Politica
Il professor Fusaro e l'onorevole Verducci a Pedaso: "Riforma costituzionale coraggiosa ed incisiva, dietro al no solo ragioni politiche"

“La riforma costituzionale su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nel referendum del 4 dicembre è una riforma di grande portata, che avrà naturalmente bisogno di successivi interventi legislativi di armonizzazione, dal varo della legge elettorale del Senato, alla modifica del regolamento della Camera fino alla riscrittura ex novo di quello del Senato, ma la riforma è incisiva e coraggiosa e pone le basi per un ordinamento ben equilibrato”.

Il professor Fusaro e l'onorevole Verducci a Pedaso:

Si è espresso così il costituzionalista Carlo Fusaro, intervenuto a Pedaso insieme al senatore PD Francesco Verducci nell'ambito di un incontro-dibattito dal titolo “Le ragioni della riforma costituzionale”, organizzato dal circolo del Partito Democratico di Altidona, Pedaso e Campofilone.
Il professor Fusaro ed il senatore Verducci sono stati chiamati a dire la loro su diversi punti cardine della riforma, portati all'attenzione del numeroso pubblico presente dal moderatore della serata, il direttore de Laprovinciadifermo.com Raffaele Vitali.
“Penso che il Paese debba gratitudine a questo Parlamento, in giro per l'Europa non si trovano tutti i giorni assemblee parlamentari che accettino il ridimensionamento di circa un terzo della classe politica. L'unico esempio simile nel panorama comparato è quello della Svezia degli anni '70, in cui venne approvata una riforma che sancì il passaggio dal bicameralismo al monocameralismo, ma si tratta di un precedente isolato e lontano nel tempo”, ha esordito Fusaro, ricordando che alla riduzione di un terzo si arriverebbe considerando non solo gli oltre 200 senatori in meno che comporrebbero effettivamente l'assemblea di Palazzo Madama, ma anche il fatto che 95 senatori su 100 sarebbero in primis consiglieri regionali e sindaci e quindi non appartenenti alla classe politica parlamentare propriamente detta.
Fusaro e Verducci hanno ricordato come questa riforma non nasca con il governo Renzi, ma sia piuttosto il portato di sforzi che durano da decenni e che in essa troverebbero finalmente il loro compimento, garantendo il raggiungimento di obiettivi non più prorogabili, su tutti la forte accelerazione del procedimento legislativo e la caduta del doppio vincolo fiduciario del Governo nei confronti di Camera e Senato.
Di fronte alla possibilità di raggiungere risultati di questo tipo, le questioni di tipo tecnico per osteggiare la riforma sarebbero risibili e i sostenitori del no sarebbero piuttosto ancorati o a concezioni diverse e superate della democrazia, secondo le quali sarebbe possibile governare attraverso continui rinvii delle scelte (questa l'opinione di Fusaro in relazione alle posizioni di altri costituzionalisti come Pace e Onida), o a motivi puramente strumentali e di lotta politica, basati su mistificazioni come quella dello spettro della deriva autoritaria cui si rischierebbe di andare incontro.
A questo proposito non poteva non emergere la questione del combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale ed entrambi gli ospiti hanno mostrato un generale apprezzamento nei confronti dell'Italicum, pur con dei distinguo. “Questa riforma farebbe migliorare il funzionamento delle istituzioni con qualsiasi legge elettorale”, sostiene Fusaro, “ma ai miei occhi l'Italicum ha dei vantaggi molto chiari. Apprezzo una legge che dia al corpo elettorale la scelta sul governo e che al tempo stesso non sacrifichi la rappresentanza tanto quanto potrebbe farlo una legge elettorale maggioritaria basata sui collegi uninominali. Le elezioni devono produrre governabilità e rappresentanza e da questo punto di vista l'Italicum mi sembra rappresenti un buono sforzo di equilibrio”.
“L'Italicum è una buona legge elettorale, le critiche sono in gran parte strumentali. In un anno abbiamo cancellato il Porcellum, cosa che nelle precedenti due legislature, anche in quella dal 2006 al 2008 quando era al governo la nostra parte politica, il Parlamento non era riuscito a fare”, è l'opinione di Verducci. “L'Italicum è fortemente diverso dal Porcellum, tornano i collegi, le liste corte con candidati riconoscibili e una maggioranza in grado di governare. L'Italicum potrebbe essere migliorato eliminando il ballottaggio, ma verrebbe sicuramente peggiorato se si togliesse il premio alla lista per ripristinare quello alla coalizione. Il premio alla lista consente infatti di incentivare partiti grandi, partecipati e a vocazione maggioritaria: sono questi i soggetti che dobbiamo cercare di rimettere al centro della vita politica”.
E in merito alla questione dell'elettività indiretta o diretta dei senatori, l'onorevole Verducci ha precisato che nella direzione del Pd di lunedì scorso è stato deciso di assumere la proposta dei senatori Chiti e Fornaro come testo base per la discussione sulla legge elettorale del nuovo Senato.
Questa proposta prevede la divisione di ciascuna regione in tanti collegi elettorali quanti sono i consiglieri-senatori da eleggere e per ogni collegio ci sarebbe un listino breve di candidati; così facendo, il giorno delle elezioni i cittadini riceverebbero due schede, la prima per l'elezione del nuovo Presidente della Regione e per il rinnovo dei consigli regionali, la seconda per scegliere i senatori assegnati a quella Regione. Ciò lascerebbe dunque ai consigli regionali la semplice vidimazione di una scelta nella sostanza effettuata dai cittadini.
Infine, per quanto riguarda la questione dei rapporti tra Stato ed enti locali, Fusaro e Verducci hanno entrambi evidenziato l'importanza dell'introduzione nel ciruito parlamentare di una Camera che rappresenti le istituzioni territoriali e che quindi entri, seppure su un numero di tematiche numericamente limitate, all'interno della legislazione nazionale: un fatto decisivo per Verducci, perché “i territori nel nostro Paese hanno sempre contato”, e necessario, secondo Fusaro, per conferire equilibrio ad un sistema che, con l'eliminazione della legislazione concorrente, il ritorno allo Stato di diverse competenze prima destinate alle regioni e l'inserimento della clausola di supremazia, vedrebbe senza dubbio riallargarsi il ruolo ed il peso del legislatore nazionale.

 

 

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Data pubblicazione : 15/10/2016 14:57
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Simone

    15-10-2016 22:10 - #1
    Egr Senatore sono sempre quel padre disoccupato con invalidità che sta ancora aspettando dietro suo invito di incontrarla
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