Sanità
Il segretario regionale della Cisl Donati: "Non si può essere contenti di come vanno le cose nella sanità fermana"

Il prossimo 17 ottobre, è stata organizzata l’inagurazione del nuovi reparti di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria. Finalmente il dipartimento materno-infantile di Fermo potrà godere di spazi e locali dignitosi ed accoglienti ed anche dell’acqua calda che nei mesi scorsi è mancata. Di questo non possiamo che essere felici e soddisfatti, dopo anni di tribolazioni per i ritardi di effettuazione e di consegna dei lavori di ristrutturazione dell’Ospedale Murri. Anni, non dimentichiamolo, in cui la“sbornia” per la costruzione del nuovo ospedale di Fermo, ha impedito di progettare e realizzare in tempi rapidi una vera riqualificazione del Murri per mancanza di fondi appropriati.

Il segretario regionale della Cisl Donati:

Di sicuro il governatore uscente Spacca, venerdì tornerà a raccontare e promettere che il fermano avrà il nuovo ospedale ma fidarsi di un politico in campagna elettorale è peggio che avvicinarsi ad un leone affamato. Di sicuro ha un bel coraggio a ripresentarsi con il suo codazzo di accoliti a Fermo, magari a chiedere nuovamente voti, dopo la vicenda dell’ospedale nuovo.
La CISL FP non può che essere contenta della nuova struttura ma non può essere assolutamente soddisfatta di come stanno andando le cose per la sanità fermana in generale.
Dopo quasi un anno, la nuova gestione Carelli può essere valutata e certamente non si potrà dire che il Direttore non sia stato lasciato tranquillo di operare. Pochi Direttori prima di lui a Fermo hanno goduto di un così lungo periodo di tregua. Ora però è necessario cominciare la verifica.
La situazione del personale assistenziale rimane fortemente critica e purtroppo lo si nota a partire dai servizi territoriali, distrettuali e residenziali. La difficoltà poi della parte amministrativa, colpita duramente dal blocco del turn over, di cui Carelli è stato l’artefice quando era in ASUR, è evidente. Basta avvicinarsi ad un front office e guardare il caos che regna sovrano. Anche le stesse auto con le quali il personale ADI svolge il proprio lavoro, dimostrato il degrado costante della sanità fermana, privata da troppo tempo dei finanziamenti dovuti. Su quelle auto, però, rischiano ogni giorno e con qualsiasi tempo dei padri e madri di famiglia che lavorano per poco più di 1000 euro al mese.
Un po’ di numeri. Su n.1443 posti disponibili nella dotazione organica del personale del comparto dell’A.V.4 (esclusa quindi la Dirigenza), nell’ultima rilevazione di maggio, ne erano coperti stabilmente a tempo pieno solo n.1186 mentre ne risultavano coperti a tempo parziale n.61. I posti scoperti, quindi le mancate assunzioni di personale a tempo indeterminato, ne risultavano essere ben 180. Tra questi 180, risultavano scoperti n.43 posti d’Infermiere e 19 posti di Operatore Socio Sanitario. I Fisioterapisti invece risultavano carenti di 8 posti coperti. Nemmeno il personale Amministrativo se la passa bene, visto che risultavano scoperti n. 10 posti di Collaboratore Amministrativo e 10 posti di Assistente Amministrativo. A questi vuoti si fa fronte parzialmente con assunzioni a tempo determinato e co.co.pro. di durata sempre più breve. La precarizzazione del lavoro è una realtà in sanità. Mentre però il personale necessario nelle AA.VV. viene tagliato in ASUR si preoccupano di bandire un altro concorso per assumere nuovi Dirigenti pur in presenza di graduatorie valide INRCA.
Tutta questa carenza di personale è dovuta al blocco del turn over che l’ASUR ha disposto per far quadrare i conti del bilancio regionale. Lo scandalo però è che il risparmio di ben 38 milioni di euro portato a casa dalla Regione Marche in questi anni è stato conseguito tutto o quasi sulla pelle del personale dipendente della sanità ed in particolare del comparto. In contemporanea sono aumentati gli investimenti in appalti per le cooperative che si stanno prendendo pezzi interi di assistenza. L’esempio classico nell’Area Vasta 4 è stato l’esternalizzazione del personale assistenziale della RSA di Amandola ad una Cooperativa. Anche questa struttura,originariamente per 40 ospiti, operante solo parzialmente e con pochi assistiti, secondo noi, è stata più un’operazione elettorale che altro. L’assurdo è che con 43 posti d’infermiere da coprire e 19 posti di OSS , la Direzione di Area Vasta abbia ceduto alle pressioni dell’Asur e ad’interessi di operatori privati ed abbia appaltato una struttura che essendo pubblica doveva essere gestita con personale proprio.
