Approfondimenti
Via libera del Senato al Milleproroghe: strappo tra Anci e governo, finanziamenti per le periferie sempre più in bilico. Decaro: "Sospesi i rapporti istituzionali con il governo"

Il decreto Milleproroghe è legge: a tre giorni dalla scadenza del termine per la conversione, il provvedimento che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane, in particolare per la norma che rinvia l'applicazione delle sanzioni per i genitori dei bambini sprovvisti di certificati vaccinali e per quella relativa alla sospensione per due anni della maggior parte dei progetti del Bando Periferie (tra cui quello di Lido Tre Archi), ha ricevuto il via libera definitivo da parte dell'assemblea di Palazzo Madama.

Via libera del Senato al Milleproroghe: strappo tra Anci e governo, finanziamenti per le periferie sempre più in bilico. Decaro:
Ph: ansa.it

Il provvedimento è passato con 151 voti favorevoli, 93 contrari e 2 astenuti dopo le ultime ore segnate dalle proteste delle opposizioni, tra cui quella dei senatori del Pd che nella giornata di ieri hanno occupato l'aula della Commissione Affari Costituzionali contestando la decisione del governo di troncare la discussione mandando il provvedimento in aula senza relatore.

Molto duro l'intervento prima del voto da parte del senatore dem del Fermano Francesco Verducci, che martedì sera aveva presentato un pacchetto di emendamenti a sua prima firma per impedire quello che secondo lui si configura come "uno scippo perpetrato dal governo di Lega e Movimento 5 Stelle".

 

In ogni caso, l'approvazione del provvedimento in Parlamento non implica la parola fine definitiva sulla questione dei finanziamenti del Bando Periferie. Proprio ieri pomeriggio, infatti, il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro aveva espresso ottimismo su una possibile risoluzione positiva del caso. “Di ritorno da Roma con qualche buon segnale” - aveva scritto il primo cittadino sul suo profilo facebook, alludendo a quanto emerso durante la riunione del direttivo dell'Anci nazionale nella capitale.

 

Il primo segnale positivo riguardava il possibile superamento dei profili di incostituzionalità che secondo il governo nazionale viziano il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che l'anno scorso aveva ammesso a finanziamento anche i 96 progetti (tra cui quello di Lido Tre Archi) piazzatasi dietro in graduatoria rispetto ai primi 24, quelli sovvenzionati fin dall'inizio.
Un passo indietro per capire meglio la questione: la norma a monte del bando per le periferie, ovvero il comma 140 dell'articolo 1 della Legge di Stabilità del 2016, aveva istituito un fondo, con una prestabilita dotazione finanziaria annuale da qui fino al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale in una lunga serie di settori di spesa.
Una norma che però è stata bocciata dalla Corte Costituzionale con la sentenza 74/2018, espressasi su un ricorso presentato dalla Regione Veneto. Secondo il ragionamento dell'ente presieduto da Luca Zaia, infatti, il fondo investimenti in questione “è destinato a finanziare programmi presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato, ma che intervengono anche in settori che investono direttamente le competenze concorrenti delle Regioni, senza però prevedere alcun coinvolgimento delle Regioni interessate”. Proprio la mancata previsione di un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale fu il profilo bocciato dalla Corte.

 

Chiarendo che per “materie a competenza concorrente” si intendono quelle, elencate dall'art. 117, comma 3 della Costituzione, nelle quali lo Stato fissa una legislazione di principio che viene poi sviluppata nel dettaglio dalle singole regioni, nel caso specifico il ragionamento del governo nazionale era che l’assegnazione di una quota delle risorse del Fondo investimenti al Fondo periferie rientrasse nella materia “governo del territorio”, per l'appunto una di quelle a competenza concorrente. Secondo l'esecutivo, allora, solo i primi 24 progetti erano stati finanziati in maniera corretta essendo intervenuta durante l'iter un'intesa in merito con la Conferenza Unificata, intesa che, invece, non era arrivata prima dell'adozione del decreto che stanziava le risorse per gli altri 96.

 

Una linea di pensiero che però non aveva assolutamente trovato d'accordo l'Anci, convinta che l'adozione del bando periferie non rientrasse nella materia “governo del territorio” e che quindi l'assenza dell'intesa non andasse a incidere sulla costituzionalità del decreto: una querelle che sembrava destinata a chiudersi a breve, perché il Governo aveva convocato la Conferenza Unificata da cui sarebbe dovuto arrivare il via libera necessario per archiviare definitivamente questa questione “procedurale”.

Oggi, però, i i rappresentanti dell'Anci nazionale, guidati dal loro Presidente, il primo cittadino di Bari Antonio Decaro, una volta arrivati all'incontro hanno appreso che il punto in questione era stato tolto dall'ordine del giorno della seduta.

Uno sviluppo inatteso a cui l'assemblea dei sindaci ha risposto in maniera durissima, optando per la sospensione dei rapporti istituzionali con il governo. "I sindaci non si fanno prendere in giro - sono le dichiarazioni di Decaro riportate dall'Ansa - non sapevo che nel contratto di governo fosse stato deciso di strappare tutti i contratti fra istituzioni".


Un mancato passo avanti sul piano procedurale che a questo punto mette in pericolo quello più sostanziale che sarebbe dovuto arrivare subito dopo: nei prossimi giorni, infatti, si sarebbe dovuto svolgere anche il primo incontro tra rappresentanti del Governo, dell'Anci nazionale e tecnici per riscrivere la norma che sarebbe dovuta andare a ripristinare i finanziamenti dei progetti attualmente sospesi (da capire se tutti o solo quelli con un iter più avviato) e che sarebbe poi stata inserita nel primo decreto utile dopo la pubblicazione del Milleproroghe.

Alla luce degli sviluppi di oggi, però, tutto torna in discussione e il futuro del finanziamento per la riqualificazione di Lido Tre Archi è di nuovo più che mai in bilico.

Letture:1974
Data pubblicazione : 20/09/2018 17:52
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications