Approfondimenti
“Il più grande disastro dalla seconda guerra mondiale”: il cratere due anni dopo. GLI ALLARMANTI NUMERI DEL SISMA NEL FERMANO

Emergenza, solidarietà, vicinanza… in questi lunghissimi due anni le parole sono state tante, troppe. Oggi Informazione.tv ha deciso di “parlare” con i numeri, i numeri del sisma, di quel sisma che nei 17 comuni del cratere ha spazzato via Chiese, sedi comunali, scuole, ostelli, case di riposo, palestre, circoli cittadini, convento.
Una “fotografia” d'impatto, quella che la nostra redazione ha voluto scattare, “freddi” numeri che, se da un lato non trasmettono le sofferenze e le difficoltà di chi ha visto cambiare la propria vita da un momento all'altro, dall'altro mettono bene in risalto le proporzioni di una devastazione di cui purtroppo anche tanti abitanti del nostro territorio, che hanno avuto la fortuna di essere solo sfiorati dal sisma, fanno fatica a rendersi conto.

“Il più grande disastro dalla seconda guerra mondiale”: il cratere due anni dopo. GLI ALLARMANTI NUMERI DEL SISMA NEL FERMANO

Tutti noi, comunque, ricordiamo dove eravamo il 30 ottobre 2016 alle ore 7 e 40 e 17 secondi, quando un sisma di magnitudo 6,5, a 9km di profondità, con epicentro Norcia, ha colpito buona parte delle aree interne della nostra provincia, creando danni ben in quattro regioni, già provate dello sciame sismico iniziato il 24 agosto.
Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche. Le Marche, la regione che ha riportato più danni rispetto alle altre tre e nella quale nulla sembra muoversi e tutto sembra essere rimasto (quasi) a quel 30 ottobre.


I Sindaci ormai non ce la fanno più. “Non abbiamo una Chiesa, non abbiamo una sede comunale, non abbiamo una scuola”: questo lo straziante grido di dolore che viene da popolazioni ormai allo stremo delle forze e che soprattutto non vogliono più sentir parlare di ordinanze ma di velocità, di rapidità, di concretezza, di fatti, di ricostruzione.

 

Dai numeri che riportiamo di seguito, infatti, emerge in maniera netta quanto sottolineato ieri anche dal Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “A due anni dal sisma – le sue parole - si sta concludendo lo stato di emergenza, previsto fino a dicembre e che probabilmente verrà prorogato. La Regione ora ha lo sguardo rivolto alla ricostruzione".


Una ricostruzione di cui per il momento nel nostro territorio non c'è sostanzialmente traccia. Pochi gli edifici pubblici riaperti nel corso di questi due anni, pochissimi quelli privati: i numeri lo testimoniano impietosamente e segnalano la drammaticità di una situazione che purtroppo sembra destinata a protrarsi ancora per anni.
Così come testimoniano, d'altra parte, la disomogeneità di un “cratere sismico” che ha necessariamente teso ad uniformare e a mettere per certi aspetti sullo stesso piano gradi di devastazione anche molto diversi.

 

Lo scopo di questa “fotografia”, in ogni caso, è quello di tenere ancora accesi i riflettori su quello che il sindaco di Senigallia e presidente dell'Anci Marche ha definito come “il più grande disastro che abbia colpito la nostra regione dalla seconda guerra mondiale in poi”: un disastro che purtroppo è ancora ben lontano dall'essere superato.

 

 

 

AMANDOLA (Sindaco Adolfo Marinangeli)

 

Edifici privati inagibili 2016: circa 800

Edifici pubblici inagibili 2018: circa 750

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 24 (Chiesa del Beato Antonio, Chiesa San Francesco, Chiostro San Francesco, Teatro la Fenice, Torrione del Podestà,Chiesa Santa Maria a Piè d'Agello, Collegiata, Casa del Parco, Cinema Europa, Casa Popolare, Sede comunale, Torre mura castellane, Chiesa Sant'Ilario, Cinque Fonti, Ponte Vesciano, Ex scuola San Cristoforo, ex Scuola Rustici, Casa degli Alpini, Cimitero Monumentale, Chiesa Cimitero, Chiesa San Tommaso, Ex Stazione

