Politica
Ufficiale l'apparentamento tra Marcotulli e Felicioni: in caso di vittoria il commercialista sarà vicesindaco e assessore al bilancio. L'"asse del cambiamento" lancia la sfida a Franchellucci

Si sono inseguiti, si sono corteggiati, si sono in un primo momento rifiutati ma alla fine il centrodestra e Alessandro Felicioni hanno finito per convolare a nozze: oggi pomeriggio, infatti, Giorgio Marcotulli ha dato l'annuncio dell'avvenuto accordo per l'apparentamento tra la sua coalizione e quella del commercialista in vista del ballottaggio per la guida della città che si svolgerà domenica 24 giugno. Questo l'esito delle trattative partite subito dopo il voto e intensificatesi a partire dalla giornata di ieri.

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“Il primo partito ad aver vinto domenica è stato quello dell'astensionismo – esordisce Marcotulli commentando l'esito del voto – ma la volontà di cambiamento è emersa in maniera inequivocabile ed è stata palesata dal fatto che, nonostante l'amministrazione negli ultimi tre mesi abbia cercato di mettere in campo tutte le iniziative possibili per conquistare consenso, abbia comunque visto svanire 600 voti, perdendo anche in termini percentuali (circa tre punti rispetto al primo turno del 2013, ndr)”.

Un dato, quello relativo all'astensionismo, che Marcotulli comunque non sottovaluta e che in parte giustifica così: “Quando l'astensionismo cresce è il segno che c'è una sempre maggiore diffidenza nei confronti della politica – spiega – e forse in parte il dato è dovuto al fatto che ci siano state alcune situazioni che non ci hanno permesso di andare uniti al primo turno”. Situazioni che Felicioni si è incaricato di spiegare in prima persona: “Essendo una formazione completamente nuova, all'inizio avevamo la necessità di capire che forza avessimo autonomamente – ammette il leader del Laboratorio Civico – poi andando avanti è stato chiaro che non ci fossero differenze così grandi tra due i due programmi, ma la mia necessità iniziale era quella di dare un cambio di passo a quest'amministrazione con l'obiettivo di scardinare una dinastia che ha fatto troppi danni per questo paese".

 

E' un Felicioni che ammette anche davanti agli organi di informazione l'iniziale delusione per il mancato approdo al ballottaggio, una delusione che però è andata via via sfumando con il passare delle ore, lasciando posto all'orgoglio di aver conquistato la fiducia di un elettore su cinque con un progetto nuovissimo e un gruppo di persone senza esperienze amministrative pregresse o simboli alle spalle.

2563 elettori a cui Felicioni si sente ora in dovere di dare risposte di un certo tipo: questa, a suo dire, la prima differenza nel panorama politico rispetto a marzo, quando prese la decisione di correre da solo. “Queste persone valgono qualcosa e ci hanno voluto dire che cambiare è possibile – le sue parole -. Noi ci sentiamo responsabilizzati dal loro consenso e non vogliamo assicurargli solamente di svolgere cinque anni di opposizione, ancorché dura e responsabile: per questo motivo, oltre che per l'emergere di un sentimento diffuso che sembra vedere tutti in prima linea per il cambiamento (Felicioni fa riferimento esplicito al comunicato del Movimento 5 Stelle e all'apertura informale di Casapound), abbiamo voluto ricucire un discorso che non era mai completamente venuto meno”.

 

Felicioni ci tiene comunque in maniera particolare a far passare un concetto: la scelta dell'apparentamento con il centrodestra non snatura il progetto del suo Laboratorio Civico, ma “è il modo migliore per poter crescere e solidificare ciò che abbiamo costruito attraverso una maggiore presenza in consiglio e la partecipazione all'amministrazione”.

A Marcotulli, invece, il compito di spiegare su cosa si sia basato l'accordo: lo sfidante di Franchellucci specifica che si è partiti innanzitutto dalla costruzione di una sintesi tra due programmi comunque non così dissimili (sintesi che nei casi di apparentamento divente anche un necessario adempimento formale, da presentare entro sabato sera, ndr) e sulla delineazione di linee comuni sulle questioni fondamentali che interessano la città: dall'ex Fim al cineteatro Gigli, dalla volontà di giustizia sociale alla necessità di rilanciare l'offerta turistica e promozionale fino all'obiettivo di risolvere in maniera definitiva i problemi dell'erosione costiera e del lavoro”.

 

Per centrare questi obiettivi, come è naturale che sia, ci sarà bisogno di una squadra. Una squadra che, promette Marcotulli, verrà ufficialmente presentata in tutti i suoi elementi prima del ballottaggio, ma che ha già un punto fermo nello stesso Felicioni, che in caso di vittoria ricoprirebbe il ruolo di vicesindaco e assessore al bilancio. “Sono io ad avergli fatto questa proposta” - puntualizza Marcotulli. Per il resto, spiegano i due, al momento è stata formata una rosa di nomi puntando in primo luogo su competenze e professionalità, guardando solo in un secondo momento alla loro provenienza e alla necessità di bilanciare in maniera equa le due realtà sulla base del consenso ottenuto domenica scorsa.

 

E' chiaro che ora venga quasi automatico sommare le preferenze ottenute da Marcotulli e Felicioni al primo turno per misurare la forza potenziale della loro “alleanza”: si parla di 5634 voti, ovvero oltre 350 in più di quelli di Franchellucci, ma sono ovviamente consensi “potenziali”, che vanno effettivamente tradotti in numeri reali. Da questo punto di vista, quindi, fondamentale sarà l'abilità di Felicioni nel far capire e digerire positivamente questo passo al suo elettorato: “L'elettorato deve capirlo e noi dovremo essere bravi a spiegarlo. Ci si è presentata l'opportunità di fare dei passi avanti e di arrivare subito dentro alla macchina amministrativa per portare avanti un programma condiviso con persone di cui ci fidiamo – spiega il commercialista -. Chiedo a tutti coloro che mi hanno votato di continuare ad avere fiducia in me e in questa mia decisione”.

Tutti quelli che hanno votato per il centrodestra devono essere richiamati a rapporto e poi dobbiamo andare a scovare quelli che non hanno votato – aggiunge Felicioni – e che sappiamo essere dalla nostra parte, ma che forse non sono andati alle urne perché ci siamo spiegati male o perché eravamo divisi”.

 

Quando gli viene chiesto come le forze della coalizione abbiano preso la decisione dell'apparentamento, che in caso di vittoria si concretizzerebbe in meno seggi per le liste che lo hanno appoggiato fin dal primo turno, Marcotulli è chiarissimo: “Vincere è più importante di qualsiasi rappresentanza politica. Da qui al 24 giugno veicoleremo la compresenza di entrambi, perché anche se sulla scheda c'è il mio nome siamo in due a fare campagna elettorale: al ballottaggio, comunque, chi farà una croce sul nome di Giorgio Marcotulli in realtà farà una croce sul cambiamento”.

 

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Data pubblicazione : 13/06/2018 18:09
Scritto da : Andrea Pedonesi
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