Politica
Abbiamo bisogno di dignità, legalità, giustizia e libertà. Per questo diciamo No alle riforme della Costituzione

Costituito nel Fermano il Comitato che si oppone alle scelte del Governo Renzi. L'intervista a Sara Malaspina

Abbiamo bisogno di dignità, legalità, giustizia e libertà. Per questo diciamo No alle riforme della Costituzione

Anpi, Casa Comune, Fiom, Democrazia e Lavoro Cgil, Partito Comunista d'Italia, Prc, Sel, Altra Europa, Possibile e Montegiorgio in movimento come organizzazioni. Giuseppe Santarelli, Guglielmo Malaspina, Fabio Cipollari e Sandro Olimpi come esponenti della Cgil. E poi singoli cittadini, come Massimo Mancinelli, Corinna Biondi, Fabrizio Iommi, Giorgio Cisbani, Consuelo Ferrini, Piero Minnucci e Ivo Cipollari. Sono i promotori del Comitato fermano per il No alla riforme costituzionali volute dal Governo Renzi. A curarne gli aspetti organizzati la giovane Sara Malaspina.

 

“La vera posta in gioco tra il Si e il No è l'abbandono della Costituzione e un arretramento della democrazia con il crollo dell'architettura della Repubblica. Se guardiamo le continue proposte di modifica della Carta Costituzionale, la motivazione, andando al sodo, è sempre la stessa: la Costituzione sarebbe uno strumento sorpassato, con troppi vincoli per un potere politico che, per governare bene, avrebbe bisogno di più ampi margini d'azione.

L'obiettivo della riforma è lo spostamento dell'asse istituzionale a favore dell'esecutivo, con una innegabile realtà di concentrazione di ogni potere decisionale sul capo dell’esecutivo, insieme ad una legge elettorale farsesca, congegnata per dare tutto il potere a un solo partito.

Riforma costituzionale e sistema elettorale sono infatti assolutamente connessi, perchè negano alla radice tutti i principi liberali e democratici. Sollecitando sempre una discussione sul merito, lo stesso Senato sarà composto da membri non scelti dai cittadini ma “nominati” dagli amministratori regionali e locali, a cui si garantisce l’immunità parlamentare.

L'esigenza di un Comitato del No nasce per una questione di verità e giustizia. La Costituzione è il dono più alto che è stato fatto all’Italia.”

 

Chi ne fa parte?

“Uomini e donne animati da una grande forza civile e politica, per i quali occorre ricostruire uno spazio politico vuoto, perché è in gioco la partecipazione democratica. La presenza più importante è quella dell'Anpi, erede spirituale dei principi e dei valori espressi dalla Costituzione Repubblicana e tuttora validissimi.

Nella vita d’ogni giorno di tante persone, non abbiamo bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione?

Anche noi abbiamo le nostre 'ineludibili riforme'. Ma sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.”

 

Come avete strutturato il lavoro da sviluppare fino al Referendum?

“Intendiamo sollecitare una discussione sul merito della riforma, parlandone in modo chiaro e diretto, evitando di proseguire con una gestione scandalosa del dibattito come un plebiscito pro o contro il governo, che oscura la sostanza dei problemi.

La conoscenza è scarissima, visto anche lo strapotere mediatico del Presidente del Consiglio. Per cui la partita si giocherà sul terreno della comunicazione e della informazione, a partire dai banchetti per la raccolta firme.”

 

Quali saranno le prime iniziative?

“Per le giornate dell’11 e 12 giugno, è prevista una mobilitazione straordinaria in tutta Italia per raccogliere le firme per i tre referendum, due abrogativi sull'Italicum e quello sulla Costituzione per potere esprimere un netto No.

Allargheremo poi al massimo la mobilitazione con iniziative ovunque sia possibile. E ciò per consentire la partecipazione di tutti i cittadini facendo avanzare la consapevolezza della posta in gioco per gli anni futuri.”

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Data pubblicazione : 06/06/2016 10:59
Scritto da : Andrea Braconi
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • una difesa strenua la vostra! si vedono le conseguenze disastrose

    10-06-2016 19:05 - #3
    non ho voglia di fare l'elenco della storia di tutti gli accordi al ribasso firmati dalla cgil con confindustria che hanno distrutto i diritti dei lavoratori.. ne mi va di elencare gli stipendi da manager che prendono i sindacalisti.. mi farebbe orrore scrivere qui tutte le guerre votate dal pdci e fare l'elenco di tutte le brutture votate da rifondazione quando era alleata del prode liberista e degli altri governi sinistri.. una sfilza di orrori e complicità che parlano di una chiara storia di privilegi privati e fallimenti politici.. ora si ritrovano con Renzi che la mette giù troppo liberista e fanno finta di "ribellarsi" alle stesse politiche che hanno sempre avallato..
  • Coerenza da vendere

    07-06-2016 16:08 - #2
    Caro commento 1, ma lei dov'era nel frattempo? Ci dica, perché non l'abbiamo vista quando noi eravamo in piazza per difendere la Costituzione. Per cui, noi continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto, piuttosto provi a lei una volta tanto a fare la sua parte.
  • Accidenti che coerenza politica!!

    06-06-2016 18:30 - #1
    Ma che bella, questa levata di scudi in difesa della Costituzione. Peccato non averla vista ogni volta in cui è stata trattata come carta igienica: quando abbiamo preso parte alle peggiori missioni di guerra (mi è scappato, scusatemi: di pace) e quando siamo andati a bombardare la Libia (Art.11); quando i diritti alla sanità, alla casa e all'istruzione (articoli vari) ci sono stati negati; e in tutte le altre occasioni in cui è stata massacrata, ben oltre la modifica di qualche articolo. Già, dimenticavo che in quei casi non c'era da fare il tifo pro o contro Renzi e la Boschi. W il jobs act renzian-sindacale! w il communismo e l'abbacchio!
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