Politica
Elezioni a Porto San Giorgio. Marco Marinangeli a Radio Fermo Uno: "E' il momento delle scelte e delle decisioni, dobbiamo sentirci tutti protagonisti del cambiamento"

Si è svolto questa mattina su Radio Fermo Uno il confronto tra i cinque candidati sindaci di Porto San Giorgio. Nicola Loira, Andrea Agostini, Alessandra Petracci, Marco Marinangeli e Giacomo Fileni hanno risposto a turno alle domande poste loro da Angelica Malvatani, conduttrice di Piacere Radio Fermo Uno, e Raffaele Vitali.

Di seguito proponiamo le risposte di Marco Marinangeli, già assessore all'urbanistica della città dal 2008 al 2012,

Elezioni a Porto San Giorgio. Marco Marinangeli a Radio Fermo Uno:

Chi sei, cosa proponi, che sindaco vuoi diventare?
Ho 50 anni, sono nato e vivo da sempre a Porto San Giorgio e conosco le dinamiche della città avendo ricoperto ruoli politici ed istituzionali (consigliere provinciale dal 2004 al 2009, assessore all'urbanistica del comune dal 2008 al 2012). Sarò un sindaco vicino alla gente, in collegamento diretto con i cittadini e le categorie. Il rispetto di questo principio sarà facilitato dalla nostra struttura organizzativa, perché la spinta alla mia candidatura è arrivata dal basso, da una base di cittadini che mi ha investito di questa responsabilità che io ho accolto felicemente. Non è stata un'autocandidatura o una scelta imposta dai partiti: proprio questo ci permetterà di essere più immediati ed orizzontali.
Riteniamo di poter e dover fare meglio di chi ci ha preceduto. Porto San Giorgio merita qualcosa di diverso e di più importante, dobbiamo farla ritornare la perla dell'Adriatico.
Riteniamo di avere la forza e le qualità per riportare Porto San Giorgio al livello che le compete.

Come imposteresti il rapporto con il Comune di Fermo?
Da soli non si va da nessuna parte: ci può essere un ariete davanti, ma dietro occorre creare una rete di collaborazioni. Fare rete significa ottimizzare i costi e dare servizi migliori: è la stessa configurazione dei nostri territori che ci obbliga a trovare soluzioni congiunte. Prendiamo ad esempio la zona di Salvano, che da una parte della strada appartiene al Comune di Porto San Giorgio e dall'altra a quello di Fermo. E' necessario pensare a servizi congiunti di manutenzione del verde, condividere scelte di viabilità e migliorare i collegamenti. L'altro elemento fondamentale è lo sviluppo turistico: dobbiamo partorire insieme delle proposte per poter veicolare tutto il nostro territorio.

Qual è la tua posizione sulla questione Sprar e sul tema della sicurezza in città?
Sulle tematiche della sicurezza occorre un atteggiamento determinato, perché questi sono aspetti fondamentali per garantire vivibilità ai cittadini e ai turisti. Abbiamo sempre esposto chiaramente le nostre proposte: siamo a favore della chiusura della stazione negli orari notturni e dell'implementazione di un sistema di telecamere qualificato e importante.
Proprio da questo punto di vista crediamo che ci sia la necessità di quattro telecamere OCR che intercettino varchi ed ingressi di Porto San Giorgio. Il sistema con altre 35-40 telecamere ibride garantirebbe il controllo del territorio, ma oltre a quest'opera di monitoraggio le telecamere possono servire anche come strumento di lettura e immediata verifica di automobili prive di assicurazione o revisione. Una progettualità simile costa intorno agli 80.000 euro, ma a Sant'Elpidio a Mare un sistema del genere ha permesso di ricavare già 110.000 euro da questo tipo di sanzioni, di cui non dobbiamo assolutamente vergognarci perché, a differenza del sistema dei t-red, non sono un agguato alle tasche dei cittadini.
Per quanto riguarda nello specifico lo Sprar, penso che sia un progetto meritevole, che dà ampie garanzie perché accoglie rifugiati bisognosi di tutele particolari, dei soggetti che hanno avuto dei filtri. Inoltre è un progetto che gode anche di una clausola di salvaguardia che esime il comune dall'esercitare altre forme di accoglienza e che quindi ci evita di fare accoglienza allargata e disorganizzata.
Viviamo in un paese tutto sommato ancora tranquillo, quindi non occorrono strumentalizzazioni. Questo però non ci esime dall'affrontare la situazione con grande senso di responsabilità.

Qual è la tua ricetta per rilanciare il commercio?
Il commercio è una delle economie in assoluto più importanti della città, ma negli ultimi anni si è fatto poco o nulla per potenziare ed agevolare la sua ripartenza. Basa fare un giro in centro, vedere Viale Roma quasi interamente occupata dalle sedi dei candidati sindaci è triste. Fra cinque anni i candidati dovranno trovare spazio solo in periferia perché il centro deve tornare ad essere vivo.
Noi partiremo cambiando innanzitutto l'atteggiamento e basandoci su interattività e rapporto orizzontale con gli operatori e sul coinvolgimento dell'associazionismo. Occorre infatti creare sinergie per ripartire. Dobbiamo quindi recuperare in primis il rapporto con le categorie e favorire una pluralità di eventi nei vari settori. Abbiamo già proposto agevolazioni per favorire l'apertura di nuove attività e i parcheggi blu gratuiti almeno di domenica, ma tutto questo passa anche dal pensare ad una smart city, usando le possibilità tecnologiche e digitali che servono ad incrementare i servizi.

Dai un titolo alla tua candidatura, un elemento che ti caratterizza particolarmente?

Dobbiamo sentirci tutti responsabili e protagonisti di un cambiamento. E' il momento delle scelte e delle decisioni, che devono derivare da un confronto continuo e proficuo con tutti i cittadini e le categorie: solo questo è lo strumento per ripartire.

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Data pubblicazione : 06/05/2017 14:54
Scritto da : Andrea Pedonesi
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