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Edison. Controreplica della Ferracuti alla minoranza: “Le somme non acquisite in bilancio stabilmente non possono essere impegnate”

“Si pensava che la vicenda Edison fosse stata già largamente discussa e quindi compresa da tutti, tocca invece tornare sull’argomento per fornire alcuni chiarimenti a chi forse è stato disattento. Partendo dal concetto principale e inconfutabile che le somme non acquisite in bilancio stabilmente non possono essere impegnate e che quindi sulle stesse non si possono fare proposte concrete di investimento, e che negli ultimi giorni si è assistito ad un rimpallo di cifre che vanno dai 330.000,00 euro messi sul tavolo dal Consigliere dei Fratelli D'Italia ai 370.000,00 euro millantati dai professionisti del Laboratorio Civico, fissiamo alcuni passaggi salienti relativi alla questione Edison” a tornare sulla questione è l'Assessore al Bilancio del comune elpidiense Emanuela Ferracuti.

Edison. Controreplica della Ferracuti alla minoranza: “Le somme non acquisite in bilancio stabilmente non possono essere impegnate”

“Anzitutto mai ci saremo aspettati che dal Laboratorio Civico, in cui militano professionisti affermati del nostro paese, potesse arrivare una tale banalizzazione dell’argomento che ha visto racchiudere in poche righe l’argomento della vicenda Edison durata oltre 10 anni, in cui l’Ente, senz’altro non senza fatica, è riuscito a portare a casa un risultato di notevole importanza per la nostra comunità, e a banalizzare altresì il concetto e la sostanza di un accordo fuori dal giudizio, che sicuramente al contrario di quanto dichiarato dal Laboratorio Civico non si potrà di certo concretizzare in una “contrattazione” tra le parti” – controbatte la Ferracuti.

 

“Partendo dalla difficoltà avutasi nello stabilire l’importo dell’imposta che la Edison avrebbe dovuto versare fino all’anno 2015, vista la reticenza mostrata fin dall’inizio a fornire i dati contabili utili al calcolo (ricordiamo che stiamo parlando di immobili non accatasti e per questo privi di rendita, elemento necessario al calcolo dell’imposta), che è infine convogliata, a seguito di diverse pronunce della Corte di Cassazione, in una rideterminazione degli importi basata su dati contabili forniti della società solo nell’ultimissimo periodo, si ribadisce il fatto che a seguito dell’approvazione della legge di stabilità n. 208/2015, è stata varata (comma 21), con decorrenza dal 1° gennaio 2016, una nuova disciplina per la determinazione della rendita catastale degli immobili censiti nei gruppi catastali D ed E per cui rimangono, soggetti al processo di valutazione catastale (attraverso stima diretta), il suolo, le costruzioni e i soli impianti a essi strutturalmente connessi che accrescono normalmente la qualità e utilità dell’unità immobiliare”. Quindi i calcoli andranno rifatti completamente. E verosimilmente diversi da quelli avuti fino al 2015.”

 

“Detto ciò gli importi verranno calcolati dagli uffici competenti al momento dell’emissione degli avvisi di accertamento sulla scorta della nuova normativa – prosegue l'Assessore -. Il difficile percorso, minato anche dal susseguirsi di diverse interpretazioni, ha chiuso un contezioso in essere con materia del contendere imposte non pagate per il periodo 2001-2015, detto ciò l’Ente Comunale emette atti codificati dalla Legge, lungi quindi dal pensare che possa accordarsi con la controparte su ulteriori questioni che non rientrano nel giudizio, così come stabilito per legge negli accordi fuori dal giudizio nelle liti pendenti. Quindi le considerazioni fatte dal Laboratorio Civico sembrano del tutto fuoriluogo. Così come fuoriluogo la considerazione sull’iter. L’Ente ha fatto valere il proprio diritto impositivo anche di fronte a una società che da subito ha mostrato la propria volontà a opporsi ai pagamenti. Per tale motivo si è dovuto seguire tutto l’iter giudiziario per poter addivenire a un accordo solo quando la controparte ha mostrato la volontà di parteciparvi. Non mi sembra di avere ricordo di accordi maturati con la volontà di una sola parte.”

 

“È infine - conclude la Ferracuti - un’eresia pensare che la costituzione in giudizio non comporti l’aggravio di costi legali o non mi sembra di aver mai riscontrato che le perizie vengano elaborate gratuitamente (va ricordato che la perizia, il cui importo era stato concordato con un contratto dall’Ente, è stata richiesta all'inizio del percorso quando non si era in grado di stabilire per lacune giurisprudenziali e per mancanza di volontà nella concessione dei dati contabili da parte di Edison le somme da richiedere, basti dire che la società incaricata è esperta in materia e ha estrapolato gli importi partendo da documenti contenenti i soli progetti relativi alle piattaforme), concetto che stride ancor più con la realtà dei fatti poiché palesato dai professionisti del Laboratorio Civico che, in quanto tali, su perizie e consulenze professionali basano la loro attività lavorativa. Vogliamo quindi pensare che l’Ente possa non rispettare i contratti. Sembra anche questa una mera banalizzazione della questione. A questi professionisti inoltre occorre ribadire il concetto che i due milioni anticipati dall'Edison nel 2016, erano stati accantonati prudenzialmente dall'Ente e solo con la sottoscrizione dell'accordo entrano a far parte delle entrate effettive del Bilancio, in conclusione l'entrata effettiva in bilancio sono i complessivi 4.329.000,00 euro.”

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Data pubblicazione : 09/01/2019 10:23
Scritto da : Redazione
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