Sanità
Livini fa 13, ecco i nuovi primari del Murri: Bisonni a Oncologia, Lamponi a Ortopedia e la Palmieri a Psichiatria

L'ospedale Murri di Fermo accoglie tre nuovi primari: è infatti diventata ufficiale nelle ultime ore la nomina del dott. Federico Lamponi a capo del reparto di Ortopedia e Traumatologia e della dott.ssa Mara Palmieri alla guida di quello di Psichiatria: i due vanno ad aggiungersi al dott. Renato Bisonni, che già dal primo maggio è entrato in carica come numero uno di Oncologia.

Livini fa 13, ecco i nuovi primari del Murri: Bisonni a Oncologia, Lamponi a Ortopedia e la Palmieri a Psichiatria

Soddisfatto e orgoglioso per le nomine il direttore dell'Area Vasta 4 Licio Livini: “Oggi facciamo 13! - esordisce Livini –. Con loro sale infatti proprio a 13 il numero di primari nominati da quando si è insediata questa direzione e questo nostro fare 13 lo prendo anche come un auspicio che le cose vadano nel verso giusto. Ci viene sempre chiesto di investire in tecnologie, strumentazione e spazi, ma per noi l'investimento più importante è e rimane quello sulle persone. Abbiamo cercato figure quanto più possibili giovani ma già esperte dei rispettivi settori, oltre che propense a centrare traguardi importanti dal punto di vista professionale”.

Livini ha poi tenuto a ringraziare i medici che nell'ultimo periodo hanno ricoperto l'incarico di primario facente funzione nei tre reparti in questione: dal dott. Bascioni, in carica per circa un anno ad Oncologia dopo il pensionamento di Giustini, al dott. Mancini, che per qualche anno ha retto Ortopedia dopo l'addio di Di Castri, fino alla stessa Palmieri, che ha gestito il servizio di Psichiatria in attesa del concorso che l'ha nominata ufficialmente primaria.

Si tratta naturalmente di tre medici dai curricula importanti, ma Andrea Vesprini, pur tenendo nella dovuta considerazione le loro competenze strettamente professionali, ha voluto sottolineare la centralità di altri due aspetti: “All'alta professionalità va sempre collegata una certa capacità umana, la propensione a relazionarsi e comunicare con il paziente – evidenzia il dirigente dell'Area Vasta 4 -. Poi è fondamentale anche l'integrazione, sia multidisciplinare che multiprofessionale (cioè tra medici, infermieri, operatori tecnici ecc.): le differenze possono essere anche una ricchezza, ma è importante saper trovare l'accordo”.

 

Renato Bisonni, 55enne nativo di Tolentino ma residente da diversi anni a Porto San Giorgio, si è laureato a Bologna specializzandosi poi alla Politecnica delle Marche. Relatore a numerosi corsi di formazione, convegni e seminari, nonché presidente dell'associazione Mar Cancro, ha all'attivo tante pubblicazioni scientifiche. Entrato in servizio come primario lo scorso 1 maggio, Bisonni dimostra già di avere le idee chiare su quali siano i punti da migliorare nel suo fondamentale reparto: “Oncologia negli anni ha fatto tanto sul territorio e non credo abbia vulnus dal punto di vista scientifico – spiega –. Dovremo però migliorare nell'accoglienza e nella vicinanza alle famiglie. Per questo bisognerà interagire con la Regione: abbiamo una rete oncologica importante da ampliare sempre di più per condividere le esperienze e aumentare la fiducia del paziente nel rivolgersi al nostro servizio”.

Per migliorare l'accoglienza in un reparto che effettua circa 40 day hospital al giorno, con punte anche di 55, sarà importante ricavare nuovi spazi: Bisonni ha ammesso questa esigenza, ma si è detto fiducioso nella capacità di Livini di trovare una soluzione, per la quale c'è già un progetto in cantiere.

