Sanità
Accesso alle cure per i richiedenti asilo, Fulimeni attacca Asur e Regione: "Grottesca la distinzione tra inoccupato e disoccupato, esenzione del ticket per chi è privo di impiego"

"Sui migranti, e tra questi i richiedenti asilo in particolare, non solo continuano a moltiplicarsi politiche punitive volte ad istituire una sorta di diritto differenziale (vedi L. 46/17 Minniti e il recente Decreto Legge Salvini n.113), ma persistono perniciose pratiche burocratiche anche laddove, come nel caso del diritto all’esenzione del ticket, sentenze dei Tribunali e circolari ministeriali si siano ripetutamente espresse in maniera inequivocabile negli ultimi anni". A parlare è Alessandro Fulimeni, responsabile dei progetti SPRAR del Fermano.

Accesso alle cure per i richiedenti asilo, Fulimeni attacca Asur e Regione:

"Infatti continua ad essere perpetrata da Regione Marche e ASUR la surreale distinzione tra “inoccupato” e “disoccupato”, in base alla quale solo soggetti che hanno già lavorato e si trovano privi di lavoro possono godere dell’esenzione dal pagamento del ticket - continua Fulimeni -. Come possano richiedenti asilo certificare lo stato di disoccupazione dopo appena 60 giorni dalla presentazione della richiesta di protezione, dal momento che essi evidentemente non hanno potuto svolgere in questo breve lasso di tempo alcuna attività lavorativa e sono privi di adeguati mezzi di sostentamento, non costituisce evidentemente alcun problema per la cieca burocrazia della nostra Regione.
Non può sfuggire a nessuno la delicatezza di tale questione, che riguarda la preclusione all’accesso al diritto alla salute da parte dei richiedenti asilo, ma che investe anche la salute di tutta la collettività; sono molti coloro che rinunciano, non potendo sostenerne i costi, a farmaci, visite specialistiche o indagini per poter supportare la loro richiesta d’asilo (consulenza in ambito psichiatrico, dermatologico, chirurgico, medico legale ecc.) o per accedere a specifiche cure o, anche, in ambito preventivo, a esami infettivologi".

 

"Come è noto - scrive ancora Fulimeni - il ritardo nelle diagnosi e nelle cure determina “costi” sanitari e sociali assai elevati sia per la salute individuale (aggravamento, complicazioni, cronicizzazioni) sia in termini di salute collettiva.
Di fatto, tantissime persone prive di reddito, che non possono entrare in tempi rapidi in un mercato del lavoro che per di più si configura in molte situazioni come nero ed informale, deprezzato e ricattabile, si trovano concretamente costrette a non curarsi.
Eppure:
L’art. 32 della Costituzione recita che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”', parlando di individuo e andando quindi oltre il principio di cittadinanza.
Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 13 giugno 2018, è tornato a ribadire il diritto al riconoscimento dell’esenzione dal ticket sanitario, prevista in favore di soggetti privi di occupazione e di reddito, per chiunque non svolga attività lavorativa, confermando il superamento della distinzione tra disoccupati e non occupati, richiamandosi esplicitamente alla pronuncia del 17 febbraio 2017 con cui lo stesso Tribunale di Roma aveva già dichiarato il riconoscimento dell’esenzione dal pagamento del ticket sanitario".


