Politica
Porto Sant'Elpidio, al via la settimana decisiva. Tutti contro Franchellucci, “cambiamento” la parola d'ordine. E il ballottaggio diventa una sorta di referendum sul sindaco uscente

Cambiamento”: è questo il leit motiv dell'ultima settimana nella politica elpidiense o, per meglio dire, in tutti quei settori della stessa non riconducibili al sindaco uscente Nazareno Franchellucci.

“Cambiamento”, dunque: una sorta di mantra, ma anche un collante che sembra in grado di tenere insieme forze politiche in alcuni casi anche molto diverse. E' proprio nel segno del cambiamento, infatti, che le tre formazioni rimaste fuori dal ballottaggio (Laboratorio Civico, Movimento 5 Stelle e Casapound) si sono via via accodate, con modalità comunque molto differenti, a Giorgio Marcotulli, il candidato del centrodestra che domenica prossima partirà in svantaggio di oltre 2.000 voti rispetto a Franchellucci e che proprio per questo motivo, fin dalle ore immediatamente successive al primo turno, ha spalancato le porte al dialogo con tutti.

Porto Sant'Elpidio, al via la settimana decisiva. Tutti contro Franchellucci, “cambiamento” la parola d'ordine. E il ballottaggio diventa una sorta di referendum sul sindaco uscente

“Le percentuali di oggi ci dicono comunque che la volontà di cambiamento in città c'è e quindi noi siamo pronti a dialogare con chiunque voglia davvero incarnarla” - aveva dichiarato lo stesso Marcotulli in diretta su Radio Fermo Uno nelle ore immediatamene successive al primo turno e alla fine nella rete del geometra sono caduti tutti.

Ad aprire le danze è stato il Movimento 5 Stelle con un comunicato stampa diffuso nel primissimo pomeriggio di mercoledì. Tra uno strale e l'altro lanciato all'amministrazione Franchellucci (“Crediamo fortemente nel buon senso e nella coerenza dei cittadini che, come noi, in questi 5 anni hanno creduto e ci credono ancora, che vedono nelle azioni politiche condotte dall'amministrazione uscente la tutela degli interessi di pochi, destinati a mantenere il proprio ruolo di strapotere a discapito della collettività"), il Movimento ha garantito in ogni caso al suo elettorato un'opposizione vigile per altri cinque anni. Neanche una parola in relazione al ballottaggio, è vero, ma considerate le abitudini dei pentastellati, sempre restii ad esplicitare alleanze con altre forze politiche (quella con la Lega per il governo nazionale al momento rimane l'eccezione che conferma la regola), la sostanziale demolizione di uno dei due candidati in campo, accompagnata al silenzio assoluto sull'altro (nessuna parola di sostegno esplicito, ma al tempo stesso neanche una di altrettanto esplicita critica su Marcotulli) è sembrato il più forte degli endorsement possibili.

 

Dopo circa un paio d'ore, poi, è arrivata la notizia per certi versi più attesa, ma al tempo stesso quella che più potrebbe spostare gli equilibri: l'apparentamento tra Marcotulli e il Laboratorio Civico di Alessandro Felicioni. Nota la storia: la coalizione di centrodestra aveva cercato di fare di Felicioni il proprio candidato sindaco, ma il commercialista aveva rifiutato le avances preferendo giocarsi le proprie carte in solitaria. Una scelta che, pur non avendo pagato con l'ammissione al ballottaggio, ha comunque permesso ai civici di pesare la propria consistenza e di portare ora al tavolo delle trattative un bottino di oltre 2600 voti o, in altri termini, il consenso di un elpidiense su cinque tra quelli che si sono recati alle urne: “Queste persone valgono qualcosa e ci hanno voluto dire che cambiare è possibile – ha spiegato Felicioni durante la conferenza stampa di ufficializzazione dell'apparentamento con Marcotulli -. Noi ci sentiamo responsabilizzati dal loro consenso e non vogliamo assicurargli solamente di svolgere cinque anni di opposizione: per questo motivo, oltre che per l'emergere di un sentimento diffuso che sembra vedere tutti in prima linea per il cambiamento, abbiamo voluto ricucire un discorso che non era mai completamente venuto meno”.

 

Di nuovo il cambiamento che torna nelle parole dei protagonisti, dunque, e di questo “fronte del cambiamento” farà parte anche Casapound, che pure non si è ancora ufficialmente pronunciata; a quanto pare, però, nei prossimi giorni Francesco Pacini rilascerà una dichiarazione di voto per invitare i suoi elettori a sostenere Giorgio Marcotulli. 

 

Ma se questa voglia di cambiamento, che appare innanzitutto come una forte contrapposizione, politica e in parte anche personale, a Nazareno Franchellucci e al Pd, si sta rivelando come un collante in grado di tenere unite attorno a Marcotulli le forze escluse dal ballottaggio, sarà una motivazione sufficientemente forte per spingere alle urne nella prima domenica estiva tutti quegli elettori che al primo turno non hanno scelto né il geometra né il sindaco uscente, oltre che magari qualcuno che a votare non è proprio andato?

E' sulla risposta a questa domanda che si basa l'esito di un ballottaggio che, per come si sta configurando, più che uno scontro tra Nazareno Franchellucci e Giorgio Marcotulli appare quindi come una sorta di referendum sul sindaco uscente e sull'area politica che decenni governa in maniera ininterrotta la città.

 

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Data pubblicazione : 18/06/2018 11:13
Scritto da : Andrea Pedonesi
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