Ora a fronte di nuovi reparti che verranno attivati – il prossimo sarà il Pronto Soccorso – noi siamo sempre più preoccupati per la carenza di personale. Non saranno infatti i muri o le stanze accoglienti, che faranno indubbiamente piacere ai malati, a rialzare o risollevare la sorte di una sanità locale sempre più in difficoltà. Dove sono gli investimenti per il personale aggiuntivo che questi nuovi reparti richiederanno? Dove sono le soluzioni organizzative e strutturali necessarie a far uscire dalla crisi servizi ormai al collasso per carenza di personale assistenziale e tecnico? L’ultima situazione di emergenza in ordine di tempo è stata quella dei Laureati del Laboratorio Analisi di Fermo che invece di una guardi attiva che qualifica il lavoro e le prestazioni diagnostiche interne ed esterne, rischiano di ritornare come nella preistoria con la pronta disponibilità, arretrando quindi clamorosamente in qualità del servizio solo perché non ci sono fondi. Ugualmente critica la situazione dei Tecnici di Laboratorio che per assenze lunghe stanno lavorando con 4 unità in meno del previsto così come i Tecnici di Radiologia carenti in organico. Non dimentichiamo che il Direttore della Patologia Clinica è vacante da anni e che il Direttore facente funzioni ha superato ogni limite temporale contrattuale per essere rinnovato. Con il massimo rispetto diciamo che In situazioni di criticità …il manico conta.
Lo stesso Pronto Soccorso ha dovuto affrontare una vera emergenza per il personale infermieristico ed OSS mancante. Nei mesi di Giugno –Luglio ed Agosto sono mancati ben 6 infermieri per ragioni varie e solo attraverso lo strumento dei turni aggiuntivi ( infermieri che oltre al loro turno giornaliero, garantiscono un turno aggiuntivo) è stato possibile garantire un servizio decente. Un record le ore aggiuntive infermieristiche che sono state necessarie per mandare avanti il Pronto Soccorso: 884 in tre mesi. Ma anche negli altri reparti non si è scherzato, infatti il totale delle ore lavorate in aggiunta a quelle contrattuali e retribuite separatamente nei citati mesi, sono state circa 3.200. Potremmo elencarne a decine di situazioni ormai al limite del consentito. Un plauso va al personale che come sempre ha dimostrato molto senso di responsabilità e professionalità che molti Dirigenti non avrebbero invece evidenziato, sbagliando evidentemente la programmazione del personale necessario a garantire i servizi in estate.
La grande preoccupazione, che la CISL FP oggi intende esternare è che di fronte ad un quadro sempre più critico per la carenza di personale, che aumenterà nel 2015 a causa degli ulteriori tagli annunciati dalla Regione sul personale e soprattutto sui precari, si assista in A.V.4, ad operazioni di utilizzo di Infermieri ed OSS a dire poco “creative” ma che potrebbero rivelarsi molto pericolose, non solo per gli stessi professionisti Infermieri ma soprattutto per gli utenti. E’ infatti una bufala clamorosa che ogni infermiere possa e debba essere onnisciente ed essere pronto a lavorare in ogni servizio o Unità Operativa. Ci sono reparti che richiedono da parte dell’infermiere conoscenze, manualità e formazione per poter svolgere al meglio ed in sicurezza l’assistenza agli utenti, soprattutto quando si viene chiamati ad operare in urgenza o in reperibilità. Questo concetto, starebbe saltando a causa della coperta troppo corta e non solo nell’ambito infermieristico. Inquietante il silenzio del Direttore di Area Vasta che farebbe bene a controllare meglio ed intervenire veramente e non a parole, quando le iniziative estemporanee o direttive fantasiose senza basi giuridiche, di singoli Dirigenti o Direttori, rischiano di invadere la sfera dei diritti contrattuali ma anche dei diritti primari dei lavoratori stessi. La CISL FP ha dimostrato di essere sempre pronta a valutare soluzioni ai problemi , se coinvolta. Non è disposta a subire azioni estemporanee che colpiscono i lavoratori, finalizzate più a tappare buchi che a risolvere i problemi veri. Partorite senza una programmazione ed il confronto necessari.
Da oggi in poi questi saranno il metro ed il termometro con i quali la CISL FP valuterà l’operato della Direzione e dei suoi collaboratori: legittimità degli interventi organizzativi e sicurezza per professionisti ed utenti. Se non basteranno le parole ed il confronto entreranno in campo gli avvocati ed i giudici. Un anno è passato, la disponibilità della Direzione a dialogare c’è stata ma oltre alle parole sarebbe ora di vedere i risultati che vanno ben oltre l’inagurazioni o le passerelle dei politici di turno.

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Data pubblicazione : 15/10/2014 14:42
Scritto da : Giuseppe Donati, segretario regionale Cisl Fp
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • indignato

    15-10-2014 21:25 - #1
    ospedale di fermo, che pianto,a partire dal ps,reparti accorpati,cerchi un ambulatorio pensi che si trovi nel reparto ma non ci pensare proprio,cerchi l ambulatorio di nefrologia,devi andare al piano infettivi roba da non crederci.
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