Politica
Il grido dei profughi al Consiglio comunale: siamo esseri umani. Da loro anche un grazie alla città

Le testimonianze durante la seduta straordinaria dell'Assise cittadina. L'applauso della Giunta e dei Consiglieri

Il grido dei profughi al Consiglio comunale: siamo esseri umani. Da loro anche un grazie alla città

Una serie di testimonianze da parte dei profughi accolti al Seminario e di quelli inseriti all'interno del progetto Sprar hanno caratterizzato la seconda parte del Consiglio comunale di Fermo, durante il quale è stata approvata all'unanimità una mozione.

 

SAIDOU

“Vogliamo far sentire che siamo persone che hanno gli stessi diritti come qualsiasi umano che vive su questa terra.

Io ho lasciato il mio Paese per lo stesso tipo di motivo di Emmanuel.

Nel 2002, il 19 settembre alle 20, facemo cena con la mia famiglia. Mio padre era rappresentante politico di una città della Costa d'Avorio.

Sentivamo gli spari da fuori e con la paura i miei genitori ci hanno fatto entrare dentro.

Avevo solo 13 anni.

Mi sono svegliato trovando casa allagata di sangue e non sapevo dove fossero i miei genitori. Non li ho più rivisti da quel giorno.

I miei fratelli e le mie sorelle sono morti.

Sentivo dolore alla gamba sinistra e mi trascinavo nel sangue.

Io ho avuto la fortuna di venire fin qui per raccontarvi la mia storia.

Da quel giorno continuo a soffrire di questo dolore, anche vedendo altre persone che passano per quello stesso orrore.

Mi fa fatica vedere che siamo nel 21° secolo e che questo tipo di reazione continua ad esserci.

Ho fatto tanta strada non perchè avevo voglia di venire qui, ma perchè sono dovuto scappare.

Lì dove viveno non abbiamo mai avuto la libertà di vivere tranquilli e vorrei portelo fare qui.”

 

JAITHE

“Vogliamo ringraziare i cittadini di Fermo in un momento molto difficile e doloroso.

Sono arrivato qui nell'aprile 2014 e questa cosa succede nel 2016.

Non vuol dire che non siamo arrabbiati, stiamo male, ma abbiamo risposto bene, nessuno ha fatto qualcosa e non dobbiamo farlo. Abbiamo contenuto il dolore nel nostro cuore.

Grazie Italia, perchè prima avete salvato la nostra vita.

Alcuni di noi hanno lavorato con Comune di Fermo, io ad esempio al cimitero.

In questi giorni ho sentito tante parole, ognuno può dire quello che sente perchè qui c'è la democrazia, come noi possiamo raccontare i nostri sentimenti venendo qua.

Ci sono persone che fanno cose brutte, altre che fanno cose buone. A Fermo ci sono persone buone e anche cattive, come in altri paesi.

Quello che è successo è un fatto di razzismo, la verità è verità.

Ci sono persone che anche a me hanno detto parole stupide, senza senso, come urlare scimmia. Ma ce ne sono altre che non lo fanno.

Nessuno nasce razzista, è una cosa temporale, ma dobbiamo stare molto attenti.

Adesso ho paura ad uscire da solo la notte, ma mai prima ho avuto questa paura.

Mi dispiace per Emmanuel che ha perso la sua vita, era un ragazzo in gamba, che sorrideva sempre.

Purtroppo è andata così, ma oggi è importante la giustizia.

Noi non siamo animali, siamo umani sempre.”

 

JALLOW

“Vengo dal Gambia e sono venuto in Italia due anni fa. Fermo è la prima città nella quale sono venuto.

Abbiamo visto tante cose qua. Tutti i ragazzi sono arrabbiati, anche sua moglie che pensava di trovare una vita migliore insieme a suo marito. Ma adesso rimarrà sola.

Don Vinicio e Suor Rita hanno parlato con noi, chiedendoci di controllare il nostro dolore perchè arriverà la giustizia.

Non tutti i cittadini di Fermo sono così, ci sono tante persone brave che ci stanno aiutando.

In tanti sono venuti al Seminario a chiederci scusa per quanto successo.”

 

LILY

“Mi chiamo Lily e abito a Fermo. Io sono in Italia con i miei bambini e ho fatto tanta strada con loro. Se siamo venuti qui è per causa della violenza. Vengo dalla Repubblica Democratica del Congo e lì ancora uccidono donne e bambini.

Io cerco solo sicurezza, per me e per la mia famiglia.

Sono stata in tante parti, ma non sono mai riuscita a trovarla in Libia e in Tunisia.

Poi l'associazione GUS ci ha accolto in Italia e a Fermo.

Sono qui oggi anche per dare la mia testimonianza del nostro fratello che è morto. Questo ragazzo è morto a causa del razzismo, ma non va bene perché siamo esseri umani, siamo padri e siamo madri.

La nostra vita non si può comprare, come non si può vendere, e la città di Fermo deve fare in modo che questo non accada più.

Chiedo alla città di Fermo che si faccia carico di questo problema, che non deve più succedere.

Ci sentiamo impauriti, ma non dobbiamo avere paura di uscire di casa e i miei bambini di andare a scuola.

Ringrazio la città per averci accolto.”

Letture:5690
Data pubblicazione : 12/07/2016 16:35
Scritto da : Andrea Braconi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications