzi "conniventi" per non far sorgere il dubbio che "forse" i toni sono tenuti bassi in cambio dell’ottenimento di qualche “concessione”. Mai come in questo caso, Calcinaro, l'asserzione Cartesiana, "Cogito ergo sum",.... "penso , dunque sono" vale per Piazza Pulita. Ecco pensare con la propria testa farebbe onore alla lista Piazza Pulita..questo,anche, per farla continuare ad esistere…. !!!!
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