"La circolare Ministero del Lavoro n. 5090 del 4.4.2016 - argomenta il responsabile dei progetti Sprar del nostro territorio - ribadisce che per la fruizione di prestazioni di carattere sociale rileva esclusivamente la condizione di non occupazione.
L’art. 19 comma 7 del d.lgs. n.150/2015 stabilisce che “le norme nazionali o regionali e i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione”.
La circolare del Ministero del lavoro 34/2015 ha chiarito la definizione di “condizione di non occupazione” svincolando dalla registrazione come disoccupato la fruizione delle prestazioni sociali.
Va anche rimarcato come i richiedenti asilo abbiano diritto a vedere disciplinata la loro condizione dalla normativa europea, che all’art. 17, par. 4, della Direttiva 2013/33/UE definisce come "gli Stati membri possono obbligare i richiedenti [asilo] a sostenere o a contribuire a sostenere i costi delle condizioni materiali di accoglienza e dell’assistenza sanitaria qualora i richiedenti dispongano di sufficienti risorse, ad esempio qualora siano stati occupati per un ragionevole lasso di tempo". Vale a dire che per il diritto europeo, il richiedente asilo può essere chiamato a contribuire ai costi per l’assistenza sanitaria solo nella misura in cui egli sia in grado di farvi fronte, ad esempio, perché occupato da un ragionevole periodo di tempo".


"E’ quindi ampiamente consolidato e definito, anche alla luce di un principio generale su cui si basa il nostro ordinamento giuridico, quale quello di non discriminazione, che è l’essere privo di impiego che determina l’esenzione e non la grottesca distinzione tra inoccupato e disoccupato.
In un simile contesto giurisprudenziale appara incredibile ed estremamente grave che ancora oggi non vi sia corretta applicazione delle attuali previsioni normative da parte della Regione Marche e che l’ASUR non si conformi a quanto stabilito dal legislatore".

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Data pubblicazione : 20/10/2018 11:38
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
11 commenti presenti
  • FERMANO VERO

    25-10-2018 13:52 - #11
    MA SE STANNO NEGLI SPRAR MICA CHIEDONO LA ELEMOSINA!!! QUELLI CHE CHIEDONO ELEMOSINA NON SONO GESTITI DA SPRAR. MA CHE DITE? QUELLI CHE HANNO VITTO E ALLOGGIO MICA VANNO A CHIEDERE ELEMOSINA, POI SE NE ACCORGEREBBERO E SAREBBERO ESPULSI. I RAGAZZI HANNO VITTO E ALLOGGIO NON HANNO BISOGNO DI ELEMOSINA, LORO CERCANO LAVORO VERO E FINCHé NON CE L'HANNO NON DEVONO PAGARE LE CURE MEDICHE. W FERMO
  • ffrancesco

    24-10-2018 14:05 - #10
    Il lavoro non è sacro. il Sacro è altro. Il lavotro è una necessità come respirare , uno non può respirare per l'altro.
  • Armandino de Fallerò

    24-10-2018 12:02 - #9
    W FERMANO VERO....è giusto che siano pagati ma secondo il tuo ragionamento è meglio tenerli fuori dai locali a chiedere l'elemosina ....in "nero". Me sa che Tu de Fermano non ciàj co' !
  • FERMANO VERO

    23-10-2018 12:46 - #8
    IL AVORO è SACRO E VA SEMPRE PAGATO, I MIGRANTI NON DEVONO FARE LAVORI SOCIALMENTE UTILI, DEVONO LAVORARE ED ESSERE PAGATI (ALTRIMENTI LEVANO VERAMENTE LAVORO A ITALIANI). TUTTI I LAVORI DEVONO ESSERE PAGATI! E S ENON LAVORA IL MIGRANTE HA DIRITTO A NON PAGARE IL TICKET! W FERMO LIBERA E CIVILE!
  • ERNESTO CHE

