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Politiche 2018. I nomi dei 16 deputati eletti nelle Marche: nove seggi al M5S. 14 parlamentari marchigiani su 24 sono pentastellati

Il Viminale ha concluso solo nella notte i conteggi definitivi per l'attribuzione dei seggi alla Camera dei Deputati.

Politiche 2018. I nomi dei 16 deputati eletti nelle Marche: nove seggi al M5S. 14 parlamentari marchigiani su 24 sono pentastellati

Mentre la divisione dei seggi al Senato viene effettuata su base regionale, secondo la prescrizione costituzionale di cui all'articolo 57, alla Camera i seggi vengono assegnati alle coalizioni capaci di superare le soglie di sbarramento a livello nazionale e poi redistribuiti nelle singole circoscrizioni e collegi in base ai calcoli dei quozienti e dei resti.

Calcoli che hanno finito per far sì che il collegio proporzionale delle Marche del sud alla Camera eleggesse alla fine sei deputati (contro i quattro di quello del nord), uno in più rispetto al previsto.

 

I sei eletti nel collegio del sud della Regione sono quindi Rachele Silvestri e Paolo Giuliodori del Movimento 5 Stelle, il vicepresidente uscente della Camera e sangiorgese d'adozione Simone Baldelli per Forza Italia, Giorgia Latini per la Lega, il sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli per Fratelli d'Italia, mentre per il Pd entra il senatore uscente di Potenza Picena Mario Morgoni, dopo che Paolo Gentiloni e Marianna Madia, che lo precedevano nel listino bloccato per il proporzionale, si sono aggiudicati i rispettivi uninominali, rispettivamente quello del quartiere Trionfale e del quartiere Montesacro a Roma.

Per quanto riguarda il collegio delle Marche del Nord, sono invece risultati eletti Roberto Rossini e Martina Parisse del Movimento 5 Stelle (che erano rispettivamente terzi e quarti nel listino proporzionale, dietro però ad Andrea Cecconi e Patrizia Terzoni, che si sono aggiudicati i rispettivi collegi uninominali), Luca Paolini della Lega e Alessia Morani per il Partito Democratico.

 

Già da ieri mattina erano invece noti gli eletti nei collegi uninominali, cinque dei quali sono esponenti del Movimento Cinque Stelle: Roberto Cataldi nel collegio di Ascoli, Mirella Emiliozzi in quello di Civitanova, Patrizia Terzoni ad Ancona, Maurizio Cottai a Fano e Andrea Cecconi a Pesaro, che però aveva annunciato prima delle elezioni, a liste già consegnate, la sua rinuncia al seggio in seguito al caso dei mancati rimborsi al partito. Da segnalare, tra l'altro, come la rinuncia da parte di un eletto in un collegio uninominale dovrebbe portare, secondo il dettato della legge elettorale, ad un'elezione suppletiva.

L'unico collegio uninominale a non essere andato ai Cinque Stelle è invece quello di Macerata, dove l'ha spuntata il leghista Tullio Patassini.

In sintesi, quindi, il Movimento 5 Stelle si aggiudica 9 dei 16 seggi marchigiani della Camera dei Deputati, mentre tre vanno alla Lega, due al Pd, uno a Forza Italia e uno a Fratelli d'Italia.

 

Considerando anche gli eletti al Senato, la delegazione dei Cinque Stelle raggiunge le 14 unità su un totale di 24 seggi, pari al 58%. Quattro in totale i parlamentari leghisti, tre quelli del Pd, due per Forza Italia e uno per Fratelli d'Italia.

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Data pubblicazione : 06/03/2018 15:39
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • ROSA MARIA ALBINO

    08-03-2018 20:49 - #1
    Sono un'appassionata di politica, ho 64 anni e sono un'elettrice neofita del M5s. Vi consiglio di non entrare in nessuna maggioranza di governo. Sarebbe troppo rischioso buttarsi a governare con un'altra forza politica un Paese spaccato in due. Meglio stare all'opposizione con oltre 300 parlamentari e una squadra di esperti nei vari ministeri . Un'opposizione seria , compatta, costante e propositiva è molto meglio di una maggioranza fiacca e sfilacciata.Meglio aspettare un anno o due e governare da soli. Se la Storia è maestra di vita, vale la pena di ricordare che quelli della mia generazione hanno conquistato importanti traguardi e diritti in ambito sociale , culturale e civile quando il Partito Comunista e il Partito Radicale erano all'opposizione e non nella maggioranza.C'è molto da fare all'opposizione , in primo luogo raccogliere le firme per lanciare un REFERENDUM ABROGATIVO sull'attuale riforma elettorale. A governare mandiamoci pure le destre o pezzi del PD ...vediamo come se la cavano !
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