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"DALLA PARTE GIUSTA". Quale futuro per i nostri campeggi turistici?

Negli ultimi due anni due campeggi del nostro territorio, prima il Verdemare di Marina Palmense e poi il Riva Verde di Marina di Altidona, sono stati al centro di intricate vicende giudiziarie che hanno catalizzato l'attenzione delle cronache locali.  

Al centro di entrambi i fatti la contestazione del reato di lottizzazione abusiva: ma cosa dice esattamente la legge in merito? C'è qualcosa che le istituzioni locali e regionali possono fare per evitare che si ripetano casi del genere, con contestuali danni economici al nostro territorio e messa in pericolo di molti posti di lavoro? La risposta la fornisce l'avvocato Andrea Agostini nella sua rubrica "Dalla parte giusta".

La Provincia di Fermo fa giurisprudenza quanto a contestazioni di lottizzazione abusiva.

Basti pensare che la Cassazione Penale si è interessata in 2 anni già ben 3 volte del Verde Mare di Marina Palmense (la prima con la sezione III, sentenza 24-08-2016, n. 35457, la seconda con la sezione IV, sentenza 15-02-2017, n. 13496, la terza ancora con la sezione III, sentenza 01-02-2018, n. 4760) e 1 del Riva Verde di Marina di Altidona (sezione III, sentenza 31-05-2018, n. 24724).

Cosa dice la legge?

Arresto fino a 2 anni e ammenda da 30.986 a 103.290 euro a chi opera trasformazioni urbanistiche o edilizie di terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Nel caso di specie la lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio riguarda manufatti leggeri anche prefabbricati, roulottes, campers, case mobili, che se utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi, magazzini, sono nuove costruzioni e come tali pretendono per essere legittime il rilascio preventivo di un permesso di costruire, in mancanza del quale il Comune emana ordinanza di demolizione per reprimere l’abuso e ripristinare gli interessi paesaggistici violati.

Attenzione però perché nel tempo la legislazione nazionale sul punto di interesse è cambiata ben 3 volte in 3 anni (l’art.3 co.1 lett.e.5) del T.U. dell’Edilizia DPR 06/06/2001, n. 380 è stato modificato nel 2013, 2014 e 2015).

Così la regola sopra citata sconta una fondamentale eccezione: la ragione turistica.

Infatti le stesse strutture di cui sopra non pretendono singolarmente permesso di costruire se “siano dirette a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricomprese in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore”.

Fermo allora il fatto che anche in un campeggio autorizzato può commettersi il reato di lottizzazione abusiva allorquando si realizzi uno stabile insediamento abitativo con rilevante impatto negativo sull’assetto territoriale, ecco che la soluzione per dare certezza agli operatori è più a portata di mano di quanto non si creda.

Sufficiente la Regione Marche si assuma la responsabilità di guardare al futuro dello sviluppo del settore turistico aggiornando una legislazione risalente al 2006 (T.U. norme regionali in materia di turismo L.11/7/06 n.9).

Esigenza temporanea, struttura recettiva all’aperto, sosta, soggiorno, turista, sono 5 chiavi utili a entrare nel merito dei problemi emersi e con sapienza risolverli, ciò non tanto per i due operatori incriminati, quanto per l’intera economia turistico ricettiva della nostra Regione.

Opportuno quindi che il Fermano alzi lo sguardo oltre le aule della Cassazione e si renda protagonista di soluzioni normative facendo sentire la propria voce a Palazzo Raffaello.

 

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Data pubblicazione : 12/08/2018 11:43
Scritto da : Avv. Andrea Agostini
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