Politica
Porto Sant'Elpidio. Forza Italia presenta i suoi candidati alle politiche: “Esiste un caso Marche, il nostro impegno per dare a questa regione ciò che merita”

Questa mattina, presso il Centro Polivalente “La Piccola” di Porto Sant'Elpidio, Forza Italia ha presentato i propri candidati per le elezioni politiche nei collegi del territorio. A fare gli onori di casa il capogruppo nel consiglio comunale cittadino Enzo Farina; assente la sola Graziella Ciriaci, candidata nel collegio uninominale Marche 3 del Senato, impegnata a Milano per il Micam.

Porto Sant'Elpidio. Forza Italia presenta i suoi candidati alle politiche: “Esiste un caso Marche, il nostro impegno per dare a questa regione ciò che merita”

Gli azzurri e la coalizione di centrodestra guardano all'appuntamento elettorale del prossimo 4 marzo, ormai distante sole tre settimane, con grande ottimismo, forti dei sondaggi che li danno in vantaggio sui loro avversari. “Spira un vento di centrodestra in tutto l'occidente e noi dobbiamo sfruttarlo spiegando le nostre vele – sono le parole di Andrea Cangini - con l'unica bussola dei valori di sempre: parole ormai neglette come sicurezza, identità, comunità, territorio vanno rimesse al centro dell'attenzione e declinate fuori dal politicamente corretto”.

E proprio attorno alla figura di Andrea Cangini c'era la maggiore curiosità: l'ex direttore di QN – Resto del Carlino sarà capolista del partito nel collegio plurinominale del Senato, una posizione ad elezione sostanzialmente certa che in un primo momento sembrava destinata a Remigio Ceroni e sulla cui assegnazione è poi seguito un terremoto interno che ha portato alle dimissioni dal coordinamento regionale dello stesso Ceroni, della sua vice Barbara Cacciolari, del sindaco di Falconara Goffredo Brandoni e del capogruppo consigliare di Fermo Alessandro Bargoni.

Cangini racconta di aver inizialmente declinato la proposta di candidatura arrivatagli direttamente da Silvio Berlusconi, ma di aver poi cambiato idea convinto dal fatto che la politica non migliorerà mai se chi ha la possibilità di dare il proprio contributo si tira indietro: “Fino a dieci giorni fa ero in una posizione invidiabile – spiega – ma il punto vero in questo momento storico è assumersi le proprie responsabilità. Credo di conoscere bene le Marche per averle battute palmo a palmo svolgendo il mio lavoro di giornalista. Il mio obiettivo rimane sempre lo stesso: contribuire al bene comune, stavolta non più solo attraverso la critica e la denuncia, ma tramite una forte assunzione di responsabilità”.

 

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Unanime il coro di tutti i candidati forzisti: le Marche sono un territorio dimenticato e tagliato fuori dal resto del Paese e l'impegno sarà rivolto a far sì che la nostra regione raggiunga i livelli di benessere e di sviluppo che merita. “Dobbiamo ricordare a tutti che esiste un “caso Marche” - è la convinzione di Simone Baldelli, vice presidente della Camera dei Deputati e capolista, lui romano ma sangiorgese di adozione, al proporzionale nel collegio delle Marche del sud – e lo dobbiamo portare in Senato, alla Camera e soprattutto al governo: questa regione ha bisogno di uno scossone”.

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Per farlo, i candidati azzurri elencano le ragioni per cui gli elettori marchigiani dovrebbero dar fiducia al partito, a cominciare dal rilancio economico, da perseguire attraverso la riscrittura del patto fiscale con i cittadini, dato che al momento le tasse, spiega lo stesso Baldelli, sono troppe, inique, pagate male ed è difficile capire a cosa servano.

Chiara la proposta alternativa dei forzisti: la flat tax, l'aliquota unica uguale per tutti, e l'emersione del sommerso: “L'obiettivo è rilanciare un'economia ancora stagnante e lo possiamo centrare solo con uno shock fiscale, cioè con la flat tax – sono le parole di Jessica Marcozzi, capogruppo del partito in consiglio regionale e seconda nel listino proporzionale per il Senato dietro a Cangini – le nostre aziende delocalizzano e al tempo stesso non riusciamo ad essere attrattivi verso imprese straniere: ciò accade perché negli altri Paesi la tassazione sul lavoro è più bassa rispetto alla nostra”.

 

Uno spazio importante, però, non può non averlo la sicurezza e sotto questo aspetto è Filippo Saltamartini, ex senatore e membro del comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, a spiegare la ricetta forzista, ricordando come nelle nostre zone la gente fosse abituata a vivere con le chiavi di casa sulla toppa e come sia quindi necessario conservare l'ambiente sociale che abbiamo ereditato: “Non possiamo rinunciare ad essere il partito che testimonia la più grande dottrina del mondo, quella liberale – commenta il sindaco di Cingoli, terzo nel listino per il collegio plurinominale delle Marche del sud alla Camera – ma la libertà è legata alla sicurezza: che senso ha rivendicare il diritto di libertà se poi si ha paura di esercitarlo? Se torneremo al governo riavvieremo i filoni della cooperazione istituzionale con gli altri Paesi, ci muoveremo per riportare i carcerati nelle loro nazioni di origine attraverso degli scambi e rimanderemo a casa gli immigrati irregolari perché è necessario dare un segnale forte per disicentivarli a venire in Italia a bivaccare: non siamo in grado di dare una stabile occupazione a questi milioni di cittadini”.

 

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Ma le Marche, in particolar modo il sud della regione, significano anche terremoto e Saltamartini denuncia come i sindaci siano stati lasciati da soli soli a fronteggiare l'enorme responsabilità della ricostruzione. Anche per la gestione del post sisma Forza Italia ha la sua proposta: “Il tessuto sociale e produttivo delle nostre zone è stato letteralmente distrutto – denuncia Donatella Ferretti, vicesindaco di Ascoli Piceno e seconda nel listino per il proporzionale alla Camera dietro a Baldelli– e le persone totalmente sradicate. Il modello per affrontare questo terremoto c'era ed era quello dell'Aquila, dove nessuno è stato lasciato fuori casa e tutti sono stati restituiti al loro lavoro”.

 

Chiare le proposte e gli obiettivi programmatici, altrettanto delineati anche i principali avversari: non tanto il Pd e la coalizione di centrosinistra, ormai considerati allo sbando, quanto il Movimento 5 Stelle ed è proprio contro quest'ultimo che si rivolgono gli strali forzisti. Le accuse principali? Quella di essere bravi solo a criticare senza avere proposte alternative e di non vantare alcuna esperienza politica, il che, secondo i candidati azzurri, lungi dall'essere un plusvalore, come vorrebbero invece spacciarlo i pentastellati, rappresenta piuttosto un grave handicap. “Noi proponiamo candidati seri, onesti e preparati – è il coro unanime dei forzisti – con un programma concreto e credibile e un'esperienza passata che dimostra a tutti che siamo anche in grado di attuarlo e quindi di dare ai cittadini le risposte che cercano”.

 

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Data pubblicazione : 11/02/2018 15:10
Scritto da : Andrea Pedonesi
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