Sanità
Montegranaro, legge sul biotestamento. Questa sera l'incontro pubblico sulle disposizioni anticipate di trattamento

La legge sul fine vita o biotestamento (l. 219/2017), recante "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento (Dat)", è ormai effettiva da fine gennaio 2018.

Montegranaro, legge sul biotestamento. Questa sera l'incontro pubblico sulle disposizioni anticipate di trattamento

Come spesso accade alle normative che si occupano di questioni etiche complesse e delicate come questa, l'entrata in vigore della legge è solo l'inizio di un percorso che vede nell'informazione e nel dialogo tra esperti e cittadini l'elemento essenziale sia per una corretta applicazione della legge stessa, sia per scongiurare il pericolo che questa venga mistificata o misconosciuta.


É proprio il bisogno di avviare un dibattito su questi temi che ha spinto l'associazione di volontariato L'Abbraccio a promuovere l'incontro pubblico intitolato "Legge sul fine vita - Conoscere le dichiarazioni anticipate di trattamento per compiere scelte consapevoli", che si terrà questa sera alle ore 20:45 presso l'auditorium Officina delle Arti a Montegranaro. L'iniziativa ha il patrocinio dell'Asur - Av 4, con alcune professionalità esperte tra i relatori, e del Comune di Montegranaro, che ha già istituito il Registro comunale per le DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento).

 

Dopo i saluti introduttivi dell'associazione L'Abbraccio, del direttore Generale dell'Area Vasta 4 Licio Livini e del Sindaco di Montegranaro Ediana Mancini, interverranno diversi medici, tra cui anche due operatrici sanitarie (un medico palliativista e una psicologa psicoterapeuta) dell'ospedale Niguarda di Milano (per info e programma www.abbracciomontegranaro.it oppure 389 028 0930).


«Nell'invitare tutti i cittadini a partecipare - spiegano i promotori - ci preme porre l'attenzione sull'importante strumento delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, che non devono essere ridotte a semplice espressione della volontà di "alleviare le sofferenze della malattia" perché, al contrario, sono il prodotto di un percorso di consapevolezza personale che rende il cittadino, prima che il paziente, partecipe del proprio progetto di cura in qualunque direzione questo voglia svilupparsi: tanto nella sospensione di un eventuale accanimento terapeutico, quanto nella volontà di adottare ogni mezzo possibile per salvare e prolungare la propria vita, in qualunque condizione questa si presenti».

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Data pubblicazione : 20/04/2018 09:57
Scritto da : Redazione
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