Edifici pubblici inagibili 2018: 17 (tornati agibili la Chiesa del Beato Antonio, la Collegiata, la Casa del Parco, il Cinema Europa, la sedecomunale, la Chiesa di Sant'Ilario e i camerini del Teatro la Fenice)

 

Persone sfollate con Cas: a tutt'oggi sono 481, nel 2016 erano 665

 

 

BELMONTE PICENO (Sindaco Ivano Bascioni)

 

Edifici privati inagibili 2016: Circa 70

Edifici privati inagibili 2018: Circa 70, (progetti approvati ma lavori non sono partiti)

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 3 (La Scuola e due chiese quella di Santa Maria delle Grazie e quella della Madonna del Rosario)

Edifici pubblici inagibili 2018: 3 (finanziata solo la scuola)

 

Persone sfollate 2016 e 2018: 35

 

 

FALERONE (Sindaco Armando Altini)

 

Edifici privati inagibili 2016: 506 (sulle 830 richieste di sopralluogo)

Edifici privati inagibili 2018: Circa 495

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 8 + le strade

Edifici pubblici inagibili 2018: 8 (sede comunale è l’unico edificio agibile. Sono inagibili le scuole medie (si è arrivati alla validazione del progetto secondo il codice appalti) e la scuola elementare e dell’infanzia (eseguita la manifestazione d’interesse). Per l’ex convento sono stati fatti dei finanziamenti però i soldi non sono sufficienti per il miglioramento sismico).

Rimangono inagibili: Archivio storico, Beato Pellegrino (cineteatro), due torrioni, il Cimitero e il Palazzo Storico dove c’era l’ex mercato coperto. Oltre alle strade che sono state completante dissestate.

 

Sfollati 2016: Circa 300

Sfollati 2018 con CAS: Circa 175

 

 

MASSA FERMANA (Sindaco Gilberto Caraceni)

 

Edifici privati inagibili 2016: 57

Edifici privati inagibili 2018: 56 (effettuato un lavoro di ripristino di un danno lieve su un edificio)

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 5 (Comune, convento francescano, Palazzo dell'Orologio, alcune parti del cimitero e Chiesa dei ss. Lorenzo, Silvestro e Ruffino)

Edifici pubblici inagibili 2018: 5 (Il 5 novembre partiranno i lavori di recupero della chiesa)

 

Persone sfollate con Cas: 10

 

 

MONSAMPIETRO MORICO (Sindaco Romina Gualtieri)

 

Edifici privati inagibili 2016: Circa 250

Edifici privati inagibili 2018: Circa 200

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 6 (sede comunale, teatro comunale, parrocchiali Santi Pietro e Antonio Abate, San Francesco, San Michele che riapre il 4 novembre, e le abitazioni adibite ad edilizia residenziale pubblica)

Edifici pubblici inagibili 2018: 6 (il 4 novembre riapre San Michele)

 

Sfollati 2016: Circa 150

Sfollati 2018 con CAS: Circa 40 con CAS (rientrati per l’eliminazione del rischio esterno)

 

 

MONTAPPONE (Sindaco Mauro Ferranti)

 

Edifici privati inagibili 2016: 110

Edifici privati inagibili 2018: 107

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 2

Edifici pubblici inagibili 2018: 2

 

Persona sfollate con Cas: 44 (19 nuclei famigliari)

 

 

MONTEFORTINO (Sindaco Domenico Ciaffaroni)

 