 

Viene da Porto San Giorgio anche Federico Lamponi, 46enne nuovo primario di Ortopedia: laureatosi all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e specializzatosi a Pavia, Lamponi ha collezionato diverse esperienze all'estero, in Francia in particolare ma anche negli Stati Uniti e a Barcellona, e dal 2008 è dirigente medico di I livello presso l'Azienda Sanitaria di Rimini, dove è stato responsabile del pronto soccorso ortopedico, delle attività ambulatoriali e della formazione. Dotato di una formazione prevalentemente traumatologica, in campo ortopedico è specializzato soprattutto nell'anca, di cui si dice esperto a 360°, dall'età adolescenziale ed evolutiva fino alla sua degenerazione: “Nel nostro campo è importante pensare ad un lavoro di équipe – evidenzia riprendendo le considerazioni di Vesprini – e soprattutto è fondamentale mettersi nei panni del paziente, che spesso e volentieri è quasi l'ultima persona che viene presa in considerazione e che invece è l'elemento centrale per cui esiste tutta la struttura”.

Analogamente a Bisonni, anche Lamponi, che prenderà servizio il 1 luglio, ha già le idee chiare su come impostare il lavoro nel reparto: “Dovremo differenziare tra un periodo estivo, in cui dedicarci prevalentemente alla cura di tutti i traumi che arrivano dal territorio e in particolare dalla costa, e un periodo invernale nel quale occorre invece una programmazione per far fronte alle numerose richieste di patologie degenerative in una Regione come la nostra che è tra quelle con il maggior tasso di vecchiaia”.

 

Mara Palmieri, infine, prenderà ufficialmente servizio a Psichiatria a partire dal 16 maggio. 57 anni compiuti da poco, la Palmieri si è laureata a Chieti e specializzata ad Ancona sia in psichiatria che in igiene e medicina preventiva. Sempre nel capoluogo dorico ha conseguito anche un master in management dell'organizzazione sanitaria. Faro della sua azione i principi della legge Basaglia, che quest'anno compie 40 anni dalla sua approvazione e che superò la logica manicomiale nell'organizzazione dell'assistenza psichiatrica ospedaliera e territoriale.

“Con quella legge si è passati dalla coercizione e l'internamento all'inclusione e al riconoscimento dei diritti del paziente, con interventi puntuali e differenziati – sottolinea la Palmieri -. Negli anni abbiamo costruito un gruppo di lavoro importante che condivide un modus operandi, quello di mettere al centro il paziente nell'ottica di ridurne la disabilità e il disagio sociale”.

La Palmieri snocciola i numeri del suo reparto: sono 2500 i pazienti sul territorio, il 42% dei quali con diagnosi di psicosi, la più grave di tutte. 500, invece, i ricoveri annui con una degenza media di 10 giorni che rispecchia la media nazionale. L'ospedale è però solo la punta dell'iceberg di un sistema complesso, che prevede poi i centri di salute mentale, che costituiscono la parte territoriale del dipartimento, con una sede centrale a Fermo e ambulatori a Porto Sant'Elpidio, Montegranaro, Petritoli e Montegiorgio: qui il paziente viene preso in carico da un'équipe composta da numerosi specialisti. La fase successiva è quella riabilitativa nelle SRR (Strtture residenziali riabilitative) in cui i pazienti, assistiti 24 ore su 24, rimangono solitamente per circa tre anni e affrontano tutta una serie di attività propedeutiche all'uscita e al reinserimento nel territorio.

“Il reparto ospedaliero non è solo il luogo dove si riducono i sintomi, ma anche quello in cui comincia l'alleanza terapeutica tra pazienti, operatori e famiglie, che permettere il passaggio dall'équipe ospedaliera a quella territoriale che prosegue la cura – conclude la Palmieri illustrando le varie tappe di questa filiera complessa -: la continuità assistenziale è infatti fondamentale per ridurre i ricoveri e la cronicità dei sintomi e con essa la disabilità”.

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Data pubblicazione : 08/05/2018 14:12
Scritto da : Andrea Pedonesi
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