Politica
Forza Italia e i 10 motivi per dire No al referendum sulla riforma costituzionale

La coordinatrice provinciale Jessica Marcozzi spiega la campagna avviata dal partito per contrastare le scelte del Governo Renzi

Forza Italia e i 10 motivi per dire No al referendum sulla riforma costituzionale

Il Coordinamento provinciale di Forza Italia-Fermo è in campo e a disposizione dei cittadini per la costituzione dei Comitati per il No contro la riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi. In cantiere, oltre alla costituzione di un Comitato provinciale per il No, anche una programmazione generale con gli altri Coordinamenti provinciali delle Marche.

 

Forza Italia ha già avviato, anche tramite i social network, la campagna contro la riforma. Siamo in contatto con moltissimi cittadini e, al contempo, stiamo promuovendo la costituzione dei Comitati per il No con la supervisione dei coordinatori provinciali del nostro Partito. Chi è interessato a costituire un Comitato per il No può contattare i coordinatori provinciali FI o visitare il sito www.forzaitalia.it.

 

Tra la gente abbiamo riscontrato un grande interesse alla questione e, soprattutto, un dilagante sentimento di protesta nei confronti del Governo e della sua riforma con cui si vuole consegnare nelle mani di una sola persona un potere assoluto. Per questo motivo con la protesta cresce anche la predisposizione a votare “No” al prossimo referendum. Siamo in strada per difendere la democrazia e la libertà. E rilanciamo i 10 punti del No del Centrodestra alla riforma costituzionale:

 

1) No perché non si cambia la Costituzione con un colpo di mano di una finta maggioranza (su cui pesa la dichiarazione di illegittimità della legge elettorale da parte della Corte Costituzionale)

 

2) No perché quella italiana era la Costituzione di tutti (e invece nel processo di riforma il metodo utilizzato ha provocato solo spaccature con soprusi nei confronti delle prerogative riconosciute all'opposizione)

 

3) No perché il referendum non potrà sanare né compensare un vizio di origine, ovvero la mancanza di legittimazione del Governo e dunque della riforma

 

4) No perché la Costituzione deve unire e non dividere. Questa riforma, invece, destituisce il meglio della tradizione democratica del nostro Paese

 

5) No perché il combinato disposto con la legge elettorale porta a un Premierato assoluto

 

6) No perché saltano pesi e contrappesi. E' il modello dell'uomo solo al comando. Nascerebbe un Premierato assoluto che diventerebbe privo di idonei contrappesi. Ne deriverebbero effetti collaterali negativi anche per il sistema di checks and balances. Ne risentirebbe infatti l'elezione del Capo dello Stato, dei Componenti della Corte Costituzionale e del Csm.

 

7) No perché il Senato è solo un pasticcio. Le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue e il modo di elezione dei Senatori è confuso, prevedendo peraltro che siano rappresentati enti territoriali con funzioni molto diverse.

 

8) No perché non funziona il riparto di competenze Stato-Regioni-Autonomie locali aumentando l'attuale contenzioso

 

9) No perché si sostituisce il Centralismo al Pluralismo e alla Sussidiarietà, e si crea inefficienza. Aumenterà la spesa statale. E quella regionale e locale, specie per il personale, non diminuirà.

 

10) No perché non si valorizza il principio di Responsabilità. Lo Stato, infatti, attraverso la clausola di supremazia, potrebbe riaccentrare qualunque competenza regionale contraddicendo il principio sancito dall'art.5 della Costituzione per riconoscere e promuovere le autonomie locali.

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Data pubblicazione : 17/07/2016 12:14
Scritto da : Jessica Marcozzi (Coordinatrice provinciale Forza Italia)
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