Edifici privati inagibili 2016: 750

Edifici privati inagibili 2018: 743

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 32 (Scuola materna Elementare e Media “Pietro Alessandrini”; Autorimessa Comunale; spogliatoi campo sportivo; Coop giglio rosso (Loc. Rubbiano); Palazzo Comunale; Polo Museale Palazzo Leopardi; Casa delle Colonne; due alloggi ERAP Condominio in Via Rio; un alloggio ERAP condominio Via Duranti; edificio centro storico limitrofo al palazzo Comunale, che sarà adibito ad alloggi; fabbricato ex edificio scolastico (Loc. Piedivalle) che sarà adibito ad alloggi; edificio ex teatro Comunale; cimitero Capoluogo; cimitero Santa Lucia; Chiesa di San Francesco (Capoluogo); Chiesa San Michele Arcangelo (Capoluogo); Chiesa di Sant’Agostino (Capoluogo); Chiesa Madonna del Fonte (Capoluogo); Chiesa di Sant’Andrea (Capoluogo); Santuario della Madonna Dell’Ambro (Ambro); Chiesa di Sant’Angelo in Montespino (Colle di Montespino); Chiesa della Madonna della Pace in località Tre Ponti; Chiesa di San Niccolò da Bari di Vetice; Chiesa di San Pietro in Rovitolo; Chiesa di San Giovanni di Piedivalle; Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Valle; Chiesa della Divina Pastora di Cerretana; Chiesa di Maria Santissima della Natività di Sossasso; Chiesa di Santa Croce di Rubbiano; Chiesa di Santa Maria in Bussonico; Chiesa della Madonna della Cerqua (località Cese); Chiesa di Santa Lucia in Consilvano);

Edifici pubblici inagibili 2018: 32

 

Persone sfollate con Cas: circa 260/270 (145 nuclei famigliari)

 

                       

MONTE RINALDO (Sindaco Gianmario Borroni)

 

Edifici privati inagibili 2016: circa 70

Edifici privati inagibili 2018: Circa 70

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 8 (tre immobili residenziali, Museo civico archeologico, Palazzo Giustiniani, Torre Civica, cimitero e Chiesa del Santissimo Sacramento e Rosario)

Edifici pubblici inagibili 2018: 8 (Presentato progetto all'Usr per il Museo Civico Archeologico, ora in attesa dell'approvazione. In fase di redazione il progetto per Palazzo Giustiniani

 

Persone sfollate con Cas: Circa 25

 

 

MONTE VIDON CORRADO (Sindaco Giuseppe Forti)

 

Edifici privati inagibili 2016: 35

Edifici privati inagibili 2018: 35

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 7

Edifici pubblici inagibili 2018: 7

 

Sfollati 2016: 14

Sfollati 2018: 15 (Una persona deceduta nel 2017, due aggiunte nel corrente anno a seguito di ripetizione sopralluogo e dichiarazione di inagibilità)

 

 

MONTEFALCONE APPENNINO (Sindaco Adamo Rossi) 

    

Edifici privati inagibili 2016: 98

Edifici privati inagibili 2018: 97 (una agibile dopo la messa in sicurezza di un edificio prospicente)

 

Edifici pubblici 2016 e 2018: 3 (Chiesa di San Francesco, Chiesa di San Michele Arcangelo e Chiesa di San Pietro)

 

Sfollati 2016: 35

Sfollati 2018 con CAS: 32

 

 

MONTEGIORGIO (Sindaco Michele Ortenzi)

 

Edifici privati inagibili 2016: 380

Edifici privati inagibili 2018: 379 (ricostruzione solo per una)

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 9

Edifici pubblici inagibili 2018: 6 (sono stati riaperti la casa di riposo, il Palazzo comunale, il circolo cittadino, la scuola elementare e media e la palestra. Rimangono inagibili la sede comunale in via Roma, l’edificio ex Gentili di edilizia popolare e la Chiesa di San Francesco, quest’ultima messa in sicurezza per il rischio esterno)

 

Sfollati 2016: 214

Sfollati 2018: 210 (quattro sono rientrati)

 

 

MONTELEONE (Sindaco Marco Fabiani)

  

Edifici privati inagibili 2016: 87

Edifici privati inagibili 2018: 87

 

Edifici pubblici inagibili 2016 e 2018: 3 (Chiesa di San Giovanni, Chiesa San Martino e Palazzo Marcucci/Dimora di Charme)

 

Persone sfollate 2016 e 2018: 22

 

 

MONTELPARO (Sindaco Marino Screpanti) 

                          

Edifici privati inagibili 2016: Circa 150

Edifici privati inagibili 2018: Circa 150

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 10

Edifici pubblici inagibili 2018: 9 (palazzo comunale, ex Convento Agostiniano, alloggi popolari via Sala, ex scuola elementare, Chiesa San Michele Arcangelo, Chiesa Santa Maria Novella, Chiesa San Gregorio Magno, Chiesa Sant’Antonio da Padova, Chiesa Sant’Agostino. Solo l’Istituto Mancinelli è tornato agibile quasi totalmente mediante la messa in sicurezza)

 