    22-10-2018 20:03 - #7
    Chi più chi meno, tutti siamo responsabili di qualcosa. Chi di uno Sprar chi di un condominio, chi di se stesso. A Roma li chiamano "A dotto" da noi nei modi più disparati. Le visioni della problematica dei migranti sono molteplici, ma tutte con un comune denominatore, il proprio interesse personale. Nulla che vada oltre la soggettiva visione del problema che è enorme, ma nello stesso tempo banale. Ci si è ridotti ad uno scontro tra il pietismo di maniera di chi trae sostentamento nella politica dell'accoglienza, tra chi la usa e la strumentalizza come problema politico al motto “prima gli Italaini” a chi, invece, è incazzato e senza lavoro e vede il diverso con più diritti rispetto ai molti che, pur non facendo nulla di concreto per il paese che li ospita, anzi molti delinquono, hanno ogni bene di prima necessità. L'accoglienza è giusta ma a mio parere è giusto avere anche riscontri da parte di chi è ospitato. Dico a Fulimeni, che in primo luogo occorre che la parte migliore dei migranti faccia sentire la sua voce nei confronti dei connazionali che delinquono in ogni campo, facendo quadrato e isolando loro per primi le mele marce, anche collaborando con la polizia a denunciare le persone che si comportano male. In secondo luogo occorre che lo Stato si faccia promotore di un loro utilizzo in attesa di accertamenti sulla loro natura di rifugiati politici per poter essere utilizzati per lavori socialmente utili. Non credo che faccia onore al Suo credo politico condividere che molti di queste persone siano davanti ad ogni attività commerciale per chiedere l'elemosina che è un modo per perdere dignità e rispetto a fronte di giovani che invece potrebbero offrire la loro manodopera in lavori utili ? Di chi è la responsabilità di questo atteggiamento passivo ? Del governo passato, degli attuali, dei responsabili degli Sprar, delle cooperative molte delle quali per loro ammissione lucrano su questi poveri disgraziati che ricevono appena 2/3 euro al giorno per sopravvivere , dei cittadini ? Condivido con Fulimeni che occorre la solidarietà ma non quella passiva e di assistenzialismo ma una solidarietà attiva. Vedere molti giovani di colore e non collaborare con le amministrazioni, con le associazioni magari a tenere pulite le vie, i giardini, fare assistenza agli anziani, dare servizi alla collettività farebbe venir meno l’odio per il diverso di colore e farebbe svuotare la politica gridata di molti argomenti, lavori che servono ad ottenere rispetto o non commiserazione come sempre oggi avviene. Fulimeni, riconoscere gli errori passati della sinistra e prendere coscienza che gli immigrati non vanno difesi per il loro colore ma per la loro dignità di uomini, forse, gioverebbe a stemperare le attuali tensioni e rendere la vita di questi uomini e donne migliori in un paese che è sempre stato solidale verso i più deboli. Amo una sinistra con meno slogan e più concretezza.
  • FERMANO VERO

    22-10-2018 19:08 - #6
    PERCHE' LE COOPERATRIVE MICA PRENDONO I SOLDI DALLO STATO!!! QUESTO LO FANNO GRATIS, MICA POSSONO PAGARE SE NON PRENDONO SOLDI!!!
  • ffrancesco

    22-10-2018 14:20 - #5
    Bravi, FERMANO VERO e Gabriele, un padre deve pagare il ticket per i figli perhè le cooperative non devono pagare per i richiedenti asilo?
  • FERMANO VERO

    21-10-2018 20:37 - #4
    FRANCESCO DICI BUGIE I PROFUGHI NON PRENDONO SOLDI LI PRENDONO LE COOPERATIVE, E LE COOPERATIVE NON DEVONO PAGARE IL TICKET
  • Gabriele

    21-10-2018 16:36 - #3
    Ecco l'esempio classico di bufala razzista: il richiedente asilo dispone di 1000 euro per il sostentamento. E' la dimostrazione che il razzismo si basa sulla ignoranza.
  • FERMANO VERO

    21-10-2018 10:04 - #2
    NOI FERMANI VERI SIAMO SEMPRE CON I PROFUGHI, NON DEVONO PAGARE IL TICKET! NON HANNO I SOLDI, VIVONO PER STRADA COME FANNO A PAGARE LE CURE MEDICHE?
  • ffrancesco

    20-10-2018 17:13 - #1
    Perchè un lavoratore che percepisce uno stipendiodi 1000 € deve pagare i ticket e un richiedente asilo che dispone di 1000€ per il sostentamento non deve pagare ?
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