Sfollati 2016: 49+25

Sfollati 2018: 44 con 9 pratiche di ricostruzione presentate

 

 

ORTEZZANO (Sindaco Giusy Scendoni)

 

Edifici privati inagibili 2016: 43

Edifici privati inagibili 2018: 40 (tre ordinanze di inagibilità totale o parziale revocate per termine lavori finanziati dall'USR)

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 2 (Casa Carboni e Torre Medievale)

Edifici pubblici inagibili 2018: 2

 

Persone sfollate con Cas: a tutt'oggi 5

 

 

SANTA VITTORIA IN MATENANO (Sindaco Fabrizio Vergari)

 

Edifici privati inagibili 2016: 52

Edifici privati inagibili 2018: 52

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 6

Edifici pubblici inagibili 2018: 6 (Tutte le chiese del Paese e parte del Comune, tra cui la sala consigliare)

 

Persone sfollate con Cas: a tutt'oggi 79 (29 nuclei famigliari)

 

 

SERVIGLIANO (Sindaco Marco Rotoni)

 

Edifici privati inagibili 2016: 120

Edifici privati inagibili 2018: 190 (un intervento completato e 3 interventi in corso di esecuzione)

 

Edifici pubblici inagibili 2016: 9

Edifici pubblici inagibili 2018: 7

 

Persone sfollate con CAS 2016: 75

Persona sfollate con CAS 2018: 74

 

 

SMERILLO (Sindaco Antonio Vallesi)

 

Edifici privati inagibili 2016: 77

Edifici privati inagibili 2018: 77

 

Edifici pubbici inagibili 2016: 4 (tre Chiese e il Municipio)

Edifici pubblici inagibili 2018: 4

 

Persone sfollate con Cas: circa 60 (24 nuclei famigliari)

 

Letture:3186
Data pubblicazione : 30/10/2018 10:12
Scritto da : Alessandra Bastarè, Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
4 commenti presenti
  • Francesco

    31-10-2018 16:31 - #4
    Nel commento di Giovanni c'è tutto. Non serve aggiungere altro. Complimenti per l'equilibrio e la sintesi.
  • Giovanni

    30-10-2018 23:39 - #3
    Signora Nasini questa disfatta morale, culturale, sociale e politica del PD è solo una questione di uomini, di idee, della loro pochezza e presunzione di poter rappresentare una storia ed un pensiero che non si è mai evoluto ed è rimasto statico e congelato nel tempo come se tutta lo società ed il consenso politico girasse intorno ad alcuni slogan o parole d'ordine. Non hanno capito nulla e sono stati superati nei pensieri a sinistra da forze dichiaratamente di destra. Non hanno intuito, per pochezza, che gli altri si sono appropriati di spazi fino a poco tempo fa della sinistra anche più radicale. Come è avvenuto tutto questo ed in così breve tempo ? Inseguendo Berlusconi e non stando più in mezzo alla gente, ascoltando, discutendo con chi aveva perso lavoro, i loro bisogni, speranze, aspettative. Burocrati di scelte altrui imposte da chi aveva interesse a ridurre il nostro paese a non essere competitivo su scala europea e mondiale. Mentre Bertinotti, D'Alema, Renzi andavano in televisione, nei salotti buoni a dire che loro erano riformisti, innovatori, gente di cui fidarsi, gli altri facevano proseliti mentre la sinistra sempre più divisa in piccoli frammenti inconsistenti dove ciascuno sostiene di essere più a sinistra degli altri. Ridicoli e folli ! C'è stata poi la resa finale con personaggi del calibro di Renzi che anziché essere portatori di idee unitarie e di una nuova sinistra hanno preferito cercare sponde a destra, dividendo ulteriormente quel poco che era rimasto della "giojosa macchina da guerra del PCI". C'è e c'è stata molta improvvisazione politica, molto arrivismo, molta politica personalistica, ma soprattutto una devastante scelta di voler essere più a destra della destra. Prospettiva politica che ha annullato quel poco che era rimasto di credibile in quell'area. Oggi è peggio di ieri. Mancano idee, mancano politici in grado di rappresentare una società complessa e articolata a raccogliere quelle istanze di moralità, dignità e in grado di ricostruire una credibilità con atti concreti e seri e stando nella società e non al disopra. Basta urlare contro questo o quello. Occorrono fatti, una opposizione seria è fatta di proposte e non di insulti e capace di creare una aspettativa di alternativa alla attuale situazione che ritengo transitoria. Ogni altra strada o improvvisazione sarà solo l’ennesimo fallimento.
  • l'osservatore fermano

    30-10-2018 22:53 - #2
    Fabbriche-scuole-case e infine chiese, con questa sequenza è rinato il Friuli grazie al commissario Zamberletti e alle gerarchie ecclesiastiche locali che hanno condiviso il progetto. Alcuni giorni dopo la tragedia tanti pensionati come me hanno versato quello che potevano su conti correnti dedicati per alleviare le sofferenze dei nostri amici terremotati del centro Italia; tantissime donne e bambini fermani e dei comuni limitrofi hanno portato beni di prima necessità e giocattoli nei camping-alberghi ecc. per dare loro la sensazione di non essere soli e abbandonati. Adesso occorre anche ricordare delle promesse in tempo reale dei nostri politici " tutto come prima"- " non resterete soli"-" burocrazia zero"- "i soldi ci sono" ecc. Il Commissario è stato subito incaricato di verificare e controllare che tutto avvenisse nella legalità e nei tempi giusti. Ebbene abbiamo letto di stalle (fabbriche per quel territorio) non costruite prima dell'inverno,di allevatori costretti a svendere i loro animali per non farli morire di freddo e fame ( per contro abbiamo assistito a iniziative di loro colleghi con il cuore grande per fornirli di ogni genere di necessità per gli animali); di impossibilità di potere ricostruire le loro case pur avendone le capacità economiche ( dal 2016 a oggi si possono contare sulla punta delle dita le case restaurate/ricostruite). Noi andiamo periodicamente nei luoghi terremotati per passare una giornata e contribuire acquistando produzioni locali ecc. ascoltando la loro solitudine e incapacità di potere ricominciare. Da noi lettori sono state scritte pagine per denunciare la cattiva gestione del dopo terremoto. Addirittura di stalle ne erano state costruite solo due dopo oltre un anno e la politica non ha fatto altro che rescindere il contratto ad una ditta della zona per farle costruire ad un'altra della provincia di Rieti e non sappiamo come è andata a finire(oltre al danno anche la beffa per le Aziende Edili del territorio ascolano e fermano). Leggiamo di casette costruite male,in qualche caso non abitabili e sta arrivando l'inverno! Avete scritto nell'articolo che non tutti i cittadini sono consapevoli della gravità di quanto accaduto, avreste dovuto indirizzare questa affermazione anche e soprattutto a chi ha / aveva il potere di gestione e non ha controllato né gestito con le necessarie severità,competenza e sensibilità i problemi sopracitati. E' scritto che l'emergenza è ormai finita ed è tempo di ricostruzione; chi se non gli organi di informazione dovranno trasformarsi in "cani da guardia" per verificare i tempi e la qualità degli interventi? Chiudo per congratularmi per il bel lavoro che avete fatto; è veramente grande il disagio e l'indignazione che si provano leggendo l'elenco dei beni distrutti e non ricostruiti e quindi delle famiglie, purtroppo, direttamente coinvolte e ancora senza il loro tetto sulla testa.
  • Nasini Maria Pia

    30-10-2018 17:16 - #1
    Grandi numeri di una ricostruzione rapida e veloce, come sostiene Ceriscioli. Talmente veloce che non si è accorto nessuno di questa rapidità. Ceriscioli, meno propaganda e più fatti. Sul sisma il PD ha fatto il più grande buco nell'acqua degli ultimi cento anni, anche se per le altre situazioni non è che abbia brillato per idee e efficienza. Le Marche tra sanità, sisma, strade, trasporti e occupazione è stata gestita da principianti della politica. Forse il grande male di questa regione è la mancanza di alternanza politica che non avrebbe guastato per far comprendere gli errori del passato e attuali. quasi quaranta anni di dominio PD ha portato all'assuefazione e al menefreghismo. Tanto tutti pensavano a prescindere dal buono o cattivo lavoro della politica il PD avrebbe sempre vinto. Oggi molte cose sono cambiate e salvo sorprese per il PD la regione Marche è persa. !!